trova su un terrazzo al terzo piano ha più
energia potenziale di un vaso uguale collocato sul terrazzo
delprimo piano. Questo perché, se cade, il vaso del
terzo piano percorre un tragitto più lungo prima di
toccare terra. Una volta caduti a terra, però, i due
vasi non hanno più energia potenziale gravitazionale.
3. L’energia elettrica, che è
quella grazie alla quale esiste la corrente elettrica, che
fa funzionare gli apparecchi elettrici ed elettronici che
conosciamo.
4. L’energia termica, che non è
altro che il calore. La si trova, ad esempio,
tra due corpi che hanno diverse temperature: il corpo più
caldo trasmette calore a quello più freddo finché
i due raggiungono la stessa temperatura intermedia.
5. L’energia chimica, ovvero l’energia
immagazzinata nei cibi, nelle pile o nei combustibili. L’energia
fornita dai cibi si misura in kilocalorie, o kcal.
Sulle confezioni degli alimenti compare scritto il contenuto
energetico espresso in questa unità di misura. E’
da notare che le calorie sono una vecchia unità di
misura del calore, cioè dell’energia termica:
una conferma che le diverse forme di energia sono tutte equivalenti!
6. L’energia nucleare, ossia l’energia
immagazzinata nei nuclei degli atomi, la stessa che viene
prodotta nelle centrali nucleari a partire dall’uranio
e da altre sostanze radioattive.
LE FONTI DI ENERGIA
Il
termine “energia” viene usato anche per indicare
qualcosa di più specifico dell’energia di cui
si è parlato finora, e cioè dell’energia
che serve per alimentare le industrie e tutte le attività
umane. È un argomento di attualità, perché
continuamente si parla di dove e come trovare le fonti di
energia per queste attività.
Le fonti di energia sono quei materiali (come
il carbone o il petrolio) o quei fenomeni della natura
(come il vento o le reazioni nucleari) in grado di fornire
energia da impiegare per far funzionare le industrie, gli
impianti di riscaldamento, le macchine. Sono chiamate anche
risorse energetiche. Si possono suddividere
in due gruppi: fonti rinnovabili e non rinnovabili.
1. Le fonti rinnovabili, anche se vengono
sfruttate, non si consumano né si esauriscono. Ne sono
esempi la luce del Sole, il vento, le correnti dei fiumi o
le maree degli oceani.
2. Le fonti non rinnovabili si consumano
e si esauriscono quando le utilizziamo. Alcuni esempi sono
il petrolio, il carbone e il gas naturale.
Attualmente gli scienziati ritengono che non manchi molto
tempo all’esaurimento delle scorte di fonti non rinnovabili.
Quindi sono alla ricerca di fonti di energia alternativa (cioè
diverse da quelle conosciute) e di metodi convenienti per
utilizzare le fonti rinnovabili.
Fonti energetiche rinnovabili
Le fonti energetiche fossili derivano da
un lentissimo processo di degrado del materiale organico (circa
100 milioni di anni) mentre vengono utilizzate ad un ritmo
estremamente più veloce (circa 150 anni).
La combustione a fini di produzione energetica di tali risorse
comporta l'emissione di grosse quantità di CO2 che
stà provocando un rapido incremento dell'effetto serra
e quindi un alterazione del clima non sostenibile per l'ecosistema
terrestre.

Vengono
dette rinnovabili quelle fonti di energia
che si ricostituiscono in un tempo confrontabile con il tempo
del loro consumo e quindi sono in pratica inesauribili. Tutte
le fonti rinnovabili che derivano in gran parte dall'energia
solare non comportano un incremento di CO2.
Lo sviluppo delle tecnologie energetiche da fonti
rinnovabili insieme alla riduzione dei consumi e al riparmio
energetico è l'unica possibile strategia per il contenimento
dei cambiamenti climatici in atto.
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