
Ogni volta che
andava a caccia, il nobile falcone si arrabbiava.
Quelle anatre riuscivano sempre a beffarlo,tuffandosi
sott’acqua proprio all’ultimo momento, e
restando sommerse più di quanto lui potesse rimanere
sospeso in aria ad aspettarle.
Una mattina il falcone decise di ritentare .
Dopo aver fatto in aria molte ruote per studiare la
situazione e aver individuato l’anatra da catturare,piombò
giù come un bolide.
Ma, l’anatra, più svelta, si tuffò
a
Capofitto.
-Questa volta ti vengo dietro-gridò il falcone
infuriato e si tuffò anche lui.
L’anatra,vedendolo sott’acqua, fece un guizzo,risalì,spiegò
le ali e si mise a volare .
Il falcone,con le penne bagnate,non riuscì a
prendere il volo.
Passandogli sopra l’anatra gli disse:
-Addio falcone!Io nel tuo cielo ci so stare,ma tu,nella
mia acqua affoghi!
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