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I prodotti delle classi        anno scolastico 2006-2007

Ambizione della nostra ricerca, che ha carattere storico, è quella di comprendere come nel contesto di vicende storiche piuttosto lontane nel tempo (è noto come le peripezie dei giovani promessi sposi si svolgono nella Lombardia del ‘600) già si affermano le esigenze di giustizia che tutta via non trovarono riconoscimento negli ordinamenti giuridici allora vigenti. Indubbiamente l’indagine è in questo caso ancor più complessa in quanto ci troviamo  in un paese occupato da un dominatore straniero, in una Italia che ancora tale non è, è comunque in un contesto europeo caratterizzato dalla prevalenza di monarchie assolute, ovvero di ordinamenti statuari ben lontani da quello che oggi noi consideriamo lo stato di diritto.

La vicenda dei Promessi sposi, scritta da Alessandro Manzoni nella seconda metà dell’ottocento e ambientata nella Lombardia del primo Seicento, è una storia di soprusi ai danni di due giovani fidanzati, Renzo e Lucia, ai quali viene proibito di sposarsi ( questo matrimonio non s’ha da fare , né domani né mai ) da parte di un nobile prepotente , don Rodrigo, incapricciatosi della ragazza.  Di qui  iniziano una serie di peripezie per i due giovani che, senza volere, si trovano coinvolti in fatti più grandi di loro , in  situazioni  dove domina l’arbitrio e l’illegalità, dove la legge non difende chi ha ragione ma è al servizio del più forte. I due giovani stentano a comprendere i fatti che li stanno travolgendo e  se riescono a cavarsela è perché non tutti sono corrotti a questo mondo.

La lettura del romanzo ,quindi, è stata un occasione per riflettere sulle sofferenze che il disprezzo per le libertà individuali e collettive, la non osservanza dei diritti fondamentali dell’uomo e del cittadino , l’arbitrio dei potenti provocano tanto più se si è deboli, poco colti, indifesi. E’ vero che i fatti raccontati sono accaduti quattrocento anni fa e che per fortuna  molte cose sono cambiate nel corso del tempo.
Adesso noi abbiamo una carta costituzionale che garantisce i cittadini, che tutela con una serie di articoli le libertà fondamentali ; questa carta è necessaria e nasce dall’esigenza di non tornare più indietro, di non rivivere esperienze drammatiche come quelle di Renzo e Lucia.
Certo non basta scrivere una carta, la si deve anche far rispettare, bisogna vigilare perché le garanzie vengano messe in pratica. E questo è un dovere di tutti.

 

Leggendo un altro romanzo, questa volta contemporaneo,” A ciascuno il suo” di L.Sciascia  , ci siamo resi conto  che in alcuni luoghi, in alcuni ambienti, i principi costituzionali anche oggi vengono calpestati.
Il racconto in questo caso è ambientato in Sicilia , in un paese vicino a Palermo.
Vengono uccisi due uomini e si saprà poi che è stata la mafia ad eliminarli, perché uno di loro voleva denunciare gli intrallazzi dei potenti locali. Anche il professor Laurana , mite ed onesto cittadino, che indaga sul fatto per amore della verità, viene fatto scomparire. A proposito della sua morte i notabili locali diranno che si tratta di un “ cretino di meno”. Diritto alla vita,diritto ad un giusto processo, diritto di conoscere la verità, tutto è calpestato quando la mafia sovrasta le leggi dello Stato.  

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