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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2006-2007

La Costituzione dice che siamo tutti uguali senza distinzione di sesso. Nella Storia, però, non è stato sempre così.
Le donne hanno dovuto lottare per ottenere gli stessi diritti degli uomini. E ora a che punto siamo?

bandiera onuL'Onu e i diritti delle donne

I diritti delle donne costituiscono una parte irrinunciabile di quel patrimonio di diritti universali in cui si riconoscono le moderne società democratiche.
Il principio dell’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti delle donne, adottato nelle Assemblee Generali delle Nazioni Unite nel 1979 e ratificato dall’Italia nel 1985, rappresenta uno degli strumenti di diritto internazionale più importante nella tutela dei diritti umani delle donne.
Il documento muove dal riconoscimento pieno del principio di uguaglianza e di pari opportunità negli aspetti della vita politica, economica, sociale e culturale, affermando l’altro non meno importante principio di non discriminazione in base al sesso.
La dichiarazione dell’ONU si basa sull’eliminazione di ogni forma di distinzione tra uomo e donna e sul riconoscimento dei loro diritti nella vita privata e pubblica.


Le suffragette

Con il termine suffragette si intende un movimento di emancipazione femminile, nato per ottenere
il diritto di voto (della parola “ suffragio ” cioè il voto) .
Nei primi del 1900 con il crescere del benessere causato dall’industrializzazione cambiò la vita delle donne. Infatti in Inghilterra nacque un movimento femminile con l’intento di far ottenere ad esse gli stessi diritti degli uomini: per esempio poter insegnare nelle scuole superiori e svolgere le stesse professioni degli uomini.
Le aderenti al movimento diffondevano le proprie idee con comizi, scritte su muri e cartelli.
Nelle manifestazioni utilizzavano degli slogan del tipo “votes far woman “, spesso però queste manifestazioni venivano sciolte con violenza dalla polizia e con l’ arresto di molti militanti femministe.
Il diritto del voto alle donne venne riconosciuto nel 1918, negli Stati Uniti nel 1920, in Germania 1919, in Francia nel 1946 e anche in Italia si dovette ottenere fino al 1946, quando per la prima volta le donne poterono votare per il primo referendum.Durante le due guerre mondiali, infatti, le donne erano diventate più attive e impegnate nella vita sociale rispetto al passato:sostituivano gli uomini nei campi e nelle fabbriche,molte parteciparono alla Resistenza.

striscione

8 MARZO FESTA DELLE DONNE

mimosa
Le origini della festa dell’8 marzo risalgono al 1908. Pochi giorni prima di questa data, le operaie dell’industria tessile 8marzoCotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni di lavoro. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni. L’8 marzo il proprietario, Mr. Johnson, bloccò le porte della fabbrica per impedire l’uscita alle operaie. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le operaie all’interno morirono. In seguito questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, in ricordo di quella tragedia.
Col tempo, la data dell’8 marzo ha assunto un’importanza mondiale diventando il simbolo delle vessazioni che le donne hanno dovuto subire nel corso dei secoli, ma anche per il proprio riscatto.


donna in carrieraLe pari opportunità

Gli uomini e le donne  hanno il diritto di essere pagati allo stesso modo  se compiono  lo stesso lavoro  per lo stesso orario.

Alle donne devono essere  date le stesse opportunità degli uomini.

Le offerte di lavoro non devono fare distinzioni di sesso.

I  sistemi di previdenza sociale devono assicurare un trattamento uguale agli uomini e alle donne.

Le lavoratrici hanno il diritto di essere in maternità e di usufruire di un congedo durante la gravidanza.

Le autorità devono trattare le donne  che desiderano creare una propria impresa  allo stesso modo degli uomini.                                                            


 

IL  BURKA
burkaIl  burka  è il  manto che nel costume  femminile  tradizionale  musulmano copre tutto il corpo, lasciando solo una finestra di tessuto più rado all’altezza degli occhi.
Non è però solo un fatto d’abbigliamento.
Alle donne non è consentito camminare per strada senza un uomo, marito o parente, detti mahram.
Private anche delle cure mediche, i mariti hanno potere di vita o di morte su di loro. I medici non possono avere contatti con il corpo delle donne che sono perciò obbligate a rivolgersi ad altre donne anche solo per un’iniezione.
Gli uomini possono anche scegliere di lapidare o malmenare una donna, fustigarla e amputarla, spesso a morte, se osa mostrare solo un centimetro di pelle dal burka.
Si ritiene che le donne, coprendosi, si possano distinguere dalle altre donne e non possano essere offese. Prigioniere del burka, il velo che le copre completamente, non possono però frequentare scuole o università.
È difficile credere che portarlo possa essere frutto di una libera scelta. Anche chi dichiara di adottare volontariamente questo indumento è condizionato dalle tradizioni e dalla religione.  

 

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