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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
L’ambiente secondo noi
Le parole dell’ambiente
L’ambiente: come proteggerlo
Gli animali in via di estinzione
L’ambiente in festa
Punti di vista sull’ambiente

Sono almeno 794 le specie terrestri che stano scivolando inesorabilmente verso la loro scomparsa. È questo il risultato di una ricerca pubblicata su “Proceedings of the National Academy of Science”. <Abbiamo studiato 595 aree di tutto il mondo ed ora abbiamo un quadro preciso delle specie viventi che si stanno estinguendo>, ha detto Stuart Butchart, coordinatore del progetto dalla Alliance for zero Extinction.
Purtroppo vi sono molte aree dove le specie in estinzione si concentrano in modo considerevole. Ad Haiti, per esempio , in prossimità del Massif de la Hotte vi sono ben 13 specie ad alto rischio d’estinzione.

Va sottolineato che i ricercatori si sono limitati a studiare i mammiferi, gli uccelli, alcune specie di rettili,gli anfibi e le conifere, specie di cui si hanno sufficienti informazioni a livello mondiale.
Il paese che vede il maggior numero di specie a rischio è il Messico, con 48 tra animali e vegetali. Tra l’Europa e il continente asiatico sono state individuate 49 regioni in cui 54 specie sono in grave pericolo, 23 delle quali in Cina. In Italia è stata accertata una pianta ad alto rischio d’estinzione, è una conifera, l’abete dei Nebrodi, alle Madonie.
Le cause principali dell’estinzione sono: perdita dell’habitat, commercio illecito, carenza di cibo.


Combattere la povertà proteggendo le specie a rischio

Il WWF ha lanciato un Rapporto in occasione dell’apertura dell’ottava Conferenza delle Parti sulla Convenzione della Diversità Biologica a Curitiba (Brasile). Dalla tigre al panda, dal gorilla alle tartarughe marine: proteggere le specie a rischio aiuta a fronteggiare la povertà.
Salvare le specie animali come panda, gorilla o tigri non significa solo arrestare la loro estinzione ma anche ridurre la povertà delle popolazioni umane e migliorarne concretamente la qualità della vita.
Ai governi presenti il WWF chiederà infatti che i programmi di lotta alla povertà vengano integrati con progetti di conservazione delle specie.

Il Rapporto “Specie e lotta alla povertà” analizza 6 casi studio nelle aree del pianeta dove il WWF, con i suoi progetti concreti ha contribuito a sradicare la forte indigenza delle popolazioni locali e promuovere uno sviluppo sostenibile in aree rurali come il Nepal, l’Uganda, la Namibia, il Costa Rica e la Cina. Per dimostrare l’efficacia dei progetti il rapporto ha valutato, nei risultati di questi progetti, il raggiungimento degli stessi “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, ovvero, gli otto traguardi che tutti i governi del mondo in sede ONU hanno indicato come guida per la comunità internazionale per dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015. I progetti aiutano, ad esempio, ad eliminare fame e povertà estrema, favoriscono la parità tra i sessi e la partecipazione delle donne nelle attività sociali, permettono di organizzare partnership globali per lo sviluppo.

Secondo il Direttore Scientifico del WWF, Gianfranco Bologna, “i problemi che minacciano le specie animali ed incrementano la vulnerabilità degli ecosistemi, sono strettamente legati a quelli che provocano la povertà. Questi problemi comprendono l’emarginazione delle comunità rurali, la fragilità dei governi e l‘instabilità politica. L’habitat di molte specie in pericolo coincide con gli spazi di molte popolazioni umane più povere e vulnerabili del mondo.
Ecco un esempio
In Nepal le comunità hanno aiutato a mantenere intatti i cosiddetti “corridoi naturali” all’interno delle foreste, aree vitali per la sopravvivenza della tigre. Il WWF sta aiutando le popolazioni a gestire e trarre beneficio dalle risorse forestali tanto che una stessa comunità arriva a guadagnare da queste fino a 4.760 dollari USA l’anno.

Assalto ai cacciatori di balene

Due navi giapponesi procedono in formazioni per cacciare le balene.

 

Una nave russa e la Artic Sunrise, una rompighiaccio, le due barche di Greenpace con a bordo 70 ecologisti.

Le navi di Greenpace si sono schierate tra gli arpioni e le balene calando in mare uno scudo formato da otto gommoni.

I giapponesi hanno risposto sparando acqua con i  cannoni sugli ambientalisti. È cominciata così la più massiccia campagna condotta da Greenpace per rafforzare la moratoria che da quasi 20 anni ha rallentato la caccia ai grandi cetacei senza riuscire a fermarla completamente.Quest’anno  verranno uccise duemila balene.

La Norvegia ne caccerà 500-600 all’interno delle sue acque territoriali.

I giapponesi, per motivi scientifici, sono arrivati ad aggiudicarsi una quota di 935 balenottere  minori e 10 balenottere. I Giapponesi sostengono di fare ricerche scientifiche, commenta Donatella Massai, direttore italiano Greenpace, ma in realtà le cacciano soprattutto per fini commerciali.    



Mi presento: sono l'orso marsicano.


Vivo nell'Appennino Centrale, in particolare in Abruzzo, siamo circa 50-80 rappresentanti della sottospecie Ursus arctos marsicanus. Come noi non c'è nessuno in tutto il mondo. In particolare noi Orsi bruni viviamo nei Parchi d'Abruzzo, Maiella, Sirente-Velino, Monte Genzana, Gran Sasso e Monti della Laga, e inoltre nell'Alto Molise e sugli Ernici-Simbruini. Ma alcuni di noi, più "vagabondi", si muovono verso i monti del reatino (Lazio) e i Monti Sibillini (Marche-Umbria).
Anche se passiamo gran parte del nostro tempo nel fitto dei boschi, frequentiamo anche praterie, zone rocciose, coltivi ed altri ambienti, a seconda dei periodi: letargo, accoppiamento o se siamo alla ricerca del cibo (spessissimo!). Ognuno di noi Orsi ha bisogno di molto spazio per vivere bene: da 10 a 200 kmq per ogni individuo a seconda delle caratteristiche ambientali e soprattutto della ricchezza di risorse alimentari. Un problema che abbiamo è la disponibilità di posti dove andare in letargo, che devono essere in aree impervie e lontane da centri di attività e di disturbo di voi Uomini.

Un altro problema è che facciamo pochi figli, in quanto le nostre femmine si riproducono ogni 2 anni, ma spesso anche ogni 3-4 anni. Per questo siamo in pericolo.
Cosa mangiamo? Vi stupirà, noi Orsi siamo sostanzialmente vegetariani (per oltre il 90% ci alimentiamo di erba, frutta fresca e secca); nella stagione estiva ci pappiamo anche un po' di insetti, e ogni tanto carcasse di animali e occasionalmente qualcuno di noi pure una pecora. E poi, come tutti sanno, siamo ghiotti di miele!

L'aquila reale
HABITAT E DOVE SI TROVA

L'aquila reale è un uccello molto attaccato al suo territorio,che può andare dai 50 ai 500 km quadrati asseconda delle disponibilità di cibo.Preferisce gli spazi aperti,dove costruisce i suoi nidi.Si tiene lontana dalle zone boscose o frequentate dall'uomo ed è assente nelle pianura.
In europa ce ne sono circa 3000 esemplari.
In italia ci sono circa 500 coppie,delle quali circa 300 sono sulle alpi,circa 100 lungo la dorsale appenninica,una trentina tra Sicilia e Sardegna.
In Campania è presente nel Parco del Cilento e Vallo di Diano.


Il Rinoceronte


Ciò che appare più evidente in questa specie, oltre alla mole, è sicuramente il corno o le corna sul muso.Entrambe le specie africane e il rinoceronte di Sumatra possiedono 2 corna (DI CUI 1 più sviluppato),mentre le altre specie
asiatiche nne hanno 1 all'estremità del naso. In Africa possiamo ammirare i rinoceronti nero e bianco;le altre specie possono essere osservate nel sud-est asiatico.

 

Tigre del Bengala.

Il piu'grosso felino ha come antenato lo smilodonte,i cui denti canini misuravano diverse decine di lunghezza. .Quelli della tigre raggiungono i 7,5 centimetri e procurano alla vittima morte istantanea.
La tigre del Bengala ha bisogno di un territorio personale.nelle foreste umide,dove vi è selvaggina.
Il maschio occupa 60 kilometri quadrati. Nel periodo piovoso questi segnali scompaiono;la femmina dal suo canto si stabilisce in una tenuta di 30 kilometri.


La lince


La lince si è trovata in condizioni di sopravvivenza ideali nell'Europa continentale.Verso il 1800 la lince è

scomparsa dai bassopiani occidentali e meridionali,sopravvivendo a ridosso delle catene montuose,come nel Massivo Centrale in Francia,nelle Alpi,nella Selva Bavarese e nelle foreste dell'Europa settentrionale e orientale.La sua situazione a raggiunto il livello più critico nella metà del vententesimo secolo scomparendo dai bassopiani europei .

Una specie a rischio estinzione

HONG KONG (Cina) - L'ultimo e più famoso dei delfini bianchi di cui abbiamo sentito parlare è stato Qi Qi, morto di vecchiaia nel luglio del 2002 a 25 anni di età (equivalenti a circa una settantina dei nostri). Qi Qi è stato l'unico esemplare di «panda degli oceani» - come i cinesi chiamano i delfini di questa specie, per via della loro rarità - ad aver vissuto tanto a lungo (quasi 20 anni) in ambiente protetto.


UNA RISERVA PER IL WHITE DOLPHIN - Ma ora, a quattro anni dalla scomparsa dell'anziano Sousa chinensis, la Cina fa sapere di avere in progetto la creazione di una riserva al largo della costa meridionale del Paese, le cui acque sono da sempre frequentate dagli ormai rari delfini bianchi. L'intento è ovviamente quello di proteggere la specie dal rischio di estinzione: l'inquinamento dei mari sta infatti distruggendo il loro habitat naturale, e nel corso degli ultimi tre anni almeno 19 esemplari sono morti nelle acque di Hong Kong proprio a causa degli agenti inquinanti riversati nell'oceano da fabbriche e stabilimenti chimici. La costruzione della Chinese White Dolphin Natural Riserve, che si estenderà per un totale di 460 chilometri quadrati nella Baia di Guandi presso l'isola Qi'ao, inizierà entro la fine dell'anno e includerà un centro di pronto intervento nella città di Zhuhai (nella provincia del Guangdong), per gli esemplari feriti o in pericolo.


ALTO RISCHIO - Il delfino bianco cinese appartiene all'elenco delle specie che più rischiano l'estinzione e che quindi hanno maggior bisogno di protezione da parte dell'uomo: si suppone infatti che ne esistano solamente 2mila esemplari, la maggior parte dei quali avvistati nei pressi dell'estuario del Pearl River.


Specie a rischio

 

Il panda
Il falco pellegrino
La tigre
Il Dugongo


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