In Italia le prime trasmissioni sperimentali
della televisione furono effettuate a partire dal 1934ma un
servizio di trasmissioni regolari cominciò soltanto
nella domenica 3 gennaio 1954, a cura della RAI ovviamente
in bianco e nero.
Dagli anni Cinquanta la diffusione della tv crebbe a ritmi
stupefacenti, come precedentemente accaduto sul mercato americano.
In quegli anni la televisione era un bene di lusso che pochi
italiani potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei
propri vicini diventarono luoghi prediletti per visioni di
gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni del primo
e subito popolarissimo telequiz italiano, i primi pionieri
furono Mario Riva con Il Musichiere, e Mike Bongiorno
con il popolarissimo Lascia o raddoppia?, allora
quasi un debuttante ma che da lì avrebbe preso le mosse
per una strepitosa e lunghissima carriera.
Negli anni'60, con il progresso dell'economia, il televisore
divenne accessorio di sempre maggior diffusione, sino a raggiungere
anche classi sociali meno agiate; l'elevato tasso di analfabetismo
riscontrato fra queste suggerì la messa in onda di
"Non è mai troppo tardi" (1959-1968), un
programma di insegnamento elementare condotto dal maestro
Alberto Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato
quasi un milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza
elementare.
Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo italiano
indicano un ritardo rispetto agli altri paesi europei: solo
nel 1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI,
il colore arrivò nel 1977 e la terza rete tv tra la
fine del 1979 e l'inizio del 1980 (come da riforma del 1975),
sempre nello stesso anno nasce Telemilano 58 (canale5).
Il decennio successivo vide l'affermazione delle emittenti
private di Silvio Berlusconi e il loro immediato
successo grazie all'aiuto di Bettino Craxi, che con un decreto
legalizzò la tv privata, che prima era illegale per
il monopolio di stato RAI

Lascia
o Raddoppia? è il titolo di uno dei più
famosi programmi della televisione italiana.Condotto da Mike
Bongiorno, è andato in onda a partire dal 19 novembre1955
ogni sabato sera, fino alla sospensione del programma nel
1959. Il successo sarà enorme, tanto che l'Ente di
stato si vedrà costretto ad estendere progressivamente
i ripetitori su tutto il territorio nazionale per far fronte
alle richieste del segnale da parte delle numerose famiglie
che, approfittando di un ribasso dei prezzi del televisore,
finalmente acquistano lo scatolone luminoso e seguono con
punte record di 10 milioni la fortunata e popolare trasmissione
di Bongiorno.
I concorrenti che partecipavano al gioco si presentavano come
esperti di un particolare argomento. Il conduttore, nel corso
della puntanta, proponeva una serie di domande alle quali
il concorrente doveva rispondere. Al termine di ogni domanda
il conduttore chiede al concorrente Lascia o Raddoppia?. Il
raddoppio si riferiva al montepremi che di domanda in domanda
raddoppiava.


Alla fine degli anni '50, con l'avvento della neonata Televisione
(allora in bianco e nero e con un solo canale), tentò
un nuovo linguaggio di spettacolo (sempre con la collaborazione
di Garinei e Giovannini, diventati la firma più prestigiosa
del varietà italiano), ma sciogliendo la storica coppia
"Billi e Riva".
Per questo può a buon diritto essere considerato
il papà del sabato sera televisivo italiano, grazie
alla trasmissione "Il Musichiere" (primo
quiz musicale televisivo della storia della TV), trasmessa
dal 7 dicembre 1957 fino al 1960 dalla RAI, con circa 90 puntate.
La trasmissione all'epoca registrava un ascolto di ben 19
miloni di ascoltatori, paralizzando di fatto l'Italia televisiva:
si ricorda che nei cinema di Roma e Milano, i gestori dovettero
mettere gli apparecchi TV per evitare che le sale in quel
giorno e in quell'orario andassero deserte.

Nato
a Roma nel 1924, Alberto Manzi seguì un doppio percorso
formativo: l’istituto nautico e quello magistrale, fino
a laurearsi prima in biologia, poi in pedagogia e in filosofia,
avendo, nel frattempo, maturato sempre di più l’interesse
verso l’insegnamento. Egli divenne famoso come conduttore
del programma televisivo Non è mai troppo tardi, realizzato
dalla RAI fra il 1960 e il 1968 per la lotta all’analfabetismo,
dimostrando uno stile didattico e comunicativo di rara efficacia.
Ma il suo lavoro di insegnante e di educatore fu caratterizzato
da una molteplicità di esperienze.
Subito dopo la guerra, aveva insegnato per un anno nel carcere
minorile Aristide Gabelli di Roma, un’esperienza che
lo segnò profondamente sul piano pedagogico e poi,
dagli anni’50, nelle scuole elementari. Dopo Non è
mai troppo tardi, la sua collaborazione con la RAI proseguì
con programmi radiofonici e televisivi sempre orientati su
tematiche che riguardavano la scuola e l’educazione.
L’ultimo suo lavoro in TV fu Insieme nel 1992, un programma
per insegnare l’italiano agli extracomunitari, mentre
nel 1996 ricevette l’incarico da RAI International di
tenere un programma radiofonico per gli italiani all’estero.