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" BABELE "
Nel cap. 11 del libro della Genesi (Gn) troviamo il racconto della Torre
di Babele, costruita dagli uomini perchè spinti dal desiderio
di gloria e di potenza. Dio però, riprovando l'orgoglioso disegno
degli uomini, li punì distruggendo la città che avevano
costruito e la Torre, che sarebbe dovuta essere il mezzo per avvicinarsi
al cielo, cioè a Dio; in più confuse la loro lingua.
La biblica "costruzione della Torre di Babele" simboleggia
la presunzione megalomane dell'uomo che vuole con i suoi mezzi terreni
dare l'assalto al cielo; nella visione biblica, un tentativo disperato
dell'umanità di ricostruire, anche contro la volontà di
Dio, il legame tra cielo e terra spezzato dal peccato originale. Alcuni
interpretano la costruzione della Torre in senso morale, come immagine
della superbia degli uomini.
Una leggenda ebraica fa del disprezzo per l'uomo da parte dei costruttori
della Torre la causa della punizione divina: un operaio sarebbe precipitato
dall'impalcatura e avrebbe trovato la morte, ma i costruttori, desiderosi
di finire rapidamente l'opera con cui intendevano rendersi celebri,
prestarono appena attenzione all'accaduto, facendo portar via il cadavere
senza interrompere il lavoro. Due giorni più tardi, un pezzo
del muro cadde; allora i costruttori si afflissero pensando alle spese
da sostenere. La pietra che s'era staccata contava per loro più
di un operaio morto. Questo fu uno dei motivi per cui Dio si decise
a punirli.
Nel linguaggio comune il termine viene utilizzato per indicare "caos,
trambusto, bolgia, pandemonio" o comunque "un luogo molto
disordinato".
La definizione più corretta comunque è: luogo pieno di
gente caratterizzato da grande disordine o da confusione rumorosa (dall'ebraico
BABAL = confondere, ingarbugliare). Il nome biblico Babele viene collegato
anche alla radice bll (confusione) ovvero alla leggenda della nascita
delle differenti lingue dell'umanità, mediante le quali si sarebbe
dovuto impedire per sempre il proposito di dare l'assalto al cielo.
Esempio di frase: Questa casa è una vera babele.
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