La religione
privata
Alla
religione pubblica faceva riscontro una religione privata,
centrata sulla credenza nei “Numi”, cioè
in “forze”. Di fronte ad esse non ci si poteva
difendere altro che con “pratiche Magiche"
;che in ogni zona erano comunicate ed elaborate usando formule
di scongiuri .
I culti domestici
In
ogni famiglia ,tuttavia, la devozione più tenera e
profonda era dedicata ai Lari, le
divinità che proteggevano l’intero della casa
e i confini dei campi e ai Penati.
Ogni famiglia aveva dunque i propri Lari
e Penati che proteggevano la casa e i suoi abitanti, allontanando
gli spiriti maligni dei defunti.
Il padre di famiglia ,con la funzione di sacerdote
familiare, disponeva le offerte agli dei all’altare
domestico e insegnava al figlio maggiore il suo compito: era
infatti lui che avrebbe preso il suo posto in questo incarico.
Il mito di Roma
Secondo la leggenda, Rea Silvia,
figlia di Numitore, re della città di Alba, fu costretta
a diventare vestale.
Mentre Rea Silvia doveva accudire il tempio, scese dal cielo
il Dio Marte, che si unì a lei.
Dopo la loro unione nacquero due gemelli Romolo e
Remo. Dopo l’ accaduto fu punita e
seppellita viva, e i due gemelli furono gettati nel
Tevere. I due bambini si salvarono grazie alla cesta
che si incagliò alla riva.
Quindi, arrivò una lupa e li allattò.
Poco tempo dopo furono raccolti e allevati da un pastore e
sua moglie. Divenuti adulti e venuti a conoscenza della loro
identità, uccisero lo zio Amulio, ridiedero il trono
di Alba al nonno Numitore, quindi, fondarono una nuova
città: Roma. T
Il matrimonio
Il matrimonio a Roma era un atto privato,
non richiedeva la sanzione di un potere pubblico, di un sindaco
o di un
parroco
come oggi avviene. La forma di matrimonio più antica
detta cum manu (manus significa <autorità
maritale>) conferiva all’uomo una completa
autorità sulla moglie. Esso poteva essere
celebrato col rito della <vendita> della donna da parte
del padre allo sposo , oppure con la divisone, tra gli sposi,
di una focaccia di grano durante il sacrificio di una vittima.
Un’altra forma di matrimonio etra quella sine (<senza>)
manu in cui la donna, pur sposandosi continuava ad appartenere
alla famiglia paterna e restare soggetta al padre. In uso
poteva venire sciolto con facilità. Bastava che il
marito intimasse intimasse alla moglie < ripigliati >
e il matrimonio era sciolto. Non bisogna credere tuttavia
che il <ripudio>, facile nella forma, lo fosse altrettanto
nella coscienza dei romani. Per loro la famiglia era
sacra, perciò il ripudio era ritenuto socialmente un
atto molto grave.