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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

costume e società
la minigonna

Londra è la città che maggiormente interpreta questa richiesta giovanile e diventa il luogo creativo per eccellenza sia della musica Pop che della moda con boutique per ragazzi che chiedono di essere rappresentati, stufi di una moda vecchia e noiosa.La minigonna: pochi centimetri in meno di gonna che comportano enormi conseguenze nell’abbigliamento di intere generazioni di giovani donne, nel costume, nelle abitudini, nell’erotismo. Il suo ingresso si deve alla stilista di successo: Mary Quant che dirà in una intervista : “Lo snobbismo è passato di moda e nei nostri negozi le duchesse lottano gomito a gomito con le dattilografe per comprare gli stessi vestiti.”

La MoDa NeGLi AnNi ’60 si concentra sui giovani. Londra è la città che maggiormente interpreta questa richiesta giovanile. Covo di musica Pop e boutique per ragazzi che chiedono di essere rappresentati, stufi di una moda vecchia e noiosa.
La minigonna irrompe come protagonista assoluta della moda dell’epoca. Il suo ingresso si deve alla stilista di successo Mary Quant.
Al posto di calze e reggicalze compaiono i primi collants colorati, mentre la biancheria intima si riduce sempre più al minimo.
La donna proposta sulle passerelle è una giovane ragazza dalle caratteristiche adolescenziali: la famosa Twiggy, ragazza pelle e ossa.
I motivi fantasia che si ritrovano sui mini-abiti, si devono all’influenza della pop-art. Vengono utilizzati anche nuovi materiali come il vinile, lucente, con effetto bagnato e tessuti acrilici e poliesteri di facile manutenzione. Il colore torna ad esplodere!
I capelli si portano lunghi, sciolti e lisci.Sono diffusissimi i jeans: la moda diventa sempre più unisex.


Il prét – a porter gode del suo momento più esilarante, mentre vanno sempre più scomparendo le sartorie vecchio stile e i capi estremamente costosi.
Sono anni in cui ci si apre al pluralismo degli stili e all’espressione della propria personalità. Così accade anche nella moda.


La moda non viene più dalle alte sartorie, ma dalla strada!
L’etnico domina su tutto: gli hippies sono i primi ad indossare bandane, giacche di camoscio e collane di perline, inducendo e sostenendo il rifiuto del consumismo.


Il glamour si affianca all’etnico, nasce la moda Vintage.La donna proposta sulle passerelle è una giovane ragazza dalle caratteristiche adolescenziali: Twiggy. I motivi fantasia che si ritrovano sui mini-abiti, si devono all’influenza della pop-art. Vengono utilizzati nuovi materiali come il vinile, lucente e con effetto bagnato; i tessuti acrilici e il poliestere di facile manutenzione. Il colore torna ad esplodere!


I capelli si portano lunghi, sciolti e lisci. Sono diffusissimi i jeans: la moda diventa sempre più unisex.Il prét a porter gode del suo momento di maggior successo, mentre vanno sempre più scomparendo le sartorie vecchio stile e i capi estremamente costosi.


Sono anni in cui ci si apre al pluralismo degli stili e all’espressione della propria personalità. La moda non viene più dalle alte sartorie, ma dalla strada!
L’etnico domina su tutto: gli hippies sono i primi ad indossare bandane, giacche di camoscio e collane di perline, inducendo e sostenendo il rifiuto del consumismo. Al posto di calze e reggicalze compaiono i primi collants colorati, mentre la biancheria intima si riduce sempre più al minimo.Il glamour si affianca all’etnico, nasce la moda Vintage.

E’ in quei mitici anni ’60 che affondano le radici di molte delle cose della nostra quotidianetà.

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