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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

musica

 

Anna Maria Mazzini, conosciuta da tutti semplicemente come Mina, nasce il 25 marzo 1940 a Busto Arsizio(VA). Alcuni mesi dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce a Cremona, città in cui la cantante risiede fino ai primi anni di carriera e che le guadagna il soprannome di "Tigre di Cremona".

Mina Mazzini debutta nel 1958, anno sul palco de "La Bussola", un locale di Marina di Pietrasanta, con la canzone "Un'anima pura" (cover di un brano inglese inciso in lingua italiana anche dal gruppo dei The Rokes).In quel periodo, sull'onda del Rock and Roll che invade l'Italia, incide in inglese i brani "Be Bop a Lula" e "When" con lo pseudonimo di "Baby Gate".
Debutta in televisione nel 1959, all'interno del programma "Il Musichiere", cantando "Nessuno". Nel 1960 e nel 1961 partecipa al Festival di Sanremo rispettivamente con i brani "È vero" e "Le mille bolle blu".La sua carriera televisiva ha un brusco colpo di arresto nel 1963, quando la sua coraggiosa decisione di non interrompere nè nascondere una gravidanza extra-matrimoniale (dovuta alla sua relazione con l'attore Corrado Pani, allora sposato con Renata Monteduro), le causò la censura totale dai programmi televisivi e radiofonici RAI.
Fu solo con il passare del tempo e grazie al mai perduto consenso del pubblico (i suoi dischi continuavano a stazionare in classifica), i dirigenti RAI decisero di riammettere la sua presenza, acclamata dal pubblico. Ritorno che avvenne nella trasmissione di Mike Bongiorno "La fiera dei sogni", cantando la canzone "E' l'uomo per me", quasi a voler ribadire le proprie coraggiose scelte.Questo episodio, oltre alla mera nota biografica, ha rappresentato una vera e propria evoluzione del costume sociale italiano, soprattutto nei confronti della donna, non più giudicata a priori per il suo stile di vita magari non consono alla mentalità cattolica e piccolo-borghese allora dominante.


È impossibile citare tutti i successi di Mina, ma non si possono tralasciare "Il cielo in una stanza" (1960), "E se domani" (1964), "La voce del silenzio" (1968), "Parole parole" (1972), sigla di Teatro 10 interpretata insieme all'attore Alberto Lupo, "Se telefonando" (1966), "Insieme" (1970), "Io e te da soli" e "Amor mio" (1971), tutte e tre scritte da Battisti e Mogol.
Per festeggiare i 10 anni di carriera, nel 1968, ritorna alla "Bussola" per un concerto e da quella esibizione nascerà un album, Mina alla Bussola dal vivo, che sarà anche il primo disco live realizzato da una cantante italiana. Nel 1972 partecipa come ospite fisso al programma "Teatro 10" condotto da Alberto Lupo, col quale inciderà anche la sigla finale diventata poi l'evergreen "Parole parole".Nel 1974, in pieno periodo di austerità, presenta con Raffaella Carrà il suo ultimo programma serale "Milleluci" diretto da Antonello Falqui. Nel 1978 tiene una serie di trionfali concerti e appare in televisione per l'ultima volta interpretando la canzone "Ancora ancora ancora" nella sigla finale del programma presentato da Claudio Lippi "Mille e una luce" e poi si ritira a vita privata.
Trasferitasi a Lugano nella prima metà degli anni '70, apre la sede del suo studio di registrazione e chiede, ottenendola nel 1989, la cittadinanza elvetica.A tutt'oggi sono avvolte nel mistero le reali ragioni di questa decisione. Si è parlato di problemi di salute, o problemi a gestire una fama sempre più vasta. Fino a dire che si era semplicemente stufata di vivere "in vetrina".
Nel 2001 è tornata sulle scene, anche se solo per il popolo di Internet, sul portale Wind, dove si è fatta riprendere durante le sessioni di registrazione di un suo disco Sconcerto.
Negli ultimi anni ha iniziato a collaborare con quotidiani e riviste in veste di opinionista. Scrive settimanalmente un articolo in prima pagina per La Stampa e tiene una rubrica sul settimanale Vanity Fair, in cui risponde alle numerose lettere dei suoi fan..Il 10 gennaio 2006 si è sposata con il cardiologo Eugenio Quaini, con il quale conviveva da ormai 25 anni, per cui all'anagrafe risulta come Mina Anna Quaini. La cerimonia si è svolta a Lugano in Svizzera in gran segreto. Lo ha reso noto la stessa Mina in un suo articolo pubblicato su Vanity Fair.


AdrianoCelentano è nato a Milano il 6 gennaio 1938.
Cantante e attore, colonna portante della musica italiana, con oltre settanta milioni di dischi venduti è l'artista italiano più prolifico.
Il molleggiato, così viene ben presto soprannominato per lo stile adottato nell’accompagnare le sue interpretazioni, assolutamente personale, fatto di balzi repentini e giravolte, con ampie mosse del bacino (lo stesso adottato in quegli anni da un altro grande rocker agli esordi, Elvis Presley).
E’sposato dal 1964 con Claudia Mori. E ha tre figli: Rosita, Giacomo e Rosalinda.
Fa il suo debutto nel mondo dello spettacolo imitando il famoso attore americano Jerry Lewis.
Nel 1957 esordisce come cantante rock. Al Palazzo del Ghiaccio di Milano con l'accompagnamento del complesso musicale dei Rock boys. Partecipa anche al Processo al rock 'n roll, al Teatro Nuovo di Milano. Ben presto arriva per lui una pioggia di successi:nel 1961 con la canzone“ventiquattromila baci” partecipa al Festival di Sanremo voltando le spalle al pubblico che rimane scandalizzato, ma la sua canzone arriva seconda. L'anno dopo trionfa al Cantagiro con "Stai lontana da me", canzone con cui nasce ufficialmente il Clan gruppo che riscuote subito grande successo e che lancia in seguito celebri interpreti. L'esperienza del Clan dura però appena quattro anni, uccisa dagli atteggiamenti dispotici del leader e da infiniti problemi contrattuali.
“Il tuo bacio è come un rock” “Pregherò”, “Azzurro”, “Il ragazzo della Via Gluck”, “Chi non lavora non fa l'amore” vincitrice del Festival di Sanremo del 1970, cantata in coppia con la moglie Claudia Mori, “Svalutation”, sono solo alcuni dei suoi brani più famosi.Le canzoni della sua maturità artistica sono graffianti, ironiche. Spesso anticipano e toccano temi scottanti. Come l'ecologia, la droga, il nucleare, la caccia, la corruzione, tutti ancor oggi di stretta attualità.
È anche protagonista di pellicole di successo come Serafino, Rugantino, Geppo il folle. E tantissime altre.
In televisione lo vediamo in Fantastico (1987), Svalutation (1982-'83) ed in altri celebri show.
Numerosi i libri che lo riguardano. Il paradiso è un cavallo bianco che non suda mai, autobiografia scritta insieme a Ludovica Ripa di Meana (1982). Il profeta e i farisei (1987). Il Re degli ignoranti (1991). Due i riconoscimenti ottenuti la Grolla d'Oro nel 1968. E l'Ambrogino d'Oro nel 1989.
Nel 1999 conduce la trasmissione di RaiUno Francamente me ne infischio, vincendo per lo stesso programma la prestigiosa Rosa d'oro al Festival internazionale della tv di Montreaux. E da aprile 2001, sempre sulla rete ammiraglia Rai, lo show 125 milioni di caz..te, di cui cura anche la regia.


Gianni Morandi è nato a Monghidoro (Bo) l'11 dicembre del 1944
Giovanissimo, per far quadrare il bilancio familiare, si impegna in piccoli lavori: vende bibite e caramelle nel cinema del paese. Nel Capodanno del 1956, diventa la piccola star del suo paese:durante i festeggiamenti in piazza canta a squarciagola la canzone Buon anno, buona fortuna, con il suo vocione potente amplificato dagli altoparlanti a tromba Geloso piazzati sul tetto di una Fiat 1400.
A dodici anni abbandona gli studi dopo aver iniziato le scuole di avviamento commerciale, e si trasferisce a Bologna. Lì studia canto con la maestra Alda Scaglioni, cacciatrice di talenti musicali da lanciare nelle balere dell'Emilia Romagna.

Il debutto ufficiale avviene nell'aprile del 1958, nella Casa del Popolo di Alfonsine in provincia di Ravenna. Inizia una dura gavetta durante la quale impara a suonare la chitarra e la batteria. Il padre, anche se umile, tiene alla sua educazione e gli fa leggere nell'ordine: Che fare di Tchernischevsckij, Due passi avanti e uno indietro di Lenin, Il Capitale di Carlo Marx, I quaderni del carcere di Antonio Gramsci.
Nel 1961 fonda il gruppo musicale, Gianni Morandi e il suo complesso. Viene soprannominato il Paul Anka italiano. Nel 1962 vince il Festival di Bellaria per cantanti dilettanti e viene notato da un certo Paolo Lionetti, che organizza per Gianni Morandi un provino alla RCA alla presenza di personaggi che diventeranno di primaria importanza nella sua carriera, tra cui Franco Migliacci, ed Ennio Morricone (arrangiatore di tutte le canzoni del primo periodo) . Nel 1962 incide il suo primo 45 giri, “Andavo a cento all'ora”. Di lì a poco arriveranno “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte”, e soprattutto, “In ginocchio da te”, “Se non avessi più te”, con i relativi film.
Nel 1964 vince il Cantagiro ed è secondo classificato al Festival Tour della Rai.
E’ primo classificato a Canzonissima nell'edizione 1965-66 che allora si chiamava La prova del nove.
Nel 1966 Claudio Villa gli soffia la vittoria a Scala reale, ma Morandi si prende la rivincita vincendo a sua volta il Cantagiro. Nello stesso anno sposa Laura Efrikian.
Dopo due successive vittorie nel 1968 e nel 1969 guadagna un'intervista in uno degli spazi più qualificati della tv: Dicono di lei di Enzo Biagi. Nel 1969 nasce la figlia Marianna. E nel 1974 il secondo figlio, Marco.
Dopo un periodo di assenza dai teleschermi, nel 1983 partecipa al Festival di Sanremo proponendo quello che sarà un altro grande successo: “La mia nemica amatissima”.
Nel 1984 conquista la grande platea televisiva come protagonista dello sceneggiato “Voglia di volare” di Pier Giuseppe Murgia. Seguono “Diventerò padre”, “Voglia di cantare” di Pietro Luna (regia di Pietro Sindoni), e “Voglia di vincere” nel 1987.
Alternando successi discografici con concerti dal vivo ritorna alla fiction girando “In fuga per la vita” nel 1992; e, accanto a Mara Venier, “La voce del cuore”.
Trecentosedici i brani interpretati ad oggi, compresi gli ultimi tre inediti dell'album “30 volte Moranti” che in oltre trent'anni hanno accompagnato la storia del nostro paese.
A cinquantaquattro anni compiuti Gianni Morandi continua a correre in tante direzioni come musica e fiction.
Nel 1995 si classifica secondo al Festival di Sanremo con la canzone “In amore”, in coppia con Barbara Cola.
Nel 1996 è il trionfo del suo tour italiano, tanto che la Rai trasmette in diretta dal Teatro delle Vittorie di Roma la serata finale.
Nel 1997 pubblica Celeste azzurro e blu. Nel 1998 esce una raccolta di grandi successi “30 volte Moranti”. Torna nel 1999 in televisione su RaiUno per cinque puntate per raccontare se stesso nel programma “C'era un ragazzo”.
Nel 2000 ha nuovamente partecipato al Festival di Sanremo nella sezione Campioni classificandosi al terzo posto.



Luigi Tenco (Cassine, 21 marzo 1938 - Sanremo, 27 gennaio 1967) è stato un noto cantautore italiano
La sua morte, avvenuta per suicidio mentre si trovava a Sanremo per partecipare al Festival della canzone italiana, è stata a lungo avvolta da un velo di mistero.
Nel 1974 in suo onore è stato istituito il Premio Tenco.
È sepolto nel cimitero di Ricaldone

Luigi Tenco sul palco del Casinò di Sanremo durante l'esecuzione di Ciao amore ciao

Nel 1967 si presentò al Festival di Sanremo con la canzone Ciao amore ciao, cantata, come si usava a quel tempo, da due artisti separatamente (in questo caso si trattava dello stesso Tenco e della sua compagna Dalida).
La canzone non fu ammessa alla serata finale del Festival, classificandosi al dodicesimo posto nel voto popolare. Fallito anche il ripescaggio, pare che Tenco fu preso dallo sconforto.
Rinchiusosi nella sua camera in una dépendance, venne successivamente trovato morto proprio dalla Dalida stessa.
Il corpo riportava un foro di proiettile alla testa. Venne trovato un biglietto vergato a mano - che più perizie calligrafiche hanno poi consentito di attribuire allo stesso Tenco - contenente il seguente testo:

Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt'altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona "La rivoluzione". Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi.

Per molti decenni sono sussistiti molti dubbi sulle cause reali della sua morte: per questo , dopo anni di pressioni esercitate da una parte della stampa, il 12 dicembre 2005, dopo ben trentotto anni, la procura generale di Sanremo ha disposto la riesumazione della salma per tentare di stabilire la verità una volta per tutte, e cioè se Tenco si era realmente suicidato o, come molti hanno ritenuto per anni, era stato assassinato per motivi da approfondire ulteriormente
Il 15 febbraio 2006 il Caso Tenco è stato, in via ufficiale, definitivamente chiuso. Una nuova analisi sulla salma di Tenco, infatti, ha suffragato la tesi che il cantante è morto per suicidio


Fabrizio De Andrè nasce il 18 Febbraio 1940 a Genova (Pegli) in via De Nicolai.
Scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagna di Revignano d'Asti, mentre il padre di Fabrizio, ricercato dai fascisti, si dà alla macchia.
Nel '45 i De André tornano a Genova. Fabrizio frequenta le elementari prima presso le suore Marcelline (che lui ribattezza le porcelline) poi alla "Cesare Battisti".
Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (interrompe quando gli mancano sei esami dalla laurea in giurisprudenza). Ma intanto è nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia prima il violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, traduce Brassens e comincia a scrivere brani tutti suoi. Dall'incontro col grande cantautore francese, Fabrizio ricavò stimoli per la lettura di autori anarchici che non abbandonerà più: Bakunin, Malatesta, Kropotkin, Stirner. Inoltre, nel mondo cantato da Brassens, egli ritrovava quei personaggi così umili e veri che vivevano nei caruggi della sua città e che troveranno spazio, comprensione e dignità nelle sue canzoni.
Nel 1958 incide il suo primo 45 giri "Nuvole Barocche", passato inosservato.
Si sposa a 22 anni con Enrica Rignon e diventa padre di Cristiano a meno di 23.
Il suo primo vero successo è "La canzone di Marinella" interpretato da Mina.
Nel 1966 esce Tutto Fabrizio De Andrè.
Nel 1976 dopo aver incontrato Dori Ghezzi che diventerà la sua compagna e dalla quale avrà sua figlia Luisa Vittoria (Luvi), Fabrizio si trasferisce nella sua azienda agricola in Sardegna.
Il 28 Agosto 1979 viene rapito con sua moglie Dori rimanendo priginiero per quattro mesi.
Fabrizio De Andrè è stato il primo cantante italiano a dare alla canzone italiana contenuti nuovi rispetto a quelli tradizionali.
Mentre i suoi album continuavamo a uscire Fabrizio si rifiutava di fare televisione e di esibirsi in pubblico, il suo primo concerto lo ha tenuto il 18 Marzo 1975 alla Bussola di Focette affiancato dai New Trolls.
Da allora le sue esibizioni dal vivo sono sempre state rare.
Fabrizio De Andrè muore l'11 Gennaio 1999stroncato da un male incurabile. Muore a Milano all'Istituto dei Tumori dove era ricoverato. I suoi funerali si svolgono a Genova il 13 gennaio dove una folla di più di diecimila persone si stringe intorno al dolore della famiglia. Ora riposa nel cimitero di Staglieno, nella cappella di famiglia.
Le sue canzoni ci parlavano di prostitute, di delinquenti, di handicappati: di emarginati, di gente apparentemente "brutta, sporca e cattiva", in cui però lui sapeva scorgere la luce. "Dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono i fior", ripeteva. Sempre dalla parte dei perdenti, sempre tollerante.

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