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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

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congresso
sull’educazione ambientale

Congresso sull’educazione ambientale:
Dare un futuro alla Terra

3.000 partecipanti provenienti da 115 paesi e, nell’ultima giornata, gli interventi di Michail Gorbaciov e Giovanni Bollea: così si è chiuso a Torino il Terzo Congresso Mondiale di Educazione Ambientale.
L’ex Presidente dell’Unione Sovietica Michail Gorbaciov, salutando il Terzo Congresso Mondiale sull’Educazione Ambientale che si è chiuso giovedì 6 ottobre a Torino, ha detto:
“La situazione è decisamente cambiata rispetto a quando, dodici anni fa, ho assunto la presidenza di Green Cross International per la tutela dell’ambiente. Adesso la gente è pronta a difendere l’ambiente: anche solo un singolo animale, un’aiuola. Ben differente era la situazione nel passato quando si partiva dal presupposto che le ricchezze naturali fossero infinite, ora si è sempre più consapevoli dei problemi legati all’acqua, all’aria...”
“Vi potete ben immaginare quale sia la situazione di un miliardo e duecentomila persone che non hanno accesso all’acqua potabile.

Se questa situazione peggiorerà, allora la gente sarà pronta a tutto per ottenere l’acqua, la gente comincia già a mettersi in moto per cercare di ottenere l’accesso all’acqua.
È importante che tutti, anche tramite congressi come questo, a partire dai giovani fino ai governi, siano preparati e siano a conoscenza del fatto che le risorse naturali non sono infinite. I governi infatti, da soli, non fanno abbastanza per l’ambiente, c’è bisogno delle organizzazioni non governative e della società civile”.

A questo proposito, il rappresentante dei sindacati internazionali ha proposto l’educazione ambientale per tutti i lavoratori. Il modello, ha sostenuto, potrebbe essere quello delle 150 ore, cioè un piano generalizzato che possa essere adattato agli oltre 150 milioni di aderenti ai sindacati internazionali.

3000 congressisti, provenienti da 115 paesi del mondo, hanno certamente “sentito” nel loro animo, ma anche nelle centinaia di relazioni e poster presentati, il senso di questo “vivere ecologico”, un senso che non si improvvisa ma che si sviluppa con il confronto tra teorie pratiche: buone teorie e buone pratiche
“Educazione ambientale - dice Mario Salomone - significa cultura del cambiamento e strumenti culturali del cambiamento. Lavorare, e subito, al riassetto della Terra, dare più attenzione agli ecosistemi e alla biodiversità, dare ai 6 miliardi di persone una vita più pacifica, sicura e dignitosa. In breve: assicurare al pianeta e alle generazioni umane un futuro richiede un grande cambiamento culturale, perché non c’è problema o aspetto della nostra vita e della crisi del pianeta Terra che non metta in gioco valori, atteggiamenti, comportamenti. E culturali, e dunque educativi e formativi, sono gli strumenti del cambiamento ecologico, economico, sociale”.
Nel congresso è emersa una grande varietà culturale: lingue, tradizioni, situazioni storiche, religiose, economiche e sociali differenti. Cosa vuol dire educazione ambientale in ciascuno dei cinque continenti, su argomenti differenti quali i saperi tradizionali, locali o indigeni, l’arte, la mediazione dei conflitti, l’economia, la salute o l’agricoltura.

Durante il congresso sono state definite le nuove linee guida dell’educazione ambientale. Conclude Salomone augurando un arrivederci al prossimo Congresso Mondiale dell’Educazione Ambientale, che si terrà a Durban, in Sud Africa, nel 2007:
“Dobbiamo rafforzare gli strumenti dell’educazione, per dare un futuro alla Terra”.

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