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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
Il “Pianeta azzurro”
Clima e ambienti della Terra
Problemi e rischi ambientali
Energia e fonti energetiche
Ce la farà la Terra?

L’IMPRONTA ECOLOGICA


L’impronta ecologica misura la “porzione di territorio” ( sia essa terra o acqua ) di cui un individuo, una famiglia, una comunità, una città, una popolazione necessita per produrre in maniera “sostenibile” tutte le risorse che consuma e per assorbire i rifiuti.
L’impronta ecologica di qualsiasi popolazione ( dal livello individuale fino al livello di città o di nazione) è il totale della terra e del mare occupati esclusivamente per produrre tutte le risorse consumate e per assimilare i rifiuti generati da una popolazione.
Ed anche la superficie forestale necessaria ad assorbire la emissioni di anidride carbonica
, quando si produce energia.


PIEDONE-PIEDINO

Queste due impronte, una grande e densa di cose utilizzabili, l’altra più piccola e povera, ci danno l’idea di come i gruppi umani sfruttano diversamente le risorse della Terra.
Da una parte popoli ricchi e abbastanza o molto spreconi, dall’altra popoli che spesso non dispongono neppure del necessario…
Questo ci ha fatto riflettere sulla nostra mentalità “usa e getta” ….

 


L’impronta ecologica dipende dal consumo di:
alimenti,
• abitazioni,
• trasporti,
• beni di consumo,
• servizi.

L’impronta ecologica dell’Italia è di 4,2 ettari per persona ( un ettaro=10.000 metri quadrati ).
Se dividiamo il numero della popolazione per la superficie di territorio disponibile si ottiene una capacità biologica di 1,3 ettari a persona.
Si ha così un “deficit ecologico” di 2,9 ettari per persona
Cioè ci servono altre due Italie per soddisfare i nostri livelli di consumo e produzione di scarti.
SVILUPPO SOSTENIBILE

<Lo Sviluppo Sostenibile è quello sviluppo (miglioramento delle condizioni di vita) che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni> (Rapporto Brundtland 1987)

Il nostro sistema energetico è molto lontano dall'essere sostenibile.
Attualmente gran parte dell'energia che consumiamo proviene dall’utilizzo dei combustibili fossili (petrolio, gas naturale e carbone).
Queste risorse presentano tre gravi inconvenienti che rischiano di compromettere irrimediabilmente la "capacità delle future generazioni di soddisfare i propri bisogni":


1) le riserve mondiali di combustibili fossili sono limitate;

2) le riserve di combustibili fossili sono distribuite in modo disuguale tra i territori del mondo e così ne derivano conflitti per il possesso;

3) bruciare i combustibili fossili comporta il surriscaldamento dell’atmosfera terrestre perché con la combustione si produce anidrite carbonica

Protocollo di Kyoto

I problemi ambientali della Terra riguardano tutti gli abitanti del pianeta. Quindi devono essere risolti con la collaborazione di tutti.
Nel Dicembre 1997 è stato concordato il Protocollo di Kyoto (dal nome della città giapponese dove il testo è stato sottoscritto) che impegna i paesi firmatari, a ridurre entro il 2012 le emissioni nocive.
Per l'Italia la riduzione deve essere del 6,5% rispetto al 1990.

Il Protocollo indica inoltre i provvedimenti (leggi) che i paesi firmatari dovranno adottare per la riduzione delle emissioni.
Il Protocollo di Kyoto è entrato in vigore Il 16 Febbraio 2005.
Vi hanno aderito 159 Paesi.


Importanti Paesi come gli Stati Uniti e l’Australia non hanno finora sottoscritto l’accordo

 

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