logo
I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
definizione di otium
aforismi
citazioni
proverbi
letteratura
riflessioni

 

La letteratura dell’ozio è antica e prestigiosa, da Orazio e Seneca, da Cicerone a Petrarca, fino ai contemporanei poeti, grandi letterati e filosofi, come Robert Louis Stevenson, Friedrick Nietzsche, George Byron, Bertrand Russel, Jean Starobisky…
Essa ci conduce attraverso le ventiquattr’ore di una frenetica giornata, che può essere del ????? o del ventunesimo secolo per svuotarle da ansie, compiti, doveri e suggerirci tanti modi di oziare: passeggiare senza una meta, meditare, coltivare l’arte della conversazione, contemplare il cielo stellato, fare la siesta, sognare a occhi aperti…


Oziosi famosi: alcuni famosi oziosi che, con lo stare a maggese, portarono grandi e importanti invenzioni in tutto il mondo.

Isaac Newton, dopo essersi appisolato sotto un grande melo ombroso, venne svegliato improvvisamente da un frutto che gli cadde in testa, permettendogli, così, di elaborare la legge di gravità. Si dice che questa importante scoperta scientifica lo abbia illuminato all’ istante come il classico lampo di genio.
Intuizioni di questo genere non si presentano dopo lunghi studi o attraverso complesse tecniche di concentrazione. In realtà ci vuole una mente distratta e semi-addormentata che, grazie al riposo che la culla e la ricarica di preziosa energia, riesce a operare improvvise associazioni. Solo così, infatti, si potranno innescare i sottili e misteriosi percorsi che faranno esplodere spontaneamente il lampo di genio.

Anche Edison amava la siesta e, proprio durante questi piacevoli intervalli, riusciva finalmente a lasciare correre la fantasia che non doveva più procedere forzamene lungo i montoni e solidi binari strettamente razionali. Si dice che, proprio fantasticando durante una di queste pennichelle oziose, ebbe l’ idea della lampadina, una delle scoperte che ha maggiormente rivoluzionato la nostra vita quotidiana.


Chi ama assopirsi all'interno della vasca mentre l'acqua lambisce il mento con il suo rassicurante tepore, non si stupirà più di tanto nel sapere che Archimede, proprio indugiando piacevolmente in questo genere di siesta, formulò l'importante principio che, appunto, porta il suo nome. Comprese, infatti, che ogni corpo immerso subisce una spinta verso l'alto uguale al peso del volume d'acqua spostato.Arrivò a questa conclusione lasciandosi coccolare dall'acqua che sosteneva amorevolmente il suo stesso corpo. Sperimentò, attraverso una delle sieste più sensuali, quella che, in termini meno scientifici, potremmo definire 'la magia della vasca da bagno' una particolare meraviglia che ci permette di restare immobili e beati, sospesi nell'aria e nel tempo, sostenuti dal nostro stesso peso che ondeggia lentamente.