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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

costume e società
la 500
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Verso la metà degli anni '50 in Fiat s'inizia a pensare ad una piccola ed economica vettura che affianchi la 600 del 1955 e divenga l’erede della 500 Topolino, senza porsi come diretta alternativa alla 600 le cui vendite vanno a gonfie vele e sono in crescita. Questo criterio influenza la spartanità estrema della nuova 500.
L'iniziativa è caldeggiata e spinta dall'allora presidente Vittorio Valletta che stabilisce anche i requisiti essenziali della nuova piccola automobile: massima economicità produttiva e consumi ridottissimi. Sono gli anni della crisi di Suez e il continuo rincaro del prezzo della benzina si fa sentire.


Il progetto è affidato a Dante Giacosa. Egli tiene in debita considerazione le idee stilistiche di Hans Peter Bauhof, giovane tedesco impiegato alla Deutsche-Fiat di Weinsberg che nel 1953 propose alla casa di Torino i disegni di una piccola vetturetta due posti, ispirata nelle forme al celebre Maggiolino della Volkswagen prodotto dagli anni '40, motorizzata con un propulsore due tempi che aveva concepito nel 1950. Rispetto al Maggiolino il volume è pressoché dimezzato e anche il numero dei posti a sedere è la metà: due anziché quattro. Sarà a trazione e motore posteriori.


Giocosa apprezza molto la linea della carrozzeria e fa allestire alcuni prototipi in gesso per definire il disegno definitivo della nuova vettura. Dedica parecchio tempo in prima persona a questa importante fase.


La vettura viene presentata al pubblico il 4 luglio 1957 con il nome di Nuova 500 per sottolineare la sua discendenza dalla 500 Topolino, arrivata alla versione "C" e uscita di produzione pochi anni prima. La velocità massima è di 85 km/h. Il prezzo di lancio 490.000 lire, piuttosto alto se paragonato a quello di poco superiore della 600.

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