Lingue
e dialetti
Il dialetto di Roma nel suo sviluppo storico
presenta delle caratteristiche che ne fanno un caso
unico nel dominio italiano e per certi aspetti, anche
in quello romanzo,e ciò almeno per due motivi.
In primo luogo appare eccezionale la storia
della sua migrazione dall’orbita dei dialetti
mediani a qulla dei dialetti toscani avvenuta in un’epoca
anteriore di secoli all’unità d’Italia,fatto
questo che costituirà d’ora in poi l’innesco
di fenomeni analoghi,ma ancora oggi in fase di svilluppo,negli
altri dialetti italiani.In secondo luogo riasultano
straordinarie l’antichità e la verità
delle sue attestazioni-tra documentarie e letterarie-che
consentono di seguirne l’evoluzione fin dal più
remoto apparire dell’uso scritto del volgare in
area romanza per arrivare ininterrottamente ai nostri
giorni.
Queste caratteristiche rendono di per
sè interessante qualunque approccio diacronico,letterario
o linguistico,al patrimonio dialettale romano.
Certamente Dante Alighieri non
se lo sarebbe proprio apettato che a distanza
di tanto tempo il suo insegnamento avrebbe avuto esiti
a dir poco imprevedibili.Quando tirò le fila
di quell’operazione culturare che di lì
appoco doveva portare alla nascita della lingua italiana,sostenne
con forza che bisognava scrivere in volgare .