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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2004-2005

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...nel presente: chi siamo
...come ci ha cambiato
...nelle nostre parole
...nelle parole degli altri
...nei proverbi
...nel cinema
...nelle canzoni
...nelle immagini
...nelle nostre letture
...guardando indietro
...la sua misura
...nei giornali
...su Internet


Viaggi nel tempo


Da sempre il mistero e l’avventura hanno conquistato gli uomini che credono nella forza dell’immaginazione:
il cinema per dilatare questa urgenza ha attraversato persino le barriere temporali.
Non è forse il cinema stesso a viaggiare nel tempo portando lo spettatore da un’epoca all’altra sul fìlo delle sue storie? Il film, infatti, materializzando uno dei grandi sogni dell’umanità, si offre alla ripetizione e al ritorno di personaggi, fatti e luoghi del passato, ha la capacità di rappresentare visivamente il presente come ipoteticamente anche il futuro.
Ma in questo continuo errare temporale il cinema crea addirittura un viaggio nel viaggio, dando vita a una serie di film che a partire da una situazione del nostro presente proietta i propri protagonisti in epoche remote o in futuri inimmaginabili.
Lo schermo si popola di conseguenza di individui smarriti scaraventati nell’antico Egitto, come in La vita intima di Marcantonio e Cleopatra (1947) di Roberto Gavaldon, o addirittura nel 2015, come in Ritorno al futuro parte II (1989) di Robert Zemeckis, passando per il medioevo de I visitatori (1994) di JeanMarie Poiré e il progressivo risalire verso il nostro tempo di Orlando (1992) di Sally Potter.
Un vagabondaggio temporale, quello cinematografico, che traccia un percorso immaginario brillante e fantasioso, la cui maggior parte dei film poggia la propria struttura narrativa sulle solide basi dell’avventura e della fantascienza, concludendo molto spesso le sue storie con il ripristino dello stato rassicurante di quiete iniziale. Con 2001: Odissea nello spazio (1968) di Stanley Kubrick, invece, il viaggio spazio- tempo assume una connotazione claustrofobica e introduce l’uomo nell’anima misteriosa dell’universo, ponendolo di fronte all’immensità insondabile del cosmo.
Un tentativo estremo e sperimentale, grazie al quale, il grande regista forgia un caleidoscopio visivo per comunicare emotivamente allo spettatore speranza e angoscia, fiducia e orrore, al cospetto di una tecno-scienza dagli apparentemente illimitati confini.
Da I sentieri del cinema di Giuseppe Colangelo, Edizioni La Vita Felice

Il film che abbiamo visto e discusso insieme:
Non ci resta che piangere”

Scheda:
Italia, 1984
Regia: Massimo Troisi e Roberto Benigni
Con: Massimo Troisi, Roberto Benigni,
Amanda Sandrelli, lris Peynado, Paolo
Bonacelli, Carlo Monni, Livia Venturini
Commedia
(Durata: 112’)
Videocassetta: Columbia TriStar Home
Video/Club del Video A causa di un violento quanto inusitato temporale, un maestro elementare e un bidello si ritrovano nel 1492. Superato lo stupore iniziale, i due divulgheranno le canzoni dei Beatles fra i feudatari e scambieranno due chiacchiere con il grande Leonardo da Vinci.

Questionario sul film

Brain storming comune

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chiesa corteggiamento villa vitellozzo savonarola lettera
nobile boia macellaio artista musicista antichità
medioevo 1400 1492 frittole locanda costumi
candele palla ora di buio temporale quercia passaggio
viaggio treno casellante mario saverio sorella
passaggio a livello fidanzata scuola 1900 automobile telefono semaforo
matrimonio interruttore elettricità lampadina canzoni volare
fratelli d’italia yesterday tempo passato amicizia gioia disperazione
incredulità paura fantasia creatività cambiamento

stranezza

           

La storia

Due amici, Mario e Saverio, sono in macchina ad un passaggio a livello e decidono di cambiare strada per non perdere tempo; ma finisce la benzina e si ritrovano a piedi sotto la pioggia fin quando non vedono una casa dove pensano di poter trascorrere la notte; si tratta infatti di una locanda e, entrati, si fanno indicare la stanza e vanno a dormire.

Quando si svegliano, la mattina seguente, un uomo, che divideva con loro la stanza, va alla finestra e viene ucciso da una lancia scagliata da un cavaliere.
Scesi di corsa, preoccupati ed impauriti, vengono a scoprire, da delle persone che incontrano, che si trovano nel 1942 nelle vicinanze di un paesino chiamato Frittole.
Sempre più spaventati ed increduli cominciano a scappare finché non si imbattono in un macellaio di nome Vitellozzo, ultimo uomo sopravvissuto nella sua famiglia, che li fa salire sul suo carro e li ospita nella sua casa di Frittole.

I due, pur sconcertati, per quello che gli e è capitato e per le strane abitudini del luogo pensano che andando a dormire l’incubo svanirà e l’indomani mattina si ritroveranno nel loro tempo, torneranno al loro presente; e invece no!
Saverio allora, comincia ad andare in giro per il paese per scoprire qualcosa, mentre Mario, sempre più impaurito, resta chiuso in casa.

Passano i giorni e Mario conosce una ragazza, Pia, la più ricca del paese, e i due cominciano a frequentarsi. Vitellozzo viene catturato e i due amici si trovano costretti, per ricambiare l’ospitalità, ad aiutare la vecchia madre del loro ospite gestendo la macelleria; scrivono anche una lettera a Savonarola, personaggio molto importante in quel momento, per cercare di aiutare Vitellozzo. Poi, però, decidono di partire per impedire, per vari motivi, la scoperta dell’America.

In viaggio si imbattono in Leonardo da Vinci mentre sta facendo delle prove su una sua invenzione e i due, sfruttando le loro conoscenze, del “futuro”, offrono suggerimenti ed informazioni a Leonardo che sembra non capire.

Saverio e Mario, delusi, decidono di proseguire il viaggio finché non vengono a sapere che Colombo è gia partito.

A questo punto, tristi e demoralizzati, si mettono nuovamente in cammino ma vedono da lontano una locomotiva a vapore; cominciano a correre per raggiungerla, sicuri che l’”incubo “ sia finito e siano così ritornati al presente ma, una volta arrivati, scoprono che a guidare la macchina a vapore è proprio Leonardo, tutto felice della sua nuova invenzione!