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| I
prodotti delle classi anno
scolastico 2005-2006 |
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| Parco
nazionale d’Abruzzo |
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Racconti
e poesie sugli animali del parco |

Racconti e poesie sugli animali del parco
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ATTENTI AL LUPO!
Il
lupo nelle fiabe appare sempre come il “mostro”
del bosco.
Fino a pochi anni fa il lupo faceva a gara con “l’uomo
nero” per far paura ai “cuccioli dell’uomo”,
per farli essere ubbidienti, per farli addormentare senza
capricci, per fare in modo che mangiassero tutto…
Ma perché tutto questo?
Il lupo in realtà è un animale forte, intelligente,
astuto, che certo doveva rappresentare in passato una minaccia
per pollai e greggi e, con questa scusa, venivano attribuiti
a lui tutti i peggiori difetti degli uomini.
COME CAMBIANO I TEMPI …
È
interessante fermare l’attenzione su come cambiano gli
atteggiamenti della gente con il mutare delle società
!
L’inquietante lupo di Cappuccetto Rosso
fa fatica ad essere riproposto oggi ai bambini, che sono ormai
abituati a sentir parlare di questo splendido abitante dei
boschi come un essere da proteggere e non da squartare per
estrarre nonne e nipoti indifese …
Le fiabe in fondo, insegnano la felicità e devono
avere un lieto fine per tutti.
Ma che cosa ha fatto cambiare il modo di pensare?
Una maggiore coscienza ecologica (l’amore
e il rispetto per la natura);
La fine di certe false idee sui lupi (i lupi
sono animali riservati, intelligenti con un grande senso del
gruppo);
Un nuovo modo di pensare che ha tolto al lupo il carattere
di “cattivo” (buoni o cattivi possono essere solo
gli uomini).
I lupi non mangiano i bambini, anzi, nella
realtà ci sono casi di bambini allevati dai lupi e
il libro “Sopravvivere coi lupi”
di Misha Defonseca ne è un esempio.
Er
cervo
Un vecchio
cervo un giorno
sfasciò co’ du’ cornate
Le staccionate che ciaveva intorno.
Giacchè me metti la rivoluzione,
je disse l’ Omo appena se n’ accorse-
Te tajerò le corna, e allora forse
Cambierai d’opinione…
No, - disse er Cervo – l’ opinione resta
perché er pensiero mio rimane quello:
me leverai le corna che ciò in testa,
ma no l’ idee che tengo ner cervello.
(Trilussa)

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L’OMO
E EL LUPO
Un vecchio Lupo , ner guardà le stelle ,
diventò bono e se sentì er dolore
d’ avè scannato tante pecorelle.
(Tutte le cose belle
fanno un effetto maggico ner core ).
E diceva fra sé:
- Pè conto mio
sarei disposto a fa’ la vita onesta:
però bisognerà che me travesta
perché nessuno sappia chi so’ io.
Infatti puro l’ Omo s’è convinto
che pe’ sta’ bene ar monno è necessaria
una certa vernice umanitaria
che copra la barbaria de l’istinto .-
E fisso in quel’ idea
pijò la pelle d’un abbacchio morto
e ce se fece come una livrea:
poi, zitto zitto, entrò ner pecorume
che stava a magnà l’erba in riva ar fiume.
Mantenne la promessa:
da quer giorno
Fu l’amico più bono e più tranquillo
de l’agnelletti che ciaveva intorno.
Benché stasse a diggiuno
nun je storse un capello e, manco a dillo,
nun se ne mise all’anima nessuno.
Ma una brutta matina
trovò tutte le pecore scannate
e un vecchio con le mano insanguinate
che contrattava la carneficina.
- Eh! - disse allora - l’Omo è sempre
quello:
predica la bontà, ma all’atto pratico
nun è che un lupo: un lupo dipromatico
che specula sur sangue de l’agnello!
Carlo Alberto Salustri
(Trilussa)
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C’era
una volta un piccolo orsetto di nome Teddy , che viveva con
la sua famiglia in una piccola casetta nel “Parco Nazionale
d’Abruzzo”.
Un giorno Teddy doveva andare con la sua classe
in gita.
Mentre la guida spiegava, Teddy si distrasse a guardare la
natura.
Teddy, non vedendo più la guida, si impaurì.
Per ritrovare la guida chiese aiuto ad un cervo che passeggiava
lì vicino. Si avvicinò e gli disse: -Scusi,
signor cervo, ha per caso visto un gruppetto scolastico insieme
alla guida?- e il cervo: -No, dolce orso! Ma se vuoi ti aiuto
a cercarli, ti va bene?- e Teddy: –A me sta bene se
a te sta bene!- e lui- Beh! Io ne sarei onorato.-
Così iniziarono la ricerca. Ma quando
arrivarono al parcheggio degli autobus si accorsero che il
pullman era già partito.
Appena arrivati a scuola fecero l’ appello
notarono che Teddy mancava. La guida chiamò subito
a casa di Teddy. Preoccupato della telefonata, il padre, lo
andò a cercare nel bosco. Incontrò molti animali
feroci.
Alla fine vide Teddy che dormiva vicino a un albero insieme
ad un cervo. Il padre lo svegliò e lo portò
a casa sano e salvo.

Finalmente una favola diversa
Finalmente una favola in cui il lupo non è il solito
“cattivo”, ghiotto e famelico di sempre, ma riconosce
i suoi difetti, apprezza la sincerità e si dimostra
intelligente e “di parola”.
IL LUPO SAZIO E LA PECORA
Quello
era davvero un gran giorno per un lupo rinomato in tutto il
contado per la sua insaziabile fame. Infatti, senza neppure
alzare un dito egli era riuscito a procurarsi ottime prede
trovate casualmente a terra perché colpite da qualche
cacciatore e si era preparato un pranzo degno di Re! Il lupo,
dopo avere abbondantemente mangiato, si inoltrò nella
foresta per fare due passi. Fu così che incontrò
una mansueta pecorella la quale, terrorizzata dal temibile
animale notoriamente suo nemico, non riuscì neppure
a muoversi, paralizzata dallo spavento.
Il lupo, più per istinto che per altre ragioni, afferrò
la preda tenendola stretta, stretta. Ma solo dopo averla catturata
si rese conto di essere talmente sazio da non avere più
alcun appetito. Occorreva trovare una valida giustificazione
per poter liberare quella pecora senza fare brutta figura.
" Ho deciso" Disse quindi il lupo
"di lasciarti andare a condizione che tu sappia
espormi tre desideri con intelligenza"
. La pecorella sconcertata, dopo aver pensato un istante rispose:
"Bè, anzitutto avrei voluto non averti
mai incontrato. Seconda cosa, se proprio ciò doveva
avvenire, avrei voluto trovarti cieco. Ma visto che nessuno
di questi due desideri è stato esaudito, adesso vorrei
che tu e tutta la tua razza siate maledetti e facciate una
brutta fine perché mi avete reso la vita impossibile
e avete mangiato centinaia di mie compagne che non vi avevano
fatto alcun male!"
Inaspettatamente il lupo, invece di adirarsi come prevedibile,
dichiarò:
"Apprezzo la tua sincerità. Hai avuto
molto coraggio a dirmi ciò che realmente pensavi per
questo ti lascerò libera!" Così
dicendo liberò la pecorella e, con un cenno di saluto,
la invitò ad allontanarsi.
La sincerità è una dote apprezzata da persone
intelligenti capaci di non offendersi davanti a dichiarazioni
leali.
Favola di Esopo
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