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 La
letteratura dell’ozio è antica e prestigiosa,
da Orazio e Seneca, da Cicerone a Petrarca,
fino ai contemporanei poeti, grandi letterati
e filosofi, come Robert Louis Stevenson, Friedrick
Nietzsche, George Byron, Bertrand Russel, Jean Starobisky…
Essa ci conduce attraverso le ventiquattr’ore
di una frenetica giornata, che può essere del
????? o del ventunesimo secolo per svuotarle da ansie,
compiti, doveri e suggerirci tanti modi di oziare: passeggiare
senza una meta, meditare, coltivare l’arte della
conversazione, contemplare il cielo stellato, fare la
siesta, sognare a occhi aperti…
Oziosi
famosi: alcuni famosi oziosi che, con lo
stare a maggese, portarono grandi e importanti invenzioni
in tutto il mondo.
Isaac
Newton, dopo essersi appisolato sotto un grande
melo ombroso, venne svegliato improvvisamente da un
frutto che gli cadde in testa, permettendogli, così,
di elaborare la legge di gravità. Si dice che
questa importante scoperta scientifica lo abbia illuminato
all’ istante come il classico lampo di genio.
Intuizioni di questo genere non si presentano dopo lunghi
studi o attraverso complesse tecniche di concentrazione.
In realtà ci vuole una mente distratta e semi-addormentata
che, grazie al riposo che la culla e la ricarica di
preziosa energia, riesce a operare improvvise associazioni.
Solo così, infatti, si potranno innescare i sottili
e misteriosi percorsi che faranno esplodere spontaneamente
il lampo di genio.
Anche
Edison amava la siesta e, proprio durante
questi piacevoli intervalli, riusciva finalmente
a lasciare correre la fantasia che non doveva più
procedere forzamene lungo i montoni e solidi binari
strettamente razionali. Si dice che, proprio fantasticando
durante una di queste pennichelle oziose, ebbe l’
idea della lampadina, una delle scoperte che ha maggiormente
rivoluzionato la nostra vita quotidiana.
  Chi
ama assopirsi all'interno della vasca mentre l'acqua
lambisce il mento con il suo rassicurante tepore, non
si stupirà più di tanto nel sapere che
Archimede, proprio indugiando piacevolmente
in questo genere di siesta, formulò l'importante
principio che, appunto, porta il suo nome. Comprese,
infatti, che ogni corpo immerso subisce una spinta verso
l'alto uguale al peso del volume d'acqua spostato.Arrivò
a questa conclusione lasciandosi coccolare dall'acqua
che sosteneva amorevolmente il suo stesso corpo. Sperimentò,
attraverso una delle sieste più sensuali, quella
che, in termini meno scientifici, potremmo definire
'la magia della vasca da bagno' una particolare meraviglia
che ci permette di restare immobili e beati, sospesi
nell'aria e nel tempo, sostenuti dal nostro stesso peso
che ondeggia lentamente.
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