classe H

speranza per l'Africa
Speranza per l'Africa
di Serena Bancone

Computer, videogiochi, televisori al plasma, sono cose che per noi sono normalissime, ma ci sono persone che non hanno e non avranno mai la possibilità di averle e che sono invece costrette ogni giorno a combattere contro la fame e la sete.
Parlo delle persone del terzo mondo, più precisamente dell'Africa; gente che ogni giorno muore di fame, che lavora da mattina a sera solo per combattere tra la vita e la morte, persone costrette a vivere in disastrose situazioni igieniche e che possono perdere la vita anche per un banale raffreddore.

Come mai noi viviamo nell’era dell’alta tecnologia e c’è una parte del mondo che ancora si trova “imprigionata” nella morte e nella miseria?
L'Africa ha un mercato troppo piccolo e risorse limitate per competere sul mercato mondiale. È un paese che è stato a lungo colonizzato ed è quindi ancora vittima delle scelte economiche dei suoi antichi “padroni”: un esempio tra tutti le monocolture, con le disastrose conseguenze che sono ancora sotto gli occhi di tutti: non poter scegliere tra vari prodotti da vendere ed esportare e dipendere da un solo tra essi.

Purtroppo molti stati africani, con uno sviluppo industriale e risorse ancora insufficienti, hanno cominciato ad accettare aiuti economici da altri paesi e sono arrivati ad accumulare un debito pubblico enorme: non riuscendo a sfruttare questi aiuti si sono trovati nella condizione di non riuscire a “pagare” neanche gli interessi del debito.
C'è chi dice che bisognerebbe annullare questi debiti, contratti dai paesi poveri del mondo, ma c'è anche chi dice che non è in questo modo che si può risolvere un problema così complesso come quello dell’ineguale controllo risorse, specie nei paesi con governi scarsamente o niente affatto democratici.
Io credo che sia ora di farla finita, che sia giunto il momento di prestare maggiore attenzione, di dare maggiore importanza ai mali dell’Africa (povertà, malattie, emarginazione, guerre).

 

Noi paesi ricchi dovremmo aiutare l'intero continente a svilupparsi soprattutto dimostrando più fiducia oltre che offrire ad esso sostegno.

E un esempio di fiducia e di voglia di cambiare le cose è stata la manifestazione che si è tenuta il 17 aprile in Piazza del Popolo:Italia per l'Africa


A quella che è diventata poi una vera e propria festa, con un concerto che ha visto avvicendarsi artisti africani e italiani, hanno partecipato CGIL, CISL, UIL, FAO, IFAD, WFP, UNICEF, ONG italiane, Forum del terzo settore e tanti altri che sanno che l'Africa è un paese ricco di culture e di bellezze e non può essere dimenticato così.

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