Queste due impronte, una grande e densa di cose utilizzabili,
l’altra più piccola e povera, ci danno l’idea
di come i gruppi umani sfruttano diversamente le risorse della
Terra.
Da una parte popoli ricchi e abbastanza o molto spreconi,
dall’altra popoli che spesso non dispongono neppure
del necessario…
Questo ci ha fatto riflettere sulla nostra mentalità
“usa e getta” ….
L’impronta ecologica dipende
dal consumo di:
alimenti,
• abitazioni,
• trasporti,
• beni di consumo,
• servizi.
L’impronta ecologica dell’Italia è di 4,2
ettari per persona ( un ettaro=10.000 metri quadrati
).
Se dividiamo il numero della popolazione per la superficie
di territorio disponibile si ottiene una capacità biologica
di 1,3 ettari a persona.
Si ha così un “deficit ecologico” di 2,9
ettari per persona
Cioè ci servono altre due Italie per soddisfare
i nostri livelli di consumo e produzione di scarti.
SVILUPPO SOSTENIBILE
<Lo
Sviluppo Sostenibile è quello sviluppo (miglioramento
delle condizioni di vita) che consente alla
generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza
compromettere la capacità delle future generazioni
di soddisfare i propri bisogni> (Rapporto
Brundtland 1987)
Il nostro sistema energetico è molto lontano dall'essere
sostenibile.
Attualmente gran parte dell'energia che consumiamo proviene
dall’utilizzo dei combustibili fossili (petrolio,
gas naturale e carbone).
Queste risorse presentano tre gravi inconvenienti che rischiano
di compromettere irrimediabilmente la "capacità
delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni":
1) le riserve mondiali di combustibili fossili sono limitate;
2) le riserve di combustibili fossili sono distribuite in
modo disuguale tra i territori del mondo e così ne
derivano conflitti per il possesso;
3) bruciare i combustibili fossili comporta il surriscaldamento
dell’atmosfera terrestre perché con la combustione
si produce anidrite carbonica
Protocollo di Kyoto
I
problemi ambientali della Terra riguardano tutti gli abitanti
del pianeta. Quindi devono essere risolti con la collaborazione
di tutti.
Nel Dicembre 1997 è stato concordato il Protocollo
di Kyoto (dal nome della città giapponese dove il testo
è stato sottoscritto) che impegna i paesi firmatari,
a ridurre entro il 2012 le emissioni nocive.
Per l'Italia la riduzione deve essere del 6,5% rispetto al
1990.
Il Protocollo indica inoltre i provvedimenti (leggi)
che i paesi firmatari dovranno adottare per
la riduzione delle emissioni.
Il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore Il 16 Febbraio
2005.
Vi hanno aderito 159 Paesi.
Importanti Paesi come gli Stati Uniti e l’Australia
non hanno finora sottoscritto l’accordo


