cronaca
 

TITOLO: Sequoie, pini, querce secolari a rischio i giganti del mondo.

SOTTO TITOLO: Due degli alberi più antichi feriti e distrutti. Greenpeace:’’Sono         le violenze degli uomini e dell’ambiente’’

AUTORE: ALESSANDRA RETICO

DOVE: ROMA-ITALIA

QUANDO: Giovedì 10 Febbraio 2005

FRASI CHIAVE:

TASSO: La quercia sotto cui riposava il poeta TORQUATO TASSO si trova a ROMA, al GIANICOLO

IPPOCRATE: Il platano di Ippocrate nell’isola di COS:alla sua ombra il filosofo scrisse trattati e impartì lezioni.  

IL PIÙ ALTO: La Rockefeller Forest in California ospita sequoie altissime: lo Stratosphere Giant è nominato nel Guinnesse: 112.6 metri.                    

SEQUOIA: Californiana o gigante Famiglia da Taxodiacese . FOGLIE: Persistenti, appuntite con la punta all’esterno.

IL PIÙ VECCHIO: il pino matusalemme ha 4733 anni e si trova nelle White Mountains, Vietato fotografarlo da solo, la sua identità è protetta.

Sta morendo il secondo albero al mondo per dimensioni, la sequoia gigante californiana che porta il nome di George Washington; due gru l’hanno espiantata dal luogo che occupava da 1681. Due morti celebri, che devono farci stare in allarme per tutte le altre piante con natali meno prestigiosi, ma di altrettanta importanza per l’ecosistema che subiscono violenza da parte dell’uomo e dallo stesso ambiente, sempre più antropizzato. Sergio Baffoni, responsabile Greenpeace della campagna foreste mostra numeri e scenari da far impallidire: ” E’ come se ogni due secoli dalla faccia del pianeta scomparisse un campo di calcio per un totale di circa 11 milioni di ettari distrutti o degradati ogni anno: albero dopo albero, di foreste oggi ne abbiamo perse più della metà. La conseguenza? Che si cancella una fonte insostenibile per la vita del pianeta. Oltre a regolare il clima, contenere l’effetto serra, le foreste violate significano anche la distruzione di animali e popoli: l’apertura di strade da parte delle compagnie del legno spalancano le porte a bracconieri e commerci degradanti, spesso illegali. Ogni giorno scompaiono 150 specie animali o vegetali, nella maggior parte dei casi per la perdita di habitat”. Secondo gli scienziati riuniti alla conferenza internazionale sulla biodiversità riunitasi presso l’Unesco a Parigi a gennaio 2005, era dalla scomparsa dei dinosauri, 65 milioni di anni fa, che la terra non attraversava una crisi come quella attuale che potrebbe portare nel giro di una cinquantina d’anni all’estinzione -dal 15 per cento al 37 per cento- di specie animali e vegetali.