STRUTTURA DELLA "MACCHINA"
UOMO
La
macchina operatrice è l'insieme dei segmenti ossei, articolati
tra loro, che compongono lo scheletro. Il busto può fare grossi
sforzi con piccoli spostamenti (ad esempio sollevare una cassa); gli
arti inferiori possono spostare tutto il corpo sia sull'asse verticale
(alto - basso) sia su quello orizzontale (avanti - indietro); gli arti
superiori possono spostarsi in tutte le direzioni, anche velocemente.
Grazie alla posizione eretta l'uomo può utilizzare liberamente
le mani, che sono due "utensili" eccezionali: numerose articolazioni
permettono un'ampia scelta di movimenti combinati.
Il
motore è costituito dai muscoli, distribuiti in tutto il corpo.
I più grossi sono quelli delle cosce, i più piccoli sono
quelli del viso e delle dita.Ogni muscolo è costituito da fasci
di fibre e lavora in coppia con un altro muscolo: quando le fibre del
(flessore) si contraggono spostano un segmento osseo; quando si contraggono
le fibre (dell’estensore) lo stesso segmento ritorna nella posizione
iniziale. La fonte d’energia sono le sostanze chimiche
che l’uomo introduce
nell’organismo con l’alimentazione. 
Il sangue distribuisce poi queste sostanze a tutti i muscoli, che le
accumulano sotto forma A.T.P. Quando serve, quest’energia viene
consumata per contrarre le fibre muscolari, che a loro volta muovono
i segmenti ossei.
Il centro di controllo è unico (il cervello)
e seleziona i movimenti con impulsi nervosi che sono di natura elettrica:
per questo possiamo piegare un solo dito, o chiudere solo una mano,
o combinare la rotazione del polso con l’estensione del braccio,
e così via.
Forza animale e muscolare.
La forza umana ha svolto la maggior parte dei lavori fino al 1800 circa:
nel mondo antico esistevano squadre di schiavi per
i lavori più pesanti; nel medioevo, quando il 90 % della popolazione
viveva in campagna, tutti i lavori agricoli erano svolti dall’uomo.
Il cavallo fu usato nel mondo antico solo quando occorreva la velocità
, nel medioevo il suo impegno si estese alla trazione di carri e carrozze,
delle macchine agricole, ecc.
La forza umana
Nel mondo antico, i lavori più pesanti erano svolti dagli schiavi
( Assiri, Greci , Romani) riuniti in squadra sotto il comando di un
severo guardiano, gli schiavi fornivano una considerevole forza motrice
da applicare ad un solo oggetto, ad esempio :
Per
muovere le pesanti navi a remi.
Per
trascinare gli enormi massi per la costruzione degli edifici monumentali.
Per
scavare e prosciugare le miniere.
Nel
medioevo ( 500 d.c. 1500 circa ) esisteva la semi-schiavitù
dei servi della gleba, che lavoravano nei campi e nelle miniere
per il loro feudatario.
Al temine di questo periodo esistevano ancora le “galere”
della repubblica di Venezia, pesanti navi con tre ordini di
remi.
In epoca moderna ( 1600- 1850) alcuni mercanti europei catturarono
gli africani e li trasportarono schiavi nelle Americhe,
dove lavorarono nelle piantagioni di tabacco, cotone e canna
da zucchero.
Con la Rivoluzione Industriale, diventò comune lo sfruttamento
di persone libere specie donne e bambini che lavoravano nelle miniere
di carbone e nelle fabbriche tessili.
IL CAVALLO
Il
cavallo può essere paragonato ad una macchina capace
della sola operazione di trazione. Lungo un percorso rettilineo
può trainare un carro, un aratro , o altre macchine agricole,
con un percorso circolare può azionare le macine del mulino,
una pompa per l’acqua o altre macchine agricole fisse.
La sua forza muscolare, distribuita sulle 4 zampe , sviluppa una potenza
di traino 15 volte superiore a quella dell’uomo. Per imbrigliare
il suo sforzo è necessaria una bardatura, formata da questi dispositivi
:
Il collare, un anello da mettere al collo dell’animale
e da collegare con una fune all’oggetto da trainare.
L’attacco.un sistema per collegare più
animali insieme affinché possano unire il loro sforzo per trainare
oggetti pesanti.
L’uomo ha impiegato molti secoli per trovare i finimenti adatti
per la costituzione fisica del cavallo. I popoli antichi usavano il
collare di gola e l’attacco in parallelo, nel medioevo furono
inventati il collare di spalla e l’attacco in fila , usati ancora
oggi.
L’UTILIZZO DELLA RUOTA NEL MONDO
DEL LAVORO
LE RUOTE DEI MULINI
Il mulino ad acqua era già noto ai Romani all’epoca di
Cristo, ma fu poco usato.
In Europa l’età dei mulini inizia verso l’anno 1000,
nel 1086 in Inghilterra esistevano più di 5000 mulini ad acqua
per cereali,
RUOTE AD ACQUA
I mulini utilizzavano delle ruote a pale , che venivano colpite dall’acqua
di un fiume o di un ruscello. Essi vennero utilizzati non solo per macinare
ma anche per azionare delle pompe, degli argani nelle miniere e dei
martelli, dei magli e dei mantici nelle fucine.
RUOTE A VENTO
I mulini a vento, utilizzavano l’energia eolica
per far girare le pale.
Per orientarle verso la direzione del vento , all’inizio furono
usati dei mulini detti a “pilastro”, perché l’edificio
era sospeso su un palo verticale attorno al quale poteva ruotare. Alla
fine del ‘300, furono introdotto i mulini detti a “torre”
perché l’edificio era in muratura e solo la calotta superiore
era girevole.