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soprannome Che Guevara
gli viene dato a Cuba, durante la rivoluzione che
porta nel 1959 Fidel Castro al potere abbattendo il regime
di Fulgencio Batista: i guerriglieri al suo fianco volevano
sottolineare - con l'inserimento davanti al cognome della
sillaba Che (tipica dell'intercalare della parlata
argentina) - le sue origini.
Guevara è membro del Rivoluzionario
Movimento del 26 di luglio organizzato da Castro e dopo la
rivoluzione assume un ruolo nel nuovo governo secondo per
importanza al solo Castro. Secondo molti storici fu Guevara
che spinse Castro ad avvicinarsi al comunismo.
Nella prima metà del 1959 è il
responsabile del carcere di La Cabana e, secondo Pedro Corzo
, alla testa di tale istituzione decide la fucilazione di
circa 200 prigionieri.
Ferito e catturato l'8 ottobre,
nell'ultima campagna rivoluzionaria, nelle aride valli del
dipartimento boliviano di Santa Cruz, il 9 ottobre 1967 Guevara
viene ucciso a sangue freddo nella scuola del villaggio di
La Higuera su ordine del governo di La Paz. Il suo cadavere
- dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande - sarà
sepolto dall'esercito in un luogo segreto. Verrà ritrovato
da una missione cubana, autorizzata dal governo boliviano
di Sanchez de Lozada, nel 1997.
Rivoluzionario
convinto, come presidente della Banca Nazionale di Cuba e
ministro dell'Industria Guevara non si è mai sentito realmente
a proprio agio, preferendo tornare a dedicarsi alla strategia
rivoluzionaria basata sull'approfondimento delle tattiche
di guerriglia. E lo fa in funzione dei moti di rivolta in
atto in varie nazioni, in particolare la Repubblica Democratica
del Congo e la Bolivia. E proprio in quest'ultimo pease viene
catturato dalle forze governative boliviane anche grazie all'intervento
dei sistemi di intelligence e dei Berretti Verdi statunitensi
e sommariamente giustiziato.
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