L’ispirazione popolare diventa una componente dominante capace
di contrapporsi a quella colta, alla tradizione accademica, e di rinnovarla
con un apporto nuovo. Solo nella seconda metà dell’Ottocento
si svilupperanno delle vere e proprie Scuole Nazionali caratterizzate
proprio dal ricorso al patrimonio popolare di cui molti Paesi, in particolare
quelli dell’Europa Orientale, erano ricchissimi.
L’espressione “musica primitiva” viene usata per indicare
le tradizioni musicali orali proprie delle società prive di tradizione
colta o letterata,
per lo più, dei gruppi sociali a organizzazione tribale. Questa
definizione sembra suggerire l’ idea di musica semplice e ingenua,
ma, alla luce di acquisizioni recenti, esse possiedono una notevole
complessità.
Presenta, generalmente, caratteri di stretta funzionalità alla
vita sociale.
Molte lingue tribali, come per esempio quella dei duala del Camerum
e in genere le lingue africane del gruppo swahili, ignorino perfino
la parola “musica”.
Il contrario avviene nelle culture letterate, che tendono a defunzionalizzare
la loro musica, separandola dai momenti specifici del ciclo vitale,
dall’attività quotidiana e del culto. Questo processo raggiunge
il massimo grado in occidente: è infatti un’elaborazione
intellettuale tipicamente occidentale intendere la musica come pura
attività estetica, come è specifica dell’uomo occidentale
la capacità di ascoltare una musica al di fuori del contesto
per il quale fu concepita.
Oggi moltissime persone parlano l’inglese cosicché essa
è diventata la lingua internazionale utilizzata in tutto il mondo.
L’inglese non appartiene più alla Gran Bretagna e agli
Stati Uniti: ma è una lingua mondiale proprio come era il latino
nel periodo dell’Impero Romano e per i secoli successivi.
Comunque una lingua non diventa internazionale per caso ma la sua diffusione
è determinata dall’influenza politico-economica e scientifica
del Paese dove è parlata.
L’inglese è anche la lingua dello sport e della pop music.
E’ la lingua che unisce i popoli come, per esempio, l’India
che ha 67 lingue diverse e 3300 dialetti.
Alcuni Paesi cominciano a preoccuparsi perché la loro lingua
è piena di parole straniere, ma l’inglese è nella
stessa situazione.
Essa, infatti, è molto ricca perché ha preso in prestito
così tante parole da altre lingue fin dalle sue origini.
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