logo
I prodotti delle classi                           anno scolastico 2004-2005

Index
Conoscere l'Europa
Natura e ambiente
L'Europa delle città
Uomini e idee
Europa tra storia e valori
Zona Euro
Europa in jeans
tra storia e valori


La popolazione:
Etnie, nazioni, popoli, lingue,religioni, evoluzione demografica. Principali aree d'insediamento.


702 milioni di europei
Benchè, dopo l'Oceania, sia il continente più piccolo del mondo, l'Europa accoglie oggi una delle maggiori concentrazioni di abitanti del pianeta. La sua popolazione è circa 702 milioni di abitanti, quasi il 12% del totale mondiale. La sua densità demografica - 68 persone per Kmq - è inferiore solo a quella dell'Asia (78 ab./Kmq). Tale densità, come sappiamo, è solo una media, ottenuta dividendo la superficie per il numero di abitanti; come tale, è poco indicativa. Tra i singoli paesi d'Europa le situazioni, infatti, sono molto diverse. L'Irlanda, ad esempio, ha 51 abitanti per Kmq, ed è 9 volte meno densamente popolata dei Paesi Bassi (con 350 ab./Kmq). Nel Mediterraneo, l'Italia (190 ab./Kmq) ha una densità più che doppia della Grecia (78 ab./Kmq) e a est della Russia con i suoi 8 abitanti per Kmq è uno dei Paesi meno densamente abitati della terra. Tanta varietà dipende da una serie di fattori: Forme del territorio, climi, livello di sviluppo economico... In generale, in Europa (come altrove) i Paesi pianeggianti, con vie di comunicazione efficienti e climi favorevoli tendono ad essere più popolati di quelli montuosi, con comunicazioni interne difficili o climi estremi. L'Europa è, dunque, uno dei più tipici esempi di come gli aspetti fisici, l'economia e la demografia sono elementi legati tra loro.


Etnie, nazioni, popoli
La maggior parte delle popolazioni europee appartiene alla razza europide. Oggi peraltro, diversamente dal passato, per riferirsi a un gruppo segnato dalle stesse origini, si parla più spesso di "stirpe" che di "razza", per l'incerto valore scientifico di quest'ultima parola. Un termine usato invece di frequente per indicare le varietà umane è "etnia". Con essa si definisce una comunità affratellata da lingua, religione, idee, ma anche da vicende, mentalità, tradizioni e manifestazioni di cultura materiale (usi, architettura, modi di vita, abbigliamento). Al concetto di etnia si collegano quelli di nazione e popolo. Questi termini indicano un ampio insieme di persone appartenenti a un etnia, legati a un territorio (patria) e consapevoli di tale legame. Anche in questi concetti, dunque, è essenziale il fattore storico-culturale. Senza storia nè idee comuni non si avrebbe infatti un popolo, ma una serie di individui.

Le lingue
Le lingue parlate in Europa appartengono in maggioranza alla famiglia indoeuropea. Varie affinità tra esse provano, infatti, come tutte derivino da un'unica matrice: le lingue dei popoli indoeuropei che anticamente migrarono dall'Asia Centrale verso l'India e l'Europa. Nei secoli, queste lingue si sono modificate e diversificate a seconda di dove le popolazioni si sono insediate e anche a seguito degli scambi di civiltà.
Le lingue indoeuropee Tradizionalmente, all'interno della famiglia linguistica indoeuropea, si distinguono tre gruppi: quello neolatino, quello germanico e quello slavo. Ciascuno corrisponde a popolazioni e a territori ben identificati. Il gruppo meno numeroso -circa il 24%- è quello neolatino, cosi denominato perchè coloro che ne fanno parte usano lingue derivanti dall'antico latino: sono Spagnoli, Portoghesi, Francesi, Italiani, Ladini, Valloni del Belgio e Rumeni. Tale gruppo corrisponde agli abitanti dei territori che più a lungo di altri, in Europa, furono soggetti all'influenza dei culturale romana. Più ampio -circa del 25,5%- il gruppo germanico. Di esso fanno parte i discendenti delle tribù germaniche che più a lungo resistettero alla colonizzazione romana: Tedeschi, Olandesi, Fiamminghi del Belgio, Anglosassoni. Infine, il gruppo Slavo -circa il 33,2%- costituito dai discendenti delle popolazioni insediate originariamente (pare) nei bacini dell' Oder e della Vistola e che oggi vivono soprattutto nell'Europa Orientale. Vi appartengono Russi, Ucraini, Polacchi, Boemi, Slovacchi, Serbi, Croati, Sloveni, Bulgari... Minori gruppi indoeuropei sono costituiti da Celti, Lettoni e Lituani, Albanesi e Greci.
Lingue non indoeuropee Sempre per ragioni storiche, legate all'arrivo in Europa di altre popolazioni di origini diverse, nel subcontinente oggi sono presenti anche comunità che parlano lingue estranee alla famigli indoeuropea. Tra queste, quelle del gruppo uralo-altaico,cui appartengono le lingue ugro-finniche e quelle turco-tatare. Nemmeno il basco è una lingua indoeuropea. Se, in passato, per la gente meno istruita questa varietà linguistica era di ostacolo ai contatti personali e tra i paesi, ad altri livelli non ci sono mai state eccessive difficoltà, grazie anche la fatto fin dal Medio Evo i dotti parlavano quasi tutti il latino e i mercanti e gli uomini di Stato spesso erano poliglotti. Oggi un notevole aiuto alle relazioni tra gli europei viene dal fatto che un gran numero di persone parla l'inglese. Questa lingue è diventata una specie di idioma comune e da parlata tipica, un tempo, del mondo dell'alta finanza, si è trasformata nella lingua più parlata dai turisti d'Europa e del mondo.

L'Europa religiosa
In Europa, anche la coesistenza di diverse fedi religiose era un'eredità del passato. Essa, infatti, si deve a migrazioni, conquiste, conversioni, scismi (divisioni tra seguaci di una stessa fede) e altri eventi ancora. Per ragione storiche, fra tutte le religioni prevale nettamente quella cristiana, sia pur divisa in varie confessioni (cattolicesimo, luteranesimo, anglicanesimo, ortodossia ecc..). L'attuale divisione religiosa del continente appariva già delineata alla fine del Seicento, quando si potevano distinguere sul territoio cinque zone fondamentali, più o meno compatte. Esse sono: Un Sud-Ovest latino e cattolico; Un Nord-Ovest germanico e protestante (che racchiude, nell'Irlanda, un'"isola" cattolico-celtica); Un'aera intermedia, mista, dalle Alpi al Bassopiano Sarmatico (cattolici, ortodossi e protestanti di varie confessioni); Un Est russo e ortodosso; Un Sud-Est, etnicamente misto, anch'esso seguace della confessione ortodossa. Oggi, oltre i cristiani, e a parte alcune piccole minoranze di buddisti, induisti, Testimoni di Geova, vi è anche un buon numero di musulmani. Mentre nella regione balcanica ciò si deve al lungo dominio turco-ottomano, in Occidente dipende dalle recenti immigrazioni dai Paesi del NordAfrica e dal Vicino Oriente. Sempre in tema di minoranze religiose, vanno infine ricordati gli Ebrei, la cui presenza in Europa risale ai tempi dell'Impero romano. La loro diffusione, notevole nell'Europa Centroorientale, è avvenuta nel corso del Medioevo e dell'Era moderna. Purtroppo l'intolleranza nei loro confronti è aumentata nel tempo giungendo al culmine ai tempi dello sterminio di massa (olocausto) attuato dal regime nazista durante la Seconda Guerra Mondiale. Proprio questo evento, unitamente all'immigrazione di Ebrei, in America e del nuovo Stato d'Israele, ha provocato una forte riduzione, se non la scomparsa di molte comunità ebraiche un tempo presenti nel nostro continente.