A seconda delle aspettative, il Vertice è
stato considerato come una delusione o invece come un importante
punto di partenza. Comunque la si pensi, un
risultato certo del Vertice è stato quello di dare
il via ad un processo di implementazione dello sviluppo sostenibile.
Uno dei principali strumenti per l'implementazione
della sostenibilità è senza dubbio
L’AGENDA 21.
L'Agenda 21
L'agenda 21 è il documento più importante e
articolato che sia scaturito dal vertice della terra, consistente
in uno sterminato catalogo di 800 pagine con 40 capitoli sulle
misure che dovrebbero essere prese entro il 2000 per garantire
uno sviluppo sostenibile.
Con molte raccomandazioni, nessun impegno concreto, l'Agenda
21 prevede un programma di intervento decennale nelle
principali aree di integrazione tra economia e ambiente e
definisce le priorità sulle quali occorre intervenire
per avviare un piano globale di sviluppo sostenibile per il
ventunesimo secolo.
Il
programma di questo documento comprende: la definizione di
politiche economiche internazionali per accelerare l'attuazione
di strategie di sviluppo sostenibile nei paesi del sud del
mondo analisi della relazione tra povertà, modelli
di consumo dei Paesi industrializzati, esplosione demografica
e sviluppo sostenibile; l'individuazione di misure per limitare
l'impatto dell'inquinamento sulla salute della popolazione
l'avvio di politiche per ridurre l'inquinamento urbano, soprattutto
nei paesi in via di sviluppo; l'integrazione delle tematiche
ambientali nelle politiche economiche e commerciali dei singoli
paesi; l'inserimento del vincolo della protezione dell'atmosfera
nelle politiche energetiche, industriali, dei trasporti e
nell'agricoltura un approccio integrato all'uso delle risorse
naturali che tenga conto non solo degli aspetti economici,
ma anche dei fattori ambientali e sociali; la conservazione
e l'uso sostenibile delle foreste, il che implica l'arresto
della desertificazione la protezione degli ecosistemi montani;
l'incremento dell'agricoltura sostenibile; la protezione e
la conservazione delle diversità biologiche, la gestione
e la protezione delle acque potabili, "l'uso sicuro"
di sostanze chimiche tossiche, la riduzione e il controllo
dei rifiuti pericolosi e tossic,i la salvaguardia delle risorse
marine, la gestione dei rifiuti solidi e dei liquami, lo sviluppo
di tecnologie compatibili con l'ambiente, l'incremento della
ricerca scientifica sui temi dello sviluppo sostenibile ,la
promozione e la diffusione dell'informazione sulle tematiche
ambientali ,la ricerca di strumenti finanziari e di risorse
economiche per un piano generale di sviluppo sostenibile ,il
rafforzamento degli organismi e delle istituzioni con competenze
ambientali, l'accesso alla stesura di questo documento alle
forze sociali quali donne, giovani, popolazioni indigene,
organizzazioni non Governative, enti locali, sindacati, rappresentanti
dei settori commerciali e industriali, della comunità
scientifica e degli agricoltori
Riguardo ai costi degli interventi previsti,
pur non essendo vincolante legalmente l'Agenda, non stata
fatta nessuna stima per gli stati dell'emisfero nord, mentre
per i paesi in via di sviluppo la spesa si aggirerebbe intorno
ai 600 miliardi di dollari.
Protocollo di Kyoto
Il Protocollo di Kyoto è un accordo
internazionale sull'ambiente. È stato negoziato nella
città giapponese nel
dicembre
1997 da oltre 160 paesi durante la Conferenza COP3 della Convenzione
Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC)
ed il riscaldamento globale. È entrato in vigore il
16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia.
A seguito della Conferenza di Marrakech (novembre 2001), la
settima sessione della Conferenza delle Parti, 40 Paesi hanno
ratificato il Protocollo di Kyoto.
Nel novembre 2003 i paesi aderenti erano saliti a 120.
Ad ottobre 2004 anche la Russia, responsabile del 17,4% delle
emissioni, ha ratificato l'accordo, facendo raggiungere il
quorum per rendere il protocollo legalmente vincolante.
Nell'agosto del 2005 159 paesi avevano ratificato l'accordo,
con le notevoli e riduttive eccezioni di USA e Australia.
Sono esclusi dal negoziato i paesi in via di sviluppo, per
evitare di ostacolare la loro crescita economica.
Patto di Montreal
Si chiama "Patto di Montreal" ma si
pronuncia "Kyoto due". Finisce
così la prima conferenza dell'Onu dei paesi che hanno
firmato l'accordo per il protocollo che li impegna a ridurre
le emissioni di gas serra: con un risultato politico
enorme perché anche gli Usa (e la Cina) firmano il
nuovo compromesso.
E sono due paesi fuori da ogni controllo per
le emissioni atmosferiche di gas che riscaldano la terra.
Il risultato pratico è un altro, impensabile: per la
prima volta si accettano tutte le forme di cooperazione tra
paesi (un'azione sempre condotta dall'Italia, con le economie
emergenti, pur tra tante critiche) e le molte vie che la tecnologia
può usare per diminuire il consumo di combustibili
fossili.
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