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I prodotti delle classi ;anno scolastico 2004-2005


(a cura del GRUPPO “ CALPURNIA”)
Sculture, pitture e fonti letterarie ci descrivono nei minimi particolari come si vestivano i Romani.

I TESSUTI.

I tessuti più usati per gli abiti eraqno all’inizio la lana e il lino.
Nei primi secoli d.C. i ricchi cominciarono ad acquistare tessuti di cotone e di seta, entrambi costosissimi perché, attraverso un’infinita catena di mediatori, arrivano rispettivamente dall’ India e dalla Cina.
Nelle regioni più fredde si usavano anche pellicce e cappelli di feltro.

 

Tutti gli uomini portavano una tunica corta senza maniche. Su di esse i soli cittadini avevano il diritto di indossare la toga, che all’inizio era una semplice coperta di lana avvolta intorno al collo e, più tardi, divenne molto elaborata di frange e di ricami.

Essendo considerata molto scomoda, i cittadini comuni la indossavano solo durante le faste religiose, le cerimonie pubbliche e i funerali. Essa era invece il segno distintivo costante dei senatori, che la portavano di colore bianco ornata da una striscia di color porpora. In campagna, o durante i viaggi, molti indossavano mantelli più samplici per difendersi dal freddo.

 

 

Anche le donne indossavano le tuniche. Sopra la tunica le aristocratiche portavano la stola, una veste lunga fino alle caviglie e stretta alla vita da una cintura, che con il passare del tempo assunse i valori più vari e si arricchì di ricami e altri ornamenti.

Alcune, quando uscivano di casa, si coprivano la testa con un velo. Nei primi tempi della repubblica, nelle occasioni speciali o quando faceva freddo, le donne indossavano anche una toga uguale a quella maschile.

 


 

L’orologio a Roma

I Romani dividevano il giorno (dies) , cioè il tempo in cui il sole restava sull’orizzonte , in dodici ore: d'estate , perciò, le ore erano molto più lunghe che in inverno.
Il Mezzogiorno era chiamato ( l’ora sesta). Per misurare il tempo si adattavano due tipi di orologio: la MERIDIANA e la CLESSIDRA.
La meridiana era formata da una lunga asta chiamata gnomone che proiettava la sua ombra la sua ombra su una tavola semicircolare di marmo divisa in settori: l’ora veniva calcata secondo la lunghezza e la posizione dell’ombra.
Ma la meridiana era utilizzabile solo quando c’era il sole.
Quando il cielo era coperto o durante la notte si utilizzava la CLESSIDRA, uno strumento di vetro con una strozzatura al centro, che veniva riempito d’acqua.


L’acqua, passando lentamente dalla parte superiore a quella inferiore, consentiva un calcolo approssimativo del tempo.
Come si vede , gli orologi a Roma erano pochi e non molto precisi, ma i Romani non avevano la stesa necessità di misurare il tempo con esattezza che abbiamo noi.
Il lavoro durava dall’alba al tramonto e la vita sociale era regolata in modo molto rigido, non come ai nostri giorni