classe F

Le cucinemedioevali

I mobili sono semplici e rari. In cucina, nelle case normali si trova solo un tavolo posto su assi che viene tolto alla fine dei pasti, le sedie sono sgabelli. Per mangiare vi sono semplici scodelle di legno o terracotta, cucchiai, coltelli e, nel 1300, forchette.

Naturalmente i ricchi amano circondarsi di oggetti preziosi: hanno tavole di legno di quercia lavorate e sedie con schienale a X ricoperte da pellicce o cuscini.

Al momento dei pasti si cibano in piatti di ceramica finemente lavorata, servendosi di posate e brocche d'argento. Anche le tovaglie sono belle e ricamate ed ognuno ha il proprio tovagliolo. Sulla tavola del Principe o del Signore vengono disposte statue di zucchero, piccoli fuochi d'artificio, tovaglioli piegati nelle forme pił bizzarre, per rallegrare con una spettacolare messinscena il banchetto, anche l'insieme degli oggetti d'uso costante richiede comunque altrettanta attenzione.

A chi deve provvedere all'apparecchiatura della tavola e a quanto è necessario, vengono in aiuto i trattati di cucina e di buone maniere, manuali per la corretta fornitura di cucina, di credenza, di tavola e guide all'arte di trinciare le carni. A questa pratica dei "segreti" sono legati i nomi del Messisburgo e dello Scappi, le cui opere, spesso, pongono in evidenza la varietą degli oggetti d'uso in cucina e nel banchetto. Gią dal periodo delle corti medioevali il maestro di casa o di altre dignitą guida gli "offiziali" che devono provvedere alle tavole, alle panche, alle tovaglie e all'ingresso delle vivande.

Lo Scalco pausa i tempi delle portate, lasciando spazio alle azioni sceniche, cambia le tavole, disponendo nuove tovaglie, tovaglioli, posate e piatti grandi. Le vivande e le carni trinciate vengono poste in tavola su piatti grandi, corredati di forchetta. 

Piatti e vasellame sono spesso decorati con stemmi e ornamenti, dipinti da artefici eccellenti. Sulla mensa, un contenitore a forma di nave, contiene bicchieri e piatti puliti, e altri, come bacilli o ceste, raccolgono gli avanzi. Il tutto nella disposizione di un ordine che, secondo il galateo, deve salvaguardare il piacere primigenio del cibarsi, allontanando ogni occasione di disgusto.

 

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