Tutti gli uomini portavano una tunica
corta senza maniche.
Su di esse i soli cittadini avevano il diritto di indossare
la toga,
che
all’inizio era una semplice coperta di lana
avvolta intorno al collo e, più tardi, divenne
molto elaborata di frange e di ricami.
Essendo considerata molto scomoda, i cittadini
comuni la indossavano solo durante le faste religiose, le
cerimonie pubbliche e i funerali. Essa era invece il segno
distintivo costante dei senatori, che la portavano
di colore bianco ornata da una striscia di color porpora.
In campagna, o durante i viaggi, molti indossavano mantelli
più samplici per difendersi dal freddo.

Anche
le donne indossavano le tuniche. Sopra la tunica
le aristocratiche portavano la stola,
una
veste lunga fino alle caviglie e stretta alla vita da una cintura,
che con il passare del tempo assunse i valori più vari
e si arricchì di ricami e altri ornamenti.
Alcune, quando uscivano di casa, si coprivano la testa con un
velo. Nei primi tempi della repubblica, nelle
occasioni speciali o quando faceva freddo, le donne indossavano
anche una toga uguale a quella maschile.
L’orologio a Roma
I
Romani dividevano il giorno (dies) , cioè
il tempo in cui il sole restava sull’orizzonte , in
dodici ore: d'estate , perciò, le ore erano molto più
lunghe che in inverno.
Il Mezzogiorno era chiamato ( l’ora sesta). Per misurare
il tempo si adattavano due tipi di orologio: la MERIDIANA
e la CLESSIDRA.
La meridiana era formata da una lunga asta chiamata
gnomone che proiettava la sua ombra la sua ombra
su una tavola semicircolare di marmo divisa in settori: l’ora
veniva calcata secondo la lunghezza e la posizione dell’ombra.
Ma la meridiana era utilizzabile solo quando c’era il
sole.
Quando il cielo era coperto o durante la notte si utilizzava
la CLESSIDRA, uno strumento di vetro con
una strozzatura al centro, che veniva riempito d’acqua.
L’acqua, passando lentamente dalla parte superiore a
quella inferiore, consentiva un calcolo approssimativo del
tempo.
Come si vede , gli orologi a Roma erano pochi e non molto
precisi, ma i Romani non avevano la stesa necessità
di misurare il tempo con esattezza che abbiamo noi.
Il lavoro durava dall’alba al tramonto e la vita sociale
era regolata in modo molto rigido, non come ai nostri giorni