Vittorio
Emanuele II di Savoia, il re cacciatore, visitò il
Gran Paradiso e se ne innamorò.
Nonostante il re vi andasse a caccia gli stambecchi
poterono aumentare di numero mentre altri animali furono meno
fortunati e continuarono ad essere cacciati.
Nel 1922 il re donò il Gran Paradiso allo stato italiano
che ne fece il primo parco nazionale del nostro paese.
Occupa attualmente parte del Piemonte
e della Valle D’Aosta per
una estensione complessiva di circa 70.000 ettari, di cui
la metà nel Canavese.
Fitta è la rete di sentieri che, insieme alle famose
mulattiere di caccia permette bellissime escursioni alla scoperta
di innumerevoli specie di fiori e di animali.
L’emblema ed il vanto del parco Nazionale del Gran Paradiso
è lo stambecco, ma in Valle Soana
è sempre più facile incontrare branchi di camosci
o sentire il fischio delle marmotte o,infine,
ammirare il lento volo di un’aquila reale.
torna su