I
Beatles sono stati il gruppo musicale pił famoso del XX secolo.
Originari di Liverpool (Regno Unito)
hanno segnato un'epoca non solo nella musica
ma anche nel costume, nella moda e nell'arte moderna. Sono considerati uno dei maggiori
fenomeni di influsso sulla musica contemporanea, tale da condizionare in maniera determinante
la cultura
pop del XX secolo.
A distanza di
diversi decenni dal loro scioglimento ufficiale - e dopo la
morte di due dei suoi quattro componenti - i Beatles
contano ancora su un vasto seguito. I loro dischi vengono
regolarmente commercializzati in versione digitale e arricchiti
dal recupero di materiale inedito. Numerosi sono i fan club
a loro dedicati esistenti in ogni parte del mondo e l'aura
- per molti versi non sempre codificabile secondo canoni comuni
- che circonda tanto lo sviluppo del loro sorprendente successo
come parte dei moderni media quanto lo straordinario
esito artistico - in senso innovativo - della loro attivitą
di musicisti rock,
sono tuttora oggetto di studio da parte di persone appassionate
o estranee al mondo della musica.

Sono
passati più quasi 25 anni dalla tragica notte di Manhattan
che si portò via la mente dei Beatles, ma il ricordo
di John Lennon è più vivo che mai, tra sincera
commozione e speculazioni. Storia della carriera solista del
più irriverente dei Fab Four e dell'utopia infranta
di una rockstar che sognava un mondo senza confini. Un sogno
infranto dai cinque spari che l'8 dicembre 1980, a New York,
esplose contro di lui un giovane squlibrato di nome Mark Chapman.
La sua esperienza solista, però, è stata all'insegna
di una impressionante discontinuità, indotta anche
dalle sue turbolente e spesso plateali vicende personali,
che lo hanno visto, nel bene e nel male, unito alla compagna
e moglie Yoko Ono. Il "colpo di fulmine" tra i due
era scoccato nel 1966 in una galleria d'arte londinese, quando
John era in rotta con la moglie Cynthia. Yoko Ono, artista
giapponese di famiglia benestante, è una personalità
complessa e controversa: per molti sarà lei la vera
responsabile della fine dei Beatles e un'avida vedova-sfruttatrice
della eredità lennoniana. Già prima della fine
del sodalizio con i Beatles, John Lennon aveva tentato di
proporsi da solo. Il 20 marzo del 1969, Lennon e Ono si sposano
a Gibilterra e per la luna di miele decidono di esibirsi in
una serie di eccentriche performance pacifiste, durante una
delle quali nasce il singolo "Give Peace A Chance",
destinato a divenire uno dei grandi inni del movimento pacifista.
Smaltita
la sbornia "sperimentale", Lennon torna a esibirsi
in concerto nel settembre 1969, al Toronto Rock & roll
festival, accompagnato dalla Plastic Ono Band, ovvero Yoko
Ono, Eric Clapton alla chitarra, il bassista Klaus Voormann
e il batterista Alan White. Il mese dopo esce l'inno anti-eroina
di "Cold Turkey" e Lennon dà scacco alla
Regina, restituendo il titolo di baronetto per protestare
contro la politica "militarista" del governo britannico.
L'avvio di una serie di iniziative di carattere politico e
civile è sancito anche da "War Is Over! (If You
Want It)", altro brano-slogan per le sue campagne pacifiste.
Nel 1970, l'esperienza dei Beatles può dirsi definitivamente
conclusa, ma Lennon, colui che aveva definito i quattro "più
famosi di Cristo", preferisce non dare l'annuncio ufficiale.
Ci pensa Paul McCartney a pubblicizzare la definitiva rottura,
proprio mentre per la prima volta un brano di Lennon sta scalando
le classifiche in Inghilterra e in America: si tratta di "Instant
Karma (We All Shine On)", un inno vibrante registrato
con George Harrison e pervaso da uno spiritualismo para-buddhista.
Lennon vive il gesto di McCartney come un'offesa personale
e replica con il suo primo album "vero", John Lennon/Plastic
Ono Band, attraversato da una caustica vena polemica contro
il mito dei Fab Four: un livore che riproporrà anche
in una pepata intervista a Rolling Stone.
In questo disco l'ex Beatle scandaglia gli abissi della
sua inquietudine. Tutto il disco è una sorta di autocoscienza
di Lennon, impegnato in quei giorni con Yoko Ono in una terapia
psicanalitica presso il celebre psichiatra americano Arthur
Janov, l'autore di "The primal scream" (il saggio
sulla necessità di resuscitare "l'urlo primario"
e di regredire allo stadio infantile per vivere meglio la
condizione di adulti). C'è l'epitaffio per la madre
Julia, investita da un autobus davanti ai suoi occhi quando
John aveva solo 18 anni: la splendida "Mother",
introdotta da campane a morto e straziata dalle grida disperate
di Lennon ("Mama don't go, daddy come home"). Più
che un commosso ricordo, però, è un atto d'accusa
nei confronti dei genitori che si separarono quando John aveva
due anni, affidandolo a una zia (e il disco si chiuderà
con un infantile lamento di Lennon a ricordo della madre scomparsa).
Altra dolente ballata amorosa è la dolce "Love",
per piano e voce. Il "socialista" Lennon intona
gli inni di "Working Class Hero" e "Power To
The People", mentre il suo rapporto tormentato con la
religione trova sfogo nell'invettiva di "God" ("God
is a concept by which/ we measure our pain"), in cui
"rinnega" tutto e tutti (da Cristo a Buddha, da
Presley a Bob Dylan, fino agli stessi Beatles). "I Found
Out" e "Remember" sono invece le classiche
scorribande rock di marca lennoniana. Le velleità avanguardistiche
sono scomparse (anche se partecipa al disco Ornette Coleman),
ma Lennon ha finalmente calibrato la sua dimensione solista.
Trasferitosi a New York, Lennon consolida il suo mito con
l'album Imagine (1971), che sbanca le chart in tutto il mondo.
La struggente ballata utopistica della title track resterà
il suo brano più celebre, il suo testamento spirituale
e un inno per generazioni di pacifisti e "sognatori"
("Imagine no possesions/ I wonder if you can / No need
for greed or hunger/ A brotherhood of man/ Imagine all the
people sharing all the world/ You may say I'm a dreamer/ but
I'm not the only one/ I hope some day you'll join us/ And
the world will live as one"). Ma il disco si fa valere
anche per molte altre tracce, a cominciare dalla più
celebre ode sulla gelosia della storia del rock, quella "Jealous
Guy" che in tanti reinterpreteranno (ma il solo Bryan
Ferry riuscirà a nobilitare): una melodia sopraffina,
esaltata da un pregevole arrangiamento d'archi. E poi c'è
ci sono l'altra delicatissima perla melodica di "Oh My
Love" (una delle sue ballate più commoventi),
l'attacco al vetriolo a Paul McCartney in "How Do You
Sleep?" ("the only thing you done was Yesterday"!),
le ruvidissime "It's So Hard" e "Gimme Some
Truth" e l'ennesimo inno pacifista, a ritmo di blues
stavolta, di "I Don't Wanna Be A Soldier Mama".
Nel complesso, un album maturo e profondo, che scivola solo
nel finale, con la stucchevole "Oh Yoko!".

The
Rolling Stones è il nome di un gruppo inglese
di musica rock formatosi nel 1962: Lewis Jones, Michael
Jagger, Keith Richards, William Gorge, Perks Charles, Robert
Watts.
I 6 ragazzi che un giorno sarebbero diventati uno dei più
famosi gruppi musicali, erano molto diversi tra loro per provenienza
ed estrazione sociale
Durante la loro gioventù, la musica diventa sempre
piu' importante nelle loro vite, provano diversi strumenti
e iniziano a cullare l'idea di formare un gruppo
L'esordio ufficiale avviene in uno dei templi del rock, il
Marquee di Londra, il 12 luglio 1962. Fin dall'inizio costituiscono
l'alternativa "sporca e cattiva" ai Beatles con
una musica che attinge alle radici del rock'n'roll e del blues.
Il successo fin dalla prime canzoni è grandissimo.
Nei primi anni di attività i Rolling Stones si cimentano
solo in rivisitazioni di brani del repertorio americano di
rock & roll, blues e rhythm'n'blues
Nel 1966 arriva il primo disco composto solamente da canzoni
loro
Nel 1969 Brian Jones viene estromesso e pochi mesi dopo annegherà
nella sua piscina durante un party, in circostanze mai del
tutto chiarite.
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