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Alberto Moravia è nato a Roma
il 28 novembre del 1907 da Carlo Pincherle architetto
e pittore e da madre anconetana della famiglia De
Marsanich. A circa dieci anni, Moravia si ammalò
di tubercolosi ossea secca e per questa ragione
dovette interrompere gli studi ginnasiali e, costretto
a stare a letto, si diede alle letture degli autori
preferiti: Dostoevskji, Goldoni, Shakespeare, Baudelaire,
Leopardi, Manzoni, il teatro classico, Eliot, Apollinaire.
In questo clima nasce la sua vocazione di scrittore
precoce. Sin dal 1925 intraprese a scrivere “Gli
indifferenti”.
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Il romanzo per il suo successo critico e per
il suo spirito polemico-realistico mise in contrasto Moravia
col regime fascista, tanto che preferì evadere dal
clima oppressivo del regime recandosi a Londra nel 1931 e
poi a Parigi. Quindi a New York nel 1934, chiamato da Prezzolini
alla Columbia University, dove tenne conferenze su Manzoni,
Verga, Fogazzaro, D'Annunzio.
Nel 1952 gli viene assegnato il premio Strega
e i suoi libri, mentre da un lato venivano messi all’indice,
dall’altro erano tradotti in molte lingue e alcuni utilizzati
come argomenti di grandi films di successo in chiave neorealistica:
“La romana” con la regia di Zampa, i “Racconti
romani” con la regia di Franciolini, “La ciociara”
con la regia di De Sica, “Gli indifferenti “con
la regia di Maselli. Tra le altre opere si ricordano i romanzi:
“La vita ínteriore” (1978); “1934”
(1982); “L'uomo che guarda” 1985; “Ritorno
a Roma” (1989) e, postumo, “La donna leopardo”;
i volumi di racconti: “La cosa” (1983), “La
villa del Venerdì e altri racconti” (1990).
Muore a Roma il 26 settembre 1990.

Pier Paolo Pasolini nacque il 5 marzo 1922 a Bologna.
La sua famiglia si trasferì in diverse città del
Nord ma il punto fermo rimase Casarsa, città natale della
madre. Pasolini aveva anche un fratello minore, Guido: entrambi
ebbero un’infanzia relativamente felice, anche se quella
di Pier Paolo fu segnata da forti contrasti col padre e da un
profondo legame con la madre.
La famiglia subì la perdita di Guido, partigiano combattente
nella Resistenza (brigata Osoppo), ucciso dalla Resistenza iugoslava,
nel febbraio del 1945, sul finire del secondo conflitto mondiale.
Dopo la guerra, Pasolini divenne insegnante in una scuola media
in provincia di Udine e iniziò la militanza nel PCI.
Nel 1949 scoppiò lo scandalo conosciuto come il fatto
del Ramuscello, che costrinse lui e la sua famiglia a scappare
dal Friuli. Fu accusato di corruzione di due minorenni e, di
conseguenza, fu licenziato, espulso dal PCI ed emarginato insieme
alla famiglia, che decise quindi di trasferirsi a Roma.
I primi anni nella Capitale furono vissuti quasi in povertà
e Pasolini dovette arrangiarsi facendo qualsiasi lavoro finché
trovò un posto fisso come insegnante e iniziò
la collaborazione con quotidiani, riviste e programmi radio.
Nel ‘54, Pasolini trovò gli spazi e l’editore
con cui pubblicare le sue “Poesie a Casarsa”
e, a seguire, nel ‘55, il suo primo romanzo “Ragazzi
di vita”. Nel ‘57 collaborò con
Fellini per “Le notti di Cabiria” e dal ‘61
si cimentò come regista cinematografico con l’opera
“Accattone”. Durante gli anni ‘60, fino alla
morte, proseguì il suo lavoro di regista, girando film
decisivi per la storia del cinema italiano, come “Mamma
Roma” e “Uccellaci e uccellini”.
Dal ‘73 Pasolini collaborò anche con il
Corriere della Sera: gli articoli, perlopiù
tesi verso l’analisi della situazione del Paese, finirono
pubblicati nel libro “Scritti Corsari” (1975).
Oltre a questa intensa attività intellettuale, di scrittore,
regista e critico fortemente polemico nei confronti dei poteri
costituiti e soprattutto verso la neo-nata classe borghese,
Pasolini fu uno dei principali poeti del Novecento italiano:
fin dalle primissime prove del ‘38, scrisse poesie per
tutta la vita. Nel periodo giovanile di Casarsa, preferì
l’idioma dialettale friulano per essere più vicino
al popolo. In seguito, usò la forma poetica anche per
descrivere il suo pensiero in merito a eventi quotidiani o alla
complessa situazione politica e sociale in Italia durante gli
anni ‘60 e ‘70. Le sue poesie furono raccolte
in “Poesie a Casarsa” (del ‘38), “La
meglio gioventù” (del ‘54), “La nuova
gioventù” (del ‘75) e nei 3 volumi postumi
“Le poesie - antologia” (del ‘75), “Poesie
e pagine ritrovate” (dell’80) e “Poesie dimenticate”,
sempre dell’80.
.
Pasolini fu ucciso alla scalo di Ostia, la notte del 2 novembre
1975.
Per l’omicidio venne accusato Pino Pelosi, 17 anni, un
“ragazzo di vita” che si trovava con Pasolini per
prostituirsi. Le circostanze, le condizioni in cui fu ritrovato
il corpo del poeta, oltre a diverse testimonianze, hanno sempre
fatto pensare che Pelosi non fu l’unico assassino. Nel
2005, dopo 30 anni di carcere, Pelosi ha dichiarato che non
fu lui a uccidere il regista.
Italo
Calvino nasce il 15 ottobre 1923, a Santiago de Las Vegas,
un villaggio vicino all'Avana (Cuba), dove il padre dirige
una stazione sperimentale di agricoltura e una scuola d'agraria.
Dal padre agronomo e dalla madre botanica riceve un'educazione
rigorosamente laica.
Nel 1925 la famiglia Calvino ritorna in Italia, e si stabilisce
a San Remo, nella Villa Meridiana che ospita la direzione
della Stazione Sperimentale di Floricoltura, dove Calvino
vive «fino a vent'anni in un giardino pieno di piante
rare ed esotiche».
Compiuti gli studi liceali, Italo Calvino viene avviato dai
genitori agli studi di Agraria ma ha già «la
testa alla letteratura». Dopo l'8 settembre 1943, Calvino
si sottrae all'arruolamento forzato nell'esercito fascista
e si aggrega ai partigiani della Brigata Garibaldi, e fa così
«la prima scoperta del lancinante mondo umano».
Dopo la liberazione, aderisce al Partito Comunista Italiano,
collabora a giornali e riviste, e si iscrive alla Facoltà
di Lettere di Torino, dove nel 1947 si laurea con una tesi
su Joseph Conrad. A Torino collabora al «Politecnico»
di Vittorini, ed entra a far parte del gruppo redazionale
della casa editrice Einaudi. Nel 1947 esordisce come scrittore,
pubblicando, grazie a Pavese, “Il sentiero dei nidi
di ragno”. A questo romanzo, con cui si rivela il più
giovane e dotato tra gli scrittori neorealisti, segue il volume
di racconti “Ultimo viene il corvo (1949)”.
Negli anni Cinquanta e Sessanta svolge le funzioni di dirigente
nella casa editrice Einaudi e intensifica sempre più
la sua attività culturale e il suo impegno nel dibattito
politico-intellettuale, collaborando a numerose riviste.
Inoltre si impone nel panorama letterario italiano, come il
più originale tra i giovani scrittori, in seguito alla
pubblicazione della raccolta dei “Racconti”
(1958), e soprattutto del volume “I
nostri antenati (1960)”, che comprende la trilogia
di romanzi fantastici e allegorici sull'uomo contemporaneo:
“Il visconte dimezzato” (1952), “Il
barone rampante” (1957), e “Il cavaliere inesistente”
(1959)
. In questi anni pubblica anche l'importante saggio “Il
midollo del leone” (1955), e raccoglie e traduce
“Le fiabe Italiane” che pubblica
nel 1956, anno in cui i fatti di Ungheria provocano il suo
distacco dal PCI e lo conducono progressivamente a rinunciare
a un diretto impegno politico.
Tra il 1959 e il 1967 dirige, insieme a Vittorini, l'importante
rivista culturale letteraria «Il Menabò»,
in cui pubblica interventi caratterizzati da un impegno di
tipo etico-conoscitivo, quali “Il mare dell'oggettività”
(1959) e “La sfida del labirinto” (1962). Nel
1963, anno della Neoavanguardia, pubblica, oltre a “Marcovaldo
ovvero Le stagioni in città”, il racconto
costruito ancora su schemi di tipo tradizionale “La
giornata di uno scrutatore, con cui si chiude il
ciclo apertosi all'incirca un decennio prima”.
Nel 1964 si apre una nuova fase della vita e della carriera
di Italo Calvino: sposa l'argentina Judith Esther Singer e
si trasferisce a Parigi, da dove continua a lavorare per l'Einaudi,
e dove viene a contatto con gli ambienti letterari e culturali
più all'avanguardia. Nel 1965 nasce la figlia Abigail,
ed esce il volume “Le Cosmicomiche”,
a cui segue nel 1967 “Ti con zero”,
in cui si rivela la sua passione giovanile per le teorie astronomiche
e cosmologiche. Il nuovo interesse per le problematiche della
semiotica e per i processi combinatori della narrativa trova
espressione anche ne “Le città invisibili
(1972)”, e ne “Il castello dei
destini incrociati” (1973). Intanto cresce
il suo successo e il suo prestigio in tutto il mondo.
Negli anni Settanta — anni in cui nutre una residua
speranza nella ragione, pur avvertendo un degradarsi generale
della vita civile italiana e mondiale — Calvino pubblica
numerosi interventi, prefazioni e traduzioni in molte lingue,
e collabora prima al «Corriere della Sera», poi
alla «Repubblica». Nel 1979 esce il romanzo “Se
una notte d'inverno un viaggiatore”, che diviene
subito un best seller.
Nel 1980 si trasferisce a Roma, e pubblica una raccolta dei
suoi saggi più importanti “Una pietra sopra”.
Nel 1983 escono i racconti di Palomar, ricchi di disillusa
amarezza. Nel 1984 la crisi della casa editrice Einaudi lo
induce a passare all'editore Garzanti, presso cui pubblica
il volume Collezione di sabbia, oltre alla riedizione delle
sue opere più importanti.
Nel 1985, avendo ricevuto l'incarico di tenere una serie di
conferenze negli Stati Uniti a Cambridge, alla Harvard University,
prepara le Lezioni Americane, che tuttavia rimarranno incompiute
e saranno edite solo postume nel 1988. All'inizio di settembre,
infatti, Italo Calvino muore all'ospedale di Siena, colpito
da un'emorragia celebrale.
Nel maggio 1986 presso Garzanti esce Sotto il sole giaguaro,
il primo libro postumo di Calvino. Il volume raggruppa tre
racconti: “Il nome, Il naso, Sotto il sole giaguaro
e Un re in ascolto”. Calvino intendeva scrivere un testo
dedicato ai cinque sensi. La morte gli impedì di completare
i racconti dedicati alla vista e al tatto.
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