
Il
Confucianesimo (termine usato la prima volta dai gesuiti nel XVII
secolo) è uno dei tre credi della Cina (gli altri due sono
il Taoismo e il Buddhismo). Fuori dalla Cina, la principale comunità
confuciana si trova nella Corea del Sud.
Gli insegnamenti confuciani vertono più che altro sulle norme
morali di comportamento che ogni individuo deve seguire, non perché
gli siano imposte, ma perché, dopo averle apprese tramite uno
studio rigoroso, egli sa esattamente come deve agire nella società.
Colui che segue queste norme è consapevole che la famiglia
e lo stato si basano su rapporti gerarchici, che implicano il riconoscimento
dell'autorità e di determinati doveri reciproci: i doveri che
legano principe e ministro, padre e figlio, marito e moglie, fratello
maggiore e fratello minore, amico maggiore e amico minore.
L'uomo deve praticare nei confronti dei suoi simili la rettitudine
(yi), l'umanità (ren) e la pietà filiale (xiao), e adempiere
ai riti (li) che scandiscono rigidamente i rapporti tra gli uomini
e i rapporti tra l'uomo ed il cielo.
Non esiste la concezione del bene e del male fini a se stessi, ma
è riprovevole un cattivo comportamento. Non esiste il concetto
del peccato, o la concezione di un essere trascendente o di mondo
ultraterreno. Esiste la società, nella quale si vive: il confuciano
impara attraverso lo studio a comprendere razionalmente la realtà
che lo circonda e, di conseguenza, a comportarsi nella maniera appropriata
in ogni occasione, non contrastando con il suo agire l'armonia che
deve esistere in ogni ambito, umano e naturale.