Il
Trattato di Maastricht
Il
9 e il 10 dicembre 1991 si svolse a Maastricht, in Olanda,
il vertice tra i Paesi della CEE che portò, il 7 febbraio
1992, alla firma del "Trattato sull'Unione europea".
Con
la firma del Trattato di Maastricht, meglio conosciuto
come Trattato sull'Unione europea, inizia la fase più
ambiziosa dell’integrazione europea e si gettano le
premesse per un nuovo e più articolato processo di riorganizzazione
dei rapporti tra Stati membri e Unione e tra Unione
e resto del mondo.
La
portata storica di questo Trattato risiede nel fatto
che ridisegna i rapporti tra gli Stati membri sulla
base di due concezioni:
·
ampliamento
delle competenze dell’azione comunitaria:
è sintomatico il cambio di denominazione da "Comunità
Economica Europea" a "Unione Europea", a testimonianza
della volontà di non limitare l’azione della Comunità
alle sole relazioni economiche, ma di estenderla anche
ad altri campi fino a questo momento di competenza esclusiva
degli Stati membri;
·
creazione
di una Unione Europea:
c’è la volontà di creare un’organizzazione fondata sulle
tre Comunità (del carbone e dell’acciaio, economica
e atomica) e su nuove ed efficaci forme di cooperazione
in settori specifici quali la politica estera e di sicurezza
comune e la giustizia e gli affari interni.
Il
Trattato prevede:
·
una
prima sezione contenente le disposizioni comuni per
organizzare in modo coerente e solidale le relazioni
tra gli Stati membri e i loro popoli; ciò in particolare
promuovendo un progresso economico e sociale equilibrato
mediante il rafforzamento della coesione economica e
sociale;
·
l’affermazione
del principio di sussidiarietà
secondo il quale la
Comunità,
nelle materie che non sono
di sua esclusiva pertinenza, può intervenire solo quando
gli Stati membri non possono agire o quando è preferibile
e più efficace procedere ad un’azione congiunta;
·
l’ampliamento
delle politiche poste in essere dalla Comunità,
nei settori dell’industria, della sanità pubblica, dell’educazione,
della cultura, dei trasporti;
·
la
revisione dei poteri attribuiti ad alcuni organi comunitari
ed in particolare l’ampliamento delle funzioni del Parlamento
Europeo;
·
la
creazione di una unione economica e monetaria (UEM)
con l’adozione di una moneta unica e una Banca Centrale
Europea (BCE)
·
l'attuazione
di una politica estera e di sicurezza comune (PESC)
e la definizione di una politica di difesa comune;
·
il
rafforzamento della tutela dei diritti e degli interessi
dei cittadini degli Stati membri mediante l’istituzione
di una cittadinanza dell’Unione;
·
l'armonizzazione
dei sistemi fiscali e delle normative pubblicitarie;
·
la
caduta dei monopoli nazionali nel settore dei trasporti.
·
una
stretta coesione nel settore della giustizia e degli
affari interni.