Se
questa situazione peggiorerà, allora la gente sarà
pronta a tutto per ottenere l’acqua, la gente comincia
già a mettersi in moto per cercare di ottenere l’accesso
all’acqua.
È importante che tutti, anche tramite congressi come
questo, a partire dai giovani fino ai governi, siano preparati
e siano a conoscenza del fatto che le
risorse naturali non sono infinite. I governi infatti,
da soli, non fanno abbastanza per l’ambiente, c’è
bisogno delle organizzazioni non governative e della società
civile”.
A questo proposito, il rappresentante dei sindacati internazionali
ha proposto l’educazione ambientale per tutti i lavoratori.
Il modello, ha sostenuto, potrebbe essere quello delle 150
ore, cioè un piano generalizzato che possa essere adattato
agli oltre 150 milioni di aderenti ai sindacati internazionali.
3000 congressisti, provenienti da 115 paesi del mondo,
hanno certamente “sentito” nel loro animo, ma
anche nelle centinaia di relazioni e poster presentati, il
senso di questo “vivere
ecologico”, un senso che non si improvvisa ma
che si sviluppa con il confronto tra teorie pratiche: buone
teorie e buone pratiche
“Educazione ambientale - dice Mario Salomone - significa
cultura del cambiamento e strumenti culturali del
cambiamento.
Lavorare, e subito, al riassetto della Terra, dare più
attenzione agli ecosistemi e alla biodiversità,
dare ai 6 miliardi di persone una vita più pacifica,
sicura e dignitosa. In breve: assicurare al pianeta e alle
generazioni umane un futuro richiede un grande cambiamento
culturale, perché non c’è problema o aspetto
della nostra vita e della crisi del pianeta Terra che non
metta in gioco valori, atteggiamenti, comportamenti. E culturali,
e dunque educativi e formativi, sono gli strumenti del cambiamento
ecologico, economico, sociale”.
Nel congresso è emersa una grande varietà culturale:
lingue, tradizioni, situazioni storiche, religiose, economiche
e sociali differenti. Cosa vuol dire educazione ambientale
in ciascuno dei cinque continenti, su argomenti differenti
quali i saperi tradizionali, locali o indigeni, l’arte,
la mediazione dei conflitti, l’economia, la salute o
l’agricoltura.
Durante il congresso sono state definite le nuove
linee guida dell’educazione ambientale. Conclude Salomone
augurando un arrivederci al prossimo Congresso Mondiale dell’Educazione
Ambientale, che si terrà a Durban, in Sud Africa, nel
2007:
“Dobbiamo rafforzare gli strumenti dell’educazione,
per dare un futuro alla Terra”.
torna su