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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
L’ambiente secondo noi
Le parole dell’ambiente
L’ambiente: come proteggerlo
Gli animali in via di estinzione
L’ambiente in festa
Punti di vista sull’ambiente

1972
Stoccolma – Svezia

Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente Umano
113 nazioni si incontrano e redigono un piano d’azione con 109 raccomandazioni.
Viene inoltre adottata una Dichiarazione recante 26 principi su diritti e responsabilità dell’uomo in relazione all’ambiente globale, per guidare l’azione umana e le politiche di sviluppo.
Nasce il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite UNEP-

1997 New York - Stati Uniti d’America Vertice della terra (Rio+5)

Il Protocollo di Kyoto

Il Protocollo, in attuazione della convenzione quadro sui Cambiamenti Climatici del 1992, indica gli obiettivi internazionali per la riduzione dei gas a affetto serra ritenuti responsabili del riscaldamento globale del pianeta. Fissa la riduzione media del 5,2% calcolata sui livelli di emissione del 1990, per il periodo 2008-2012.
Per alcuni Paesi è prevista una riduzione maggiore (8% l’unione Europea, 6% il Giapone). Per i paesi in via di sviluppo sono stati fissati obiettivi minori.

1999 Istituzione del Servizio per lo sviluppo sostenibile
Nel nuovo regolamento del ministero dell’Ambiente, DPR 549/ 99 si legge:

2001
Strategia dell’Unione Europea per lo Sviluppo Sostenibile:

“Nei prossimi anni la strategia sullo sviluppo sostenibile dovrebbe fungere da catalizzatore per i politici e l’opinione pubblica, diventando uno dei motori della riforma istituzionale e del cambiamento dei comportamenti delle imprese e dei consumatori.”


Si riunisce la Sessione Speciale dell’Assemblea Generale delle nazioni Unite UNGASS per la valutazione dello stato di attuazione dell’Agenda 21.

 

“Il servizio… cura lo svolgimento delle funzioni di competenza del Ministero nelle seguenti materie”:
• promozione e coordinamento di programmi e progetti per lo sviluppo sostenibile
• promozione di iniziative per l’occupazione, l’educazione, la formazione e la ricerca in campo ambientale
• redazione della Relazione sullo Stato dell’Ambiente
• elaborazione e gestione dei documenti programmatici ammessi a con finanziamenti comunitari

Obiettivi principali e misure specifiche
“… occorre un’azione coerente in molte politiche diverse…”
- limitare il cambiamento climatico e potenziare l’uso dell’energia pulita
- affrontare le minacce per la salute pubblica
- gestire le risorse naturali in maniera più responsabile
- migliorare il sistema dei trasporti e la gestione dell’uso del territorio

Proposte e raccomandazioni intersettoriali
“… far sì che le varie politiche si rafforzino a vicenda e non vadano invece in direzioni opposte…”

Misure per attuare la strategia e valutarne i progressi
“… Lo sviluppo sostenibile è, per sua natura, un obiettivo a luogo termine . … Dei riesami periodici intermedi consentiranno all’Unione di adeguare la strategia ai cambiamenti…”


Il problema energia riguarda l’ambiente per più di una ragione: per l’aumento dell’ effetto serra e i mutamenti climatici, che trovano alimento in primo luogo nelle emissioni di anidride carbonica prodotte dall’attività delle centrali termoelettriche e dal traffico automobilistico; per l’inquinamento atmosferico e le piogge acide, causati dalle emissione di inquinanti rilasciate dalle ciminiere delle industrie, dai camini degli impianti di riscaldamento, dai tubi di scappamento di automobili e camion; per i rischi gravissimi legati a particolari fonti di energia, a cominciare da quella nucleare.


Tutti questi aspetti si intrecciano con due problemi più generali: la limitatezza delle fonti energetiche non rinnovabili (carbone, petrolio, gas naturale), le più utilizzate e le più inquinanti, e l’ancora scarsissimo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, dal solare all’eolico.

L’uno e l’altro aspetto chiamano in causa il futuro di tutti noi, dunque la necessità di promuovere da subito comportamenti e processi virtuosi.
Non solo, è divenuto ormai inaccettabile continuare ad ignorare la responsabilità che i paesi del nord del mondo hanno nei confronti di quelli del sud. Il modello di sviluppo e i consumi energetici imposti del nostro stile di vita, infatti, hanno le ricadute ambientali più catastrofiche proprio nella parte del pianeta più disagiata, quella che ne ha la minore responsabilità. Gli effetti dei mutamenti climatici, l’avanzata dei deserti e delle zone aride, le alluvioni devastanti, l’incremento dell’incidenza di malattie endemiche come la malaria, sono causa diretta di milioni di morti ogni anno e costringono nell’assoluta povertà interi continenti.
La maggior parte degli esperti concorda nel ritenere che, a causa dell’aumento delle concentrazione di gas serra in atmosfera, nel prossimo futuro potremmo aspettarci i seguenti fenomeni
• Aumento della temperatura del pianeta: del 1860, data a partire dalla quale sono disponibili dati attendibili, la temperatura media della terra è aumentata di 0,6 °C seguendo questa tendenza nei prossimi anni si prevede un aumento della temperatura tra 1,5 °C e 5,8 °C
• Aumento delle precipitazioni: soprattutto nell’emisfero nord e particolarmente alle medie e alte latitudini, inoltre si prevede la diminuzione delle piogge nelle regioni tropicali e sud tropicali.
• Aumento nella frequenza e nell’intensità di EVENTI climatici ESTREMI: come alluvioni, tempeste, ondate di caldo e freddo eccessivo
• Aumento del rischio di desertificazione
• Diminuzione dei ghiacciai presenti nelle principali catene montuose mondiali
• Crescita del livello del mare: negli ultimi 100 anni si è già verificato un innalzamento di circa 10 – 25 cm e si prevede una ulteriore crescita tra 1 20 – 100 cm da qui al 2070.

Informazioni ricavate dalla campagna di LEGAMBIENTE 2005 “Cambio di clima”


 


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