L'eredità araba
Sempre
il Medioevo fu il periodo in cui si cominciò ad utilizzare ogni
parte del maiale, che divenne, per facilità di allevamento,
una delle fonti principali di carne e prodotti di salumeria, soprattutto
prosciutti e salsicce.
Questo
ovviamente dove non era presente la dominazione araba che, in
conformità alle leggi del Corano, proibiva il consumo della carne
di maiale.
Durante il periodo di permanenza in Sicilia, gli arabi influenzarono
moltissimo la preparazione dei cibi. Essi riducevano in polvere le spezie
che venivano mescolate alle carni e ai pesci.
Le preparazioni dei dolci erano celebri e assai apprezzate, ancora oggi
da esse derivano il marzapane e il torrone.
Nel Rinascimento
La
cucina moderna affonda le sue radici nel Quattrocento e nel Cinquecento
per le novità che arrivano dal
Nuovo
Mondo e che cambiano e arricchiscono le tradizioni popolari. Nasce in
questo periodo il gusto per la presentazione dei piatti. Compaiono le
minestre preparate con brodo o latte, riso e cereali, mentre le carni
più pregiate sono selvaggina e pollame. E' di questo secolo l'abitudine
di avvolgere le carni in croste di pane.
Inoltre alla fine del 1400 compaiono le paste "all'italiana".Maccheroni
e vermicelli conditi con uvette oppure con burro e sale, e le prime
paste ripiene, antenate dei tortellini.
Le novità
Patata,
mais, fagioli, tacchino, cacao dalle Americhe, caffè e tè
dall'Oriente: sono queste le novità che modificheranno le
abitudini in cucina.
Arrivati
in Europa questi alimenti ebbero bisogno di parecchio tempo prima di
affermarsi. La patata, ad esempio era destinata all'alimentazione
animale e solo nel Settecento fu scoperta come cibo.
Lo stesso discorso fu per il mais che cominciò ad essere
consumato solo dopo le numerose carestie e pestilenze che avevano decimato
i raccolti e, sottoforma di polenta, divenne il re sulle tavole
dei contadini.
Per quanto riguarda il cacao e la bevanda da esso derivata, la
cioccolata, essi conobbero il massimo splendore dopo il Seicento,
quando divenne bevanda di re e principesse.
Nel Seicento
Fu
il secolo di transizione dalla grande cucina italiana alla grande
cucina francese.
Si
apre l'epoca dei cuochi e dei grandi architetti dei banchetti. Niente
più condimenti che coprono il sapore delle vivande, poche spezie
a favore delle erbe aromatiche e del limone.
La carne viene cotta molte ore fino a quando non si stacca dall'osso.
Le vivande delle classi più umili sono fagioli, polenta di
mais, pane casereccio farcito con formaggio. Pochi i condimenti,
olio al sud e grasso di maiale al nord, burro per i nobili.
Nel Settecento
Si
scoprono le salse: la bèchamel e la mayonnaise. Entra
il vino nella cottura delle carni. Nasce il ragù e
la gelatina. Entra il cavolo nella tavola dei poveri.
Il secolo dei grandi viaggiatori pone a contatto diverse cucine.
Nell'Ottocento
Le
minestre sono divise, dai cuochi francesi, in chiare (brodo), più
spesse (minestre cremose) e vellutate.