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I prodotti delle classi ;anno scolastico 2004-2005

i cosrtumi dei romani, la cucina,il tempo libero,la religione

(a cura del GRUPPO “COLOSSEUM”)
I giochi

I GIOCHI DEI BAMBINI
Il gioco per i bambini era considerato un diritto e anche una forma di attività formativa. I giochi praticati dai bambini delle classi sociali più basse erano le imitazioni delle gesta belliche e la costruzione di fortezze militari con il fango. I bambini delle classi più elevate giocavano con veri giocattoli. I giochi più diffusi erano le trottole, le bighe in miniatura, i cerchi da far correre con la bacchetta e le bambole.Altri giochi di origine greca erano l’altalena, l’aquilone, acchiappino e mosca cieca
Cavalli di terracotta, dadi, bambole, palle di pezza, carrettini e tutta una schiera di balocchi e giochi che caratterizzavano la vita degli antichi romani.
Il gusto di giocare, di divertirsi è sempre stata, in ogni epoca della nostra storia, una necessità primaria per grandi e per piccini
. Sotto questo aspetto gli antichi romani non erano certo gli ultimi arrivati.

Durante gli scavi archeologici nelle varie parti d'Italia e nell'antico mondo romano sono saltate fuori un'infinità di testimonianze che hanno contribuito a ricostruire i vari tipi di divertimenti e svaghi da loro praticati; dai giochi per i bambini per lo più caratterizzati da giocattoli di vario materiale e da imitazioni delle azioni e comportamenti degli adulti, a quelli dei grandi con giochi di abilità, d'azzardo e sportivi. In ogni caso, ai romani, la voglia di divertirsi non è mai venuta meno, anche perchè da sempre rappresenta un mezzo per non pensare ai dispiaceri e per rilassarsi dalle dure giornate lavorative.

Molti giochi erano diffusi sia fra i piccoli che fra i grandi, la diversità stava nel fatto che i grandi, molto spesso, li utilizzavano come giochi d'azzardo. E' il caso del gioco dei dadi ( che avevano regole simili a quelle nostre), il gioco degli astragali, fatto con ossicini del piede (astragali) di animali come pecore o capre, che erano molto simili ai dadi anche se potevano essere utilizzate meno facce in quanto erano di forma stretta e lunga.
Altri giochi praticati erano: quello del "pari e dispari" con cui un giocatore teneva chiuso nelle mani un determinato numero di sassolini e l'altro doveva indovinare se erano di numero pari o dispari; quello del capita et navia, il nostro testa o croce con cui si doveva indovinare se la moneta cadeva dalla parte della testa o della nave; i giochi con le noci, che erano più giochi di abilità che di fortuna, nei quali venivano fatti dei cumuli formati da tre noci come base e una sopra, si doveva cercare di colpire il cumulo lanciando una quinta noce da una certa distanza (come il nostro gioco del tiro al barattolo), chi colpiva il cumulo vinceva le noci che aveva abbattuto; altra variante era quella lanciare alcune noci e cercare di fare canestro in un vaso dal collo stretto.
I Giochi d'azzardo veri e propri erano per lo più rappresentati da combattimenti fra animali.
La legge romana era molto severa con i giochi d'azzardo, infatti, questi erano proibiti, ma con una piccola deroga durante i Saturnalia (le feste romane di tipo carnevalesco), e i debiti di gioco non erano riconosciuti e se il giocatore debitore aveva già pagato poteva richiedere giudizialmente quanto aveva dato al giocatore creditore (la nostra legge non prevede la restituzione di quanto spontaneamente pagato dal debitore al gioco.).
Altri giochi, come il filotto, erano praticati su rudimentali scacchiere (spesso incise su pavimenti o sui gradini dei fori cittadini), c'era anche una versione primitiva del nostro gioco della dama e degli scacchi, chiamato ludus latrunculorum, il gioco dei soldati (mercenari), in cui le pedine venivano mosse come se si trattassero di un esercito durante una battaglia.

Gli spettacoli

Uno dei luoghi dove i Romani s’incontravano per trascorrere il tempo libero e per divertirsi è il teatro.
Sul palcoscenico si esibivano attori, musicisti e, a seconda dello spettacolo, poteva esserci anche il coro.Il palcoscenico era chiuso in fondo da una parete che aveva tre porte, attraverso le quali gli attori entravano e uscivano dalla scena.
Le rappresentazioni teatrali erano gratuite e si svolgevano di giorno: il sipario si abbassava scomparendo nella fossa al bordo del palcoscenico ed iniziava la rappresentazione.
Le rappresentazioni teatrali erano tragedie e commedie tradotte dal greco e anche i teatri avevano la stessa struttura di quelli greci : erano composti dall’orchestra , dove prendevano posto gli spettatori più autorevoli , dalla cavea , dove prendevano posto gli altri , e dalla scena .

Le prime rappresentazioni risalgono al 240 a .c ma il primo grande teatro fisso fu costruito solo nel 55 a .c .
Altri tipi di rappresentazioni erano i Mimi e Pantomimi.
I primi erano di soggetto comico e rappresentavano soggetti diversi: talvolta le scene riguardavano problemi di vita familiare e quotidiana (ad esempio padri troppo severi); oppure si scherzava sui politici del tempo. I mimi dovevano recitare, cantare e ballare.
Il pantomimo era di soggetto tragico preso dalla storia. Il protagonista era un acrobata.
Gli spettacoli erano uno sfogo per la gente romana, un modo per sfuggire alle sofferenze e alla miseria.
Gli attori, che erano solo schiavi, indossavano delle grandi maschere che potevano essere di legno o di tela e avevano un’apertura all’altezza della bocca fatta di metallo, in modo che la voce si sentisse meglio.Le maschere avevano un ruolo importante perché esprimevano lo stato d’animo del personaggio.
Inoltre gli attori portavano enormi parrucche fatte di pelo, dai colori vivaci.
Nella commedia gli attori vestivano con lunghe tuniche e sotto queste indossavano dei pantaloni con sandali.
Nella tragedia tratta dai Greci, invece, gli attori indossavano l’abito greco con le maniche e calzavano grossi stivali.

Non era facile , per loro , tenere a vita l’attenzione del pubblico , che asssisteva agli spettacoli facendo un chiasso che talvolta rendeva impossibile udire le loro voci : i bambini piangevano , le matrone chiacchieravano , mentre molti applaudivano anche se non capivano niente di ciò che dicevano gli attori.

Le terme

Le terme erano vasti complessi edilizi adibiti a bagni pubblici, dotati di attrezzature per il riscaldamento dell’aria e dell’acqua a questo fine si utilizzava il metodo a ipocausto: l’aria calda veniva convogliata sotto i pavimenti o dietro le pareti, in condotti di mattoni forati.
Le terme erano organizzate in più ambienti differenziati per funzione: dallo spogliatoio si arrivava alle sale contenenti vasche con acqua tiepida (tepidarium), calda (calidarium) e fredda (frigidarium). A questi ambienti principali erano collegati giardini, biblioteche, palestre.
Erano luoghi di ritrovo molto frequentati e, data la loro vastità, accoglievano migliaia di persone: nelle terme di Caracalla potevano stare contemporaneamente 2600 persone. Importanti erano a Roma le terme di Traiano, di Caracalla, di Diocleziano; numerose si trovavano anche nelle città delle provincie.

Nell’Età tardo-imperiale, le terme acquisirono un carattere di monumentalità, si arricchirono di statue, di mosaici che rivestivano pareti, volte e pavimenti.


Il traffico nell'antica Roma
"A partire dal prossimo Gennaio si potrà condurre o tirare un carro durante la giornata al levar del sole alla decima ora; è fatta eccezione per i materiali che dovevano essere trasportati per la costruzione degli edifici consacrati al culto degli dei immortali, o per l'esecuzione di lavori pubblici, o ancora per i diritti provenienti da tutte le costruzioni da tutte di cui lo stato avrà deciso la demolizione e che sarà necessario asportare dalla città o dalle località sud urbane; a seguito di tutto ciò, in esecuzione dalla presente legge; persone ben derminate, in casi ben determinati avranno il diritto di condurre o tirare carri.
I carri nei quali le vergini vestali, i re sacrifici, i flamini saranno costretti in determinati giorni a farsi trasportare in città per adempiare alle cerimonie usare in occasione di un trionfo il giorno in cui qualcuno tronferà: i carri che sarà necessario usare in occasione della celebrazione dei giochi pubblici a Roma o a meno di 1'000 passi dalla città di Roma, o del circo: questi carri, per questi motivi e in questi giorni, potranno essere usati in città durante la giornate la presente legge non ammette deroghe.
"
Tratto dalla lex municipolis IULIA