Ciò ha reso possibile creare negli edifici un comfort artificiale
senza dipendere dal ciclo discontinuo del sole.
In questo modo l'uomo e l'architettura hanno cominciato ad allontanarsi
dalla natura senza accorgersene.
La combustione delle risorse energetiche non rinnovabili ha introdotto
inoltre un nuovo problema: l'inquinamento.
La
combustione del legno o delle biomasse, al contrario, causa un inquinamento
ambientale ridotto (essenzialmente CO2 ) che può essere neutralizzato
attraverso nuove piantumazioni.
Il legno venne sostituito anche come materiale da costruzione, soppiantato
da calcestruzzo, acciaio, alluminio, plastica, etc. materiali apparentemente
più efficienti ed inesauribili.
Si ipotizzò che il non utilizzo del legno, avrebbe contribuito
a proteggere l'ambiente naturale, mentre invece si cominciò a
danneggiarlo più gravemente.
La produzione e lavorazione dei nuovi materiali da costruzione richiedono
un consumo di energia molto più elevato detta energia di produzione.
Le fonti energetiche non rinnovabili poi, richiedono maggior energia
nel processo di produzione, trasporto, distribuzione.
La somma di queste perdite nella trasformazione viene chiamata energia
grigia.
Il legno nel corso della sua vita accumula energia e CO2, richiede poca
energia di produzione come materiale da costruzione e costa poca energia
grigia se utilizzato come combustibile.
Un m3 di legno assorbe 1.000 Kg di Biossido di carbonio (CO2) durante
la sua crescita; dopo circa 50 anni un albero costituisce una buona
riserva di Carbonio ma una volta che questa è ultimata inizia
ad assorbire sempre meno CO2 e a produrre meno Ossigeno ( O2 ).
Inoltre diventa più vulnerabile ad insetti, funghi e soggetto
a facile rottura, la sua funzione di collettore biologico si fa sempre
più ristretta, quindi un albero non più efficiente biologicamente
deve essere abbattuto.
Dal punto di vista energetico un m3 di legno può essere convertito
in 2500 kWh, mentre se utilizzato come materiale da costruzione circa
il 75% può essere tagliato in legni squadrati, il restante 25%
di scarto può essere utilizzato come combustibile ottenendo 625
kWh.
Per abbattere, trasportare, segare, piallare, etc., 1 m3 di legno occorrono
circa 660 kWh di energia, dei quali 200 kWh per il processo meccanico,
il resto è usato termicamente per l’essicazione, ciò
significa che utilizzando l’energia contenuta negli scarti per
alimentare il processo di produzione e lavorazione, il bilancio energetico
è quasi in pari.
Se poi si considera che la maggior parte del processo di essicazione
può essere effettuato impiegando tecnologie solari, il bilancio
diventa attivo.
Una volta utilizzato come materiale da costruzione ha una vita che
varia da pochi anni a molti secoli durante i quali non perde il proprio
contenuto energetico; potendo essere rimosso e sostituito si deve considerare
una riserva nascosta di liquidità energetica.
Ciò significa che è il materiale ideale per risparmiare
energia e ridurre l’inquinamento.