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I prodotti delle classi                           anno scolastico 2004-2005

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Il Trattato di Maastricht

Il 9 e il 10 dicembre 1991 si svolse a Maastricht, in Olanda, il vertice tra i Paesi della CEE che portò, il 7 febbraio 1992, alla firma del "Trattato sull'Unione europea".

Con la firma del Trattato di Maastricht, meglio conosciuto come Trattato sull'Unione europea, inizia la fase più ambiziosa dell’integrazione europea e si gettano le premesse per un nuovo e più articolato processo di riorganizzazione dei rapporti tra Stati membri e Unione e tra Unione e resto del mondo.

La portata storica di questo Trattato risiede nel fatto che ridisegna i rapporti tra gli Stati membri sulla base di due concezioni:

·  ampliamento delle competenze dell’azione comunitaria: è sintomatico il cambio di denominazione da "Comunità Economica Europea" a "Unione Europea", a testimonianza della volontà di non limitare l’azione della Comunità alle sole relazioni economiche, ma di estenderla anche ad altri campi fino a questo momento di competenza esclusiva degli Stati membri;

·  creazione di una Unione Europea: c’è la volontà di creare un’organizzazione fondata sulle tre Comunità (del carbone e dell’acciaio, economica e atomica) e su nuove ed efficaci forme di cooperazione in settori specifici quali la politica estera e di sicurezza comune e la giustizia e gli affari interni.

Il Trattato prevede:

·    una prima sezione contenente le disposizioni comuni per organizzare in modo coerente e solidale le relazioni tra gli Stati membri e i loro popoli; ciò in particolare promuovendo un progresso economico e sociale equilibrato mediante il rafforzamento della coesione economica e sociale;

·    l’affermazione del principio di sussidiarietà secondo il quale la Comunità, nelle materie che non sono di sua esclusiva pertinenza, può intervenire solo quando gli Stati membri non possono agire o quando è preferibile e più efficace procedere ad un’azione congiunta;

·    l’ampliamento delle politiche poste in essere dalla Comunità, nei settori dell’industria, della sanità pubblica, dell’educazione, della cultura, dei trasporti;

·    la revisione dei poteri attribuiti ad alcuni organi comunitari ed in particolare l’ampliamento delle funzioni del Parlamento Europeo;

·    la creazione di una unione economica e monetaria (UEM) con l’adozione di una moneta unica e una Banca Centrale Europea (BCE)

·    l'attuazione di una politica estera e di sicurezza comune (PESC) e la definizione di una politica di difesa comune;

·    il rafforzamento della tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini degli Stati membri mediante l’istituzione di una cittadinanza dell’Unione;

·    l'armonizzazione dei sistemi fiscali e delle normative pubblicitarie;

·    la caduta dei monopoli nazionali nel settore dei trasporti.

·    una stretta coesione nel settore della giustizia e degli affari interni.