●Le zone comprese nella fascia temperata diventeranno tropicali e si avrà l’alternanza fra periodi di forti siccità e periodi di piogge persistenti e inndazioni;
●La desertificazione interesserà aree sempre più basse e lo stesso suolo del sud dell’Europa si impoverirà a causa della scarsità d’acqua;
●Tifoni, uragani,e perturbazioni disastrose avranno effetti sempre più devastanti in zone come gli Stati Uniti e l’India;
●Alcune malattie si espanderanno ;
●IL livello dei mari si innalzerà, provocando la parziale sommersione di vaste zone:
●Numerose specie vegetali e animali, incapaci di adattarsi in tempi brevi a bruschi cambiamenti climatici, saranno destinati a scomparire, soppiantate da altre, che potranno divenire infestanti.
L’ambiente è in pericolo
In quest‘ultimo periodo chiunque, ascoltando il telegiornale o parlando con i conoscenti, avrà affrontato un problema allo stesso tempo grave ed imponente perché la specie umana riesca a sopravvivere bene anche in futuro: il degrado dell’ambiente. Ma, a differenza di quanto si possa pensare, non tutti sanno cos’è l’ambiente. La risposta più semplice ed immediata potrebbe essere “La natura” oppure “Il verde che ci circonda”,ma in realtà dietro tutto ciò si cela una realtà ben più complessa e della quale l’uomo deve rispettare le regole. L’ambiente è qualcosa che funziona insieme, un organismo, nel quale un singolo intervento locale ha conseguenze sull’intero sistema, poiché i vari elementi sono collegati tra loro da una stretta rete di relazioni; se si rompe quest’equilibrio o il sistema viene distrutto o si crea un nuovo equilibrio. Anche l’uomo svolge un ruolo in quest’interazione; la qualità della vita è infatti influenzata per buona parte dall’ambiente in cui l’uomo vive e alle caratteristiche che questo ha, adatti o non alla sopravvivenza della specie umana. Spesso gli uomini operano interventi locali che rovinano in modo irreparabile gli ecosistemi tra l’esigenze più sentite dell’uomo contemporaneo c’è quella di vivere in un ambiente salubre ed esteticamente. La rivoluzione industriale, se da un lato è migliorato il tenore di vita di strati sociali altrimenti esclusi dalla fruizione di tutta una serie di beni e servizi, ha dall’altro creato degli squilibri nell’ecosistema globale. E il liberismo sfrenato, da molti auspicato in economia come catalizzatore di sicuro progresso, minaccia di produrre danni ancora più terribili.
Le metropoli, troppo densamente abitate, sono già oggi invivibili; i centri urbani del mondo sviluppato sono soffocanti da un traffico ingovernato e folle, dallo smog che impedisce di respirare, dalle esalazioni industriali che a volte minacciano da vicino i cittadini; le acque, spesso usate senza razionalità e rispetto cominciano già a scarseggiare,quando non sono avvelenate da ogni sorta di veleno prodotto dalle lavorazioni industriali e dai consumi domestici o inquinate da microrganismi patogeni, il cui sviluppo è dovuto ad uno sviluppo produttivo non armonioso.
Qualsiasi intervento parziale, settoriale, locale sull’ambiente ha, scarse probabilità di successo. Sempre più, va profilandosi la necessità di intervenire sul modo di produrre, nell’impedire quelle lavorazioni che, come sottoprodotti generano veleni pericolosi per l’uomo.
I danni del disboscamento
Le piante verdi aiutano a mantenere stabile la concentrazione in anidride carbonica nell’atmosfera (attraverso la fotosintesi clorofilliana). L’utilizzo di combustibili fossili ed il disboscamento stanno causando un aumento di CO2 nell’atmosfera, che ha diretta influenza in fenomeni come L’ EFFETTO SERRA ed il riscaldamento globale. Gli effetti negativi del disboscamento sono numerosi e comprendono:
●L’effetto serra
●desertificazione nei territori secchi
●erosione, frane e smottamenti nei territori piovosi e collinari
●inquinamento degli ecosistemi acquatici
●sottrazione di risorse per le popolazioni indigene.
IMPRONTA ECOLOGICA
L' impronta ecologica è uno strumento statistico studiato per valutare l' impatto ambientale dei consumi.
Il concetto principale è che ogni bene o attività umana comporta dei costi ambientali cioè prelievi di risorse naturali quantificabili in termini di metri quadri o ettari di superficie.
A seconda del tipo di consumo si farà riferimento ad un tipo di superficie piuttosto che ad un altro
L' intera superficie delle terre emerse è composta all' incirca da:
- foreste ed aree boschive (33%)
- pascoli permanenti (23%)
- terra arabile (10%)
- terra costruita (2%)
-altri suoli : ghiacciai, rocce, deserti ecc... (32%)
Per calcolare l' impronta relativa di consumi si mettono in relazione la quantità di bene consumato.
Diritto ambientale
Il diritto ambientale è l’ Insieme delle norme del diritto
nazionale, europeo ed internazionale che ha lo scopo di proteggere le risorse naturali e di limitare l’ inquinamento dell’ ambiente. In un’ accezione ristretta, il diritto ambientale si pone come obiettivo la prevenzione dell’ inquinamento delle acque, dell’ aria e del suolo in un’ accezione più ampia, che va invece affermandosi in questi ultimi anni, esso comprende le norme sulla legislazione urbanistica, quelle poste a tutela del paesaggio e delle bellezze naturali e la disciplina che regola le attività nei centri storici delle città.
PARCHI NATURALI per tutelare il paesaggio e la natura
La parola “Parco” indica un tipo di giardino alberato; nel secolo scorso è entrata nell’uso comune per indicare una categoria di parchi destinati solamente alla conservazione della natura.
Oggi quasi tutti i paesi del mondo usano il termine “ Parco Nazionale” per indicare un’istituzione di grande importanza e di grande impegno nella conservazione della natura.
Il prima grande Parco Nazionale nasce nel 1872, negli Stati Uniti; ed è quello dello Yellowstone.
Il primo Parco in Italia è stato quello del Gran Paradiso.
abbattimento palazzo Punta Perotti di Bari– videoclip (dal sito di Repubblica)
http://multimedia.repubblica.it/italia/179025?p=22
Ecomostri!!!!!

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