logo
I prodotti delle classi                           anno scolastico 2005-2006

Index
La vita di Bach
La storia in breve
Il significato di libertà
Volare sì
Gruppo vuol dire
Migrazioni uomo - animali a confronto
La vita dei gabbiani
Caratteristiche dei gabbiani
I "nostri" gabbiani


I gabbiani sono uccelli che si osservano prevalentemente nelle vicinanze del mare o comunque di specchi d’acqua anche interni. Sono chiamati gli spazzini del mare, perché si cibano di tutto, cercando spesso il cibo nelle discariche a cielo aperto. Sono uccelli di media taglia, spesso simili tra loro con dorso ed ali grigi o neri.
Alcune specie si riproducono su scogliere come il Gabbiano Corso, la specie più rara e la più minacciata di estinzione, o il Gabbiano Reale che invece si può trovare anche nelle zone umide salmastre e d’acqua dolce.

Il Gabbiano Comune ed il Gabbiano Corallino durante il periodo riproduttivo hanno un cappuccio nerastro o marrone scuro, che perdono interamente durante i mesi invernali. Questo tipo di piumaggio permette soprattutto ai maschi di esibirsi con più efficacia durante i rituali di corteggiamento.
Il Gabbiano Roseo
, deve il suo nome al fatto che durante la stagione riproduttiva gli adulti hanno nelle parti inferiori del corpo una debole tinta rosata.
Queste ultime tre specie nidificano generalmente nelle residue zone italiane, risultando quindi concentrate in colonie a volte costituite da migliaia di individui. Gli immaturi di tutte le specie, in particolare durante il primo anno, hanno una colorazione diversa dagli adulti, risultano infatti spesso striati di marrone uniformemente sia nel corpo che sulle ali.

In inverno sopraggiungono in Italia altre specie, nidificanti più a nord, come la Gavina, un gabbiano che ricorda il reale, ma ha delle dimensioni più piccole, lo Zafferano e più raramente il Mugnaiaccio, quest’ultimo ritenuto un vero e proprio gigante fra le specie di gabbiani europei.

Al contrario un viaggiatore invernale risulta anche il Gabbianello, il più piccolo dei gabbiani europei, anch’esso con cappuccio estivo, molto evidente.


I sessi di tutte le specie sono indistinguibili, nel senso che maschio a femmina hanno la stessa colorazione e dimensione.

 

Un principio attivo identificato nei gabbiani potrebbe aiutare a combattere l'osteoporosi. Della sostanza, che ha la caratteristica di concentrare la densità di calcio nelle ossa, è stata ricostruita la sequenza genetica. Grazie alle tecniche delle biotecnologie è stato così possibile mettere a punto una nuova arma contro la fragilità delle ossa.

I ricercatori, coordinati da Dominique Stafoeli, dell'università di Metz, ritengono che la guarigione delle fratture in pazienti colpiti dall'osteoporosi potrebbe essere fortemente accelerata dall'impiego di nuovi biofarmaci.

Una delle caratteristiche dominanti dell'osteoporosi - rileva Stafoeli - è la ridotta densità ossea, del tutto simile a quella, non patologica, dei migratori. Ma se per i volatili il minimo peso scheletrico non risulta essere negativamente implicato nel recupero delle fratture, negli umani ciò comporta una sofferenza spesso non completamente sanabile. Utilizzando il principio attivo sequenziato dai gabbiani - ha concluso Stafoeli - siamo riusciti a concentrare quanto più calcio possibile nelle ossa a tal punto da rinsaldarle molto più fortemente”

torna su