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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
L’ambiente secondo noi
Le parole dell’ambiente
L’ambiente: come proteggerlo
Gli animali in via di estinzione
L’ambiente in festa
Punti di vista sull’ambiente
le conferenze internazionali

Le conferenze internazionali:

La conferenza di Rio (1992)

Al vertice di Rio de Janeiro, nell'estate del 1992, c'è stata la più grande concentrazione della storia di rappresentanti dei governi, dei partiti politici, delle diverse associazioni di cittadini e lavoratori del mondo con lo scopo di dare una traccia per affrontare i problemi dello sviluppo economico e dell'ambiente.

A seconda delle aspettative, il Vertice è stato considerato come una delusione o invece come un importante punto di partenza. Comunque la si pensi, un risultato certo del Vertice è stato quello di dare il via ad un processo di implementazione dello sviluppo sostenibile. Uno dei principali strumenti per l'implementazione della sostenibilità è senza dubbio L’AGENDA 21.
L'Agenda 21
L'agenda 21 è il documento più importante e articolato che sia scaturito dal vertice della terra, consistente in uno sterminato catalogo di 800 pagine con 40 capitoli sulle misure che dovrebbero essere prese entro il 2000 per garantire uno sviluppo sostenibile.
Con molte raccomandazioni, nessun impegno concreto, l'Agenda 21 prevede un programma di intervento decennale nelle principali aree di integrazione tra economia e ambiente e definisce le priorità sulle quali occorre intervenire per avviare un piano globale di sviluppo sostenibile per il ventunesimo secolo.

Il programma di questo documento comprende: la definizione di politiche economiche internazionali per accelerare l'attuazione di strategie di sviluppo sostenibile nei paesi del sud del mondo analisi della relazione tra povertà, modelli di consumo dei Paesi industrializzati, esplosione demografica e sviluppo sostenibile; l'individuazione di misure per limitare l'impatto dell'inquinamento sulla salute della popolazione l'avvio di politiche per ridurre l'inquinamento urbano, soprattutto nei paesi in via di sviluppo; l'integrazione delle tematiche ambientali nelle politiche economiche e commerciali dei singoli paesi; l'inserimento del vincolo della protezione dell'atmosfera nelle politiche energetiche, industriali, dei trasporti e nell'agricoltura un approccio integrato all'uso delle risorse naturali che tenga conto non solo degli aspetti economici, ma anche dei fattori ambientali e sociali; la conservazione e l'uso sostenibile delle foreste, il che implica l'arresto della desertificazione la protezione degli ecosistemi montani; l'incremento dell'agricoltura sostenibile; la protezione e la conservazione delle diversità biologiche, la gestione e la protezione delle acque potabili, "l'uso sicuro" di sostanze chimiche tossiche, la riduzione e il controllo dei rifiuti pericolosi e tossic,i la salvaguardia delle risorse marine, la gestione dei rifiuti solidi e dei liquami, lo sviluppo di tecnologie compatibili con l'ambiente, l'incremento della ricerca scientifica sui temi dello sviluppo sostenibile ,la promozione e la diffusione dell'informazione sulle tematiche ambientali ,la ricerca di strumenti finanziari e di risorse economiche per un piano generale di sviluppo sostenibile ,il rafforzamento degli organismi e delle istituzioni con competenze ambientali, l'accesso alla stesura di questo documento alle forze sociali quali donne, giovani, popolazioni indigene, organizzazioni non Governative, enti locali, sindacati, rappresentanti dei settori commerciali e industriali, della comunità scientifica e degli agricoltori

Riguardo ai costi degli interventi previsti, pur non essendo vincolante legalmente l'Agenda, non stata fatta nessuna stima per gli stati dell'emisfero nord, mentre per i paesi in via di sviluppo la spesa si aggirerebbe intorno ai 600 miliardi di dollari.


Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale sull'ambiente. È stato negoziato nella città giapponese nel dicembre 1997 da oltre 160 paesi durante la Conferenza COP3 della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ed il riscaldamento globale. È entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica da parte della Russia.


A seguito della Conferenza di Marrakech (novembre 2001), la settima sessione della Conferenza delle Parti, 40 Paesi hanno ratificato il Protocollo di Kyoto.
Nel novembre 2003 i paesi aderenti erano saliti a 120.
Ad ottobre 2004 anche la Russia, responsabile del 17,4% delle emissioni, ha ratificato l'accordo, facendo raggiungere il quorum per rendere il protocollo legalmente vincolante.


Nell'agosto del 2005 159 paesi avevano ratificato l'accordo, con le notevoli e riduttive eccezioni di USA e Australia.
Sono esclusi dal negoziato i paesi in via di sviluppo, per evitare di ostacolare la loro crescita economica.


Patto di Montreal

Si chiama "Patto di Montreal" ma si pronuncia "Kyoto due". Finisce così la prima conferenza dell'Onu dei paesi che hanno firmato l'accordo per il protocollo che li impegna a ridurre le emissioni di gas serra: con un risultato politico enorme perché anche gli Usa (e la Cina) firmano il nuovo compromesso.

E sono due paesi fuori da ogni controllo per le emissioni atmosferiche di gas che riscaldano la terra. Il risultato pratico è un altro, impensabile: per la prima volta si accettano tutte le forme di cooperazione tra paesi (un'azione sempre condotta dall'Italia, con le economie emergenti, pur tra tante critiche) e le molte vie che la tecnologia può usare per diminuire il consumo di combustibili fossili.

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