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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2006-2007

Dovremmo essere tutti uguali senza distinzioni economiche, ma chi è affamato ha gli stessi diritti di chi è sazio?


LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA

Non ci sarà mai l’uguaglianza finché ci saranno di differenze tra chi guadagna tanto e chi guadagna nulla.
Siccome il mondo è di tutti, le risorse della Terra dovrebbero essere di tutti.
Il rapporto delle Nazioni Unite sullo sviluppo umano, invece, dice che:
sulla Terra più un miliardo di persone nei paesi benessere (pari cioè a circa 1/5 della popolazione totale) possiede i 4/5 della ricchezza mondiale
ed ha un  reddito circa 150 volte superiore a quello del miliardo di persone più povere.
Come si può parlare di uguaglianza? 

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IL PROBLEMA DELLA FAME

ciboL’energia di un essere vivente viene ricavata dagli alimenti calcolati in calorie, però si deve tener conto dell’età, del peso, del sesso, del lavoro, del clima e delle condizioni di salute.
Gli scienziati hanno calcolato che in media un uomo adulto dove ricevere per lo meno 2000 calorie al giorno. Nel mondo 1 miliardo e 300 milioni di persone non raggiunge un’alimentazione sufficiente.
Circa 500 milioni di persone non mangiano neanche 1500 calorie e per questo soffrono la fame. La cosa più brutta  è che il problema della fame colpisce soprattutto i bambini. In alcune zone del mondo, per esempio l’India, molti muoiono per la fame.
Una persona che ha fame non si sente uguale ad uno sazio, perché il suo solo e grande problema è il cibo e non riesce a pensare ad altro. Non pensa, ad esempio a: “Cosa faccio oggi per divertirmi?”, oppure “Che sport pratico?”, “Come mi vesto?”, “Dove passerò le vacanze”…Pensa solo a sopravvivere.



ciboGli sprechi alimentari

La superalimentazione dei paesi del benessere  porta inoltre conseguenze negative nel consumo delle risorse di tutto il mondo.
Nei paesi ricchi, le persone che mangiano troppo ingrassano e prendono malattie.

Ciascun abitante dei paesi più ricchi può consumare 2,5 kg di cereali al giorno ma solo una piccola parte entra nella sua dieta sottoforma di pane, pasta,ecc…, tutto il resto viene consumato quando si è trasformato in carne, uova e latte.

Se una buona parte dei cereali destinate all’ alimentazione del bestiame (ce n’ è fin troppo nei paesi più ricchi)venisse consumata direttamente potrebbe nutrire il doppio delle persone e quindi diminuire di molto il problema della fame.