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Il suo nome viene accostato per la sua attività di pacifista a quello di Gandhi,
il leader del pacifismo
della cui opera King è stato un appassionato
studioso. Celeberrimo è rimasto il discorso che tenne
il 28 agosto 1963 durante la marcia
per il lavoro e la libertà davanti al Lincoln Memorial di Washington e nel quale pronunciò
più volte la fatidica frase "I have a dream"
(in Italia evocata spesso in maniera forse impropria ma efficace
con: Ho fatto un sogno) che sottintendeva la spasmodica
attesa che egli coltivava, assieme a molte altre persone
affinché ogni uomo venisse riconosciuto uguale ad ogni
altro, con gli stessi diritti e le stesse prerogative.
Più volte imprigionato, perseguitato dagli
ambienti segregazionisti
del sud degli Stati Uniti, nel mirino dell'FBI con il cui capo J. Edgar Hoover
ebbe un rapporto di leale antagonismo, Martin Luther King
fu assassinato a colpi d'arma da fuoco prima della marcia
del 4 aprile
1968, mentre si trovava assieme
alla moglie Loretta Scott King (1927-2006) su un balcone del Lorraine
Motel di Memphis,
Tennessee.
Il suo assassino, James Earl Ray dapprima confessò l'omicidio ma
in seguito ritrattò.
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