Punto
di partenza dello sviluppo del rock è il rock ‘n’
roll, genere musicale nato nella metà degli anni Cinquanta
che, in seguito allo straordinario successo di Rock Around
the Clock (1955) di Bill Haley, si affermò in tutto
il mondo grazie a interpreti come Jerry Lee Lewis, Buddy Holly
ed Elvis Presley.
Dopo la diffusione del genere dagli Stati Uniti verso il resto
del mondo, negli anni Sessanta il suo rinnovamento prese la
direzione inversa: dall'Europa, e in particolare dall'Inghilterra,
gruppi come i Beatles, i Rolling Stones e gli Who invasero
il mercato americano
Contemporaneamente, l'abbreviazione "rock"
iniziò a sostituirsi alla denominazione "rock
'n' roll" e la musica stessa cominciò ad allentare
i propri legami con la struttura formale originaria assorbendo
influenze di svariata provenienza.
Verso
la fine degli anni Sessanta il rock fu veicolo e punto di
riferimento della contestazione giovanile movimento studentesco
: i testi divennero più impegnati, la varietà
degli strumenti si ampliò, aumentò il peso dell'elettronica
e la presentazione in scena dei gruppi si fece più
accurata e scenografica.
Era il momento dei Jefferson Airplane, dei Doors, dei Grateful
Dead, di Jimi Hendrix, dei Pink Floyd, dei Cream di Eric Clapton
e del latin rock di Carlos Santana. Coesistevano fianco a
fianco stili diversi: il soft rock (i Bee Gees, passati in
seguito alla disco music), spesso accompagnato da un'orchestra,
il folk rock (da Bob Dylan ai Jethro Tull), il blues rock
(Janis Joplin), la musica con inflessioni country (Eagles,
Crosby, Stills, Nash & Young) e il peculiare jazz rock
di Frank Zappa.
La fine degli anni Sessanta fu anche il periodo dei grandi
concerti di massa all'aperto (negli Stati Uniti, Monterey
Pop nel 1967 e Woodstock nel 1969; in Europa, l'isola di Wight
nel 1970), che coincisero con una trasformazione radicale
della cultura e dei costumi di un'intera generazione.