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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

musica
in Inghilterra

 

I Beatles sono considerati, giustamente, il pił grande gruppo rock di tutti i tempi del mondo; il loro fascino, il loro carisma e il loro impatto sul pubblico aspettano ancora di essere eguagliati.

I Beatles sono stati il gruppo musicale pił famoso del XX secolo. Originari di Liverpool (Regno Unito) hanno segnato un'epoca non solo nella musica ma anche nel costume, nella moda e nell'arte moderna. Sono considerati uno dei maggiori fenomeni di influsso sulla musica contemporanea, tale da condizionare in maniera determinante la cultura pop del XX secolo.

A distanza di diversi decenni dal loro scioglimento ufficiale - e dopo la morte di due dei suoi quattro componenti - i Beatles contano ancora su un vasto seguito. I loro dischi vengono regolarmente commercializzati in versione digitale e arricchiti dal recupero di materiale inedito. Numerosi sono i fan club a loro dedicati esistenti in ogni parte del mondo e l'aura - per molti versi non sempre codificabile secondo canoni comuni - che circonda tanto lo sviluppo del loro sorprendente successo come parte dei moderni media quanto lo straordinario esito artistico - in senso innovativo - della loro attivitą di musicisti rock, sono tuttora oggetto di studio da parte di persone appassionate o estranee al mondo della musica.


Sono passati più quasi 25 anni dalla tragica notte di Manhattan che si portò via la mente dei Beatles, ma il ricordo di John Lennon è più vivo che mai, tra sincera commozione e speculazioni. Storia della carriera solista del più irriverente dei Fab Four e dell'utopia infranta di una rockstar che sognava un mondo senza confini. Un sogno infranto dai cinque spari che l'8 dicembre 1980, a New York, esplose contro di lui un giovane squlibrato di nome Mark Chapman.
La sua esperienza solista, però, è stata all'insegna di una impressionante discontinuità, indotta anche dalle sue turbolente e spesso plateali vicende personali, che lo hanno visto, nel bene e nel male, unito alla compagna e moglie Yoko Ono. Il "colpo di fulmine" tra i due era scoccato nel 1966 in una galleria d'arte londinese, quando John era in rotta con la moglie Cynthia. Yoko Ono, artista giapponese di famiglia benestante, è una personalità complessa e controversa: per molti sarà lei la vera responsabile della fine dei Beatles e un'avida vedova-sfruttatrice della eredità lennoniana. Già prima della fine del sodalizio con i Beatles, John Lennon aveva tentato di proporsi da solo. Il 20 marzo del 1969, Lennon e Ono si sposano a Gibilterra e per la luna di miele decidono di esibirsi in una serie di eccentriche performance pacifiste, durante una delle quali nasce il singolo "Give Peace A Chance", destinato a divenire uno dei grandi inni del movimento pacifista.


Smaltita la sbornia "sperimentale", Lennon torna a esibirsi in concerto nel settembre 1969, al Toronto Rock & roll festival, accompagnato dalla Plastic Ono Band, ovvero Yoko Ono, Eric Clapton alla chitarra, il bassista Klaus Voormann e il batterista Alan White. Il mese dopo esce l'inno anti-eroina di "Cold Turkey" e Lennon dà scacco alla Regina, restituendo il titolo di baronetto per protestare contro la politica "militarista" del governo britannico. L'avvio di una serie di iniziative di carattere politico e civile è sancito anche da "War Is Over! (If You Want It)", altro brano-slogan per le sue campagne pacifiste.


Nel 1970, l'esperienza dei Beatles può dirsi definitivamente conclusa, ma Lennon, colui che aveva definito i quattro "più famosi di Cristo", preferisce non dare l'annuncio ufficiale. Ci pensa Paul McCartney a pubblicizzare la definitiva rottura, proprio mentre per la prima volta un brano di Lennon sta scalando le classifiche in Inghilterra e in America: si tratta di "Instant Karma (We All Shine On)", un inno vibrante registrato con George Harrison e pervaso da uno spiritualismo para-buddhista.
Lennon vive il gesto di McCartney come un'offesa personale e replica con il suo primo album "vero", John Lennon/Plastic Ono Band, attraversato da una caustica vena polemica contro il mito dei Fab Four: un livore che riproporrà anche in una pepata intervista a Rolling Stone.

In questo disco l'ex Beatle scandaglia gli abissi della sua inquietudine. Tutto il disco è una sorta di autocoscienza di Lennon, impegnato in quei giorni con Yoko Ono in una terapia psicanalitica presso il celebre psichiatra americano Arthur Janov, l'autore di "The primal scream" (il saggio sulla necessità di resuscitare "l'urlo primario" e di regredire allo stadio infantile per vivere meglio la condizione di adulti). C'è l'epitaffio per la madre Julia, investita da un autobus davanti ai suoi occhi quando John aveva solo 18 anni: la splendida "Mother", introdotta da campane a morto e straziata dalle grida disperate di Lennon ("Mama don't go, daddy come home"). Più che un commosso ricordo, però, è un atto d'accusa nei confronti dei genitori che si separarono quando John aveva due anni, affidandolo a una zia (e il disco si chiuderà con un infantile lamento di Lennon a ricordo della madre scomparsa). Altra dolente ballata amorosa è la dolce "Love", per piano e voce. Il "socialista" Lennon intona gli inni di "Working Class Hero" e "Power To The People", mentre il suo rapporto tormentato con la religione trova sfogo nell'invettiva di "God" ("God is a concept by which/ we measure our pain"), in cui "rinnega" tutto e tutti (da Cristo a Buddha, da Presley a Bob Dylan, fino agli stessi Beatles). "I Found Out" e "Remember" sono invece le classiche scorribande rock di marca lennoniana. Le velleità avanguardistiche sono scomparse (anche se partecipa al disco Ornette Coleman), ma Lennon ha finalmente calibrato la sua dimensione solista.

Trasferitosi a New York, Lennon consolida il suo mito con l'album Imagine (1971), che sbanca le chart in tutto il mondo. La struggente ballata utopistica della title track resterà il suo brano più celebre, il suo testamento spirituale e un inno per generazioni di pacifisti e "sognatori" ("Imagine no possesions/ I wonder if you can / No need for greed or hunger/ A brotherhood of man/ Imagine all the people sharing all the world/ You may say I'm a dreamer/ but I'm not the only one/ I hope some day you'll join us/ And the world will live as one"). Ma il disco si fa valere anche per molte altre tracce, a cominciare dalla più celebre ode sulla gelosia della storia del rock, quella "Jealous Guy" che in tanti reinterpreteranno (ma il solo Bryan Ferry riuscirà a nobilitare): una melodia sopraffina, esaltata da un pregevole arrangiamento d'archi. E poi c'è ci sono l'altra delicatissima perla melodica di "Oh My Love" (una delle sue ballate più commoventi), l'attacco al vetriolo a Paul McCartney in "How Do You Sleep?" ("the only thing you done was Yesterday"!), le ruvidissime "It's So Hard" e "Gimme Some Truth" e l'ennesimo inno pacifista, a ritmo di blues stavolta, di "I Don't Wanna Be A Soldier Mama". Nel complesso, un album maturo e profondo, che scivola solo nel finale, con la stucchevole "Oh Yoko!".


The Rolling Stones è il nome di un gruppo inglese di musica rock formatosi nel 1962: Lewis Jones, Michael Jagger, Keith Richards, William Gorge, Perks Charles, Robert Watts.
I 6 ragazzi che un giorno sarebbero diventati uno dei più famosi gruppi musicali, erano molto diversi tra loro per provenienza ed estrazione sociale
Durante la loro gioventù, la musica diventa sempre piu' importante nelle loro vite, provano diversi strumenti e iniziano a cullare l'idea di formare un gruppo
L'esordio ufficiale avviene in uno dei templi del rock, il Marquee di Londra, il 12 luglio 1962. Fin dall'inizio costituiscono l'alternativa "sporca e cattiva" ai Beatles con una musica che attinge alle radici del rock'n'roll e del blues.
Il successo fin dalla prime canzoni è grandissimo. Nei primi anni di attività i Rolling Stones si cimentano solo in rivisitazioni di brani del repertorio americano di rock & roll, blues e rhythm'n'blues
Nel 1966 arriva il primo disco composto solamente da canzoni loro
Nel 1969 Brian Jones viene estromesso e pochi mesi dopo annegherà nella sua piscina durante un party, in circostanze mai del tutto chiarite.

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