Giochi all'aperto
Giochi al chiuso
I giochi del passato
Giochi nel mondo

Noi ragazzi della I C abbiamo deciso di fare una ricerca perché la professoressa ci ha proposto un argomento: i giocattoli antichi, quelli che usavano i nostri nonni. Per questo abbiamo elaborato delle domande e ognuno di noi ha proposto quest'intervista ad un anziano, soprattutto ai propri nonni.
Abbiamo scoperto attraverso le risposte che la vita in campagna e quella in città erano differenti. Lo si è capito dagli appunti di una nostra compagna che ha intervistato le sue due nonne che abitavano in posti diversi: quella che abitava in città aveva le bambole di porcellana e quella della campagna aveva le bambole di pezza.
Questo perché i bambini che abitavano in campagna avevano giocattoli quasi sempre fatti in casa, invece quelli che abitavano in città avevano anche giocattoli un po' più elaborati, come i pattini e i veri pentolini, che si compravano. Inoltre erano un po' meno liberi, passavano più tempo in ambienti chiusi e quindi anche i loro giochi erano "sedentari", tipo il gioco dell'oca o la tombola.I bambini delle nostre parti passavano molto tempo a fare giochi tradizionali all'aperto, come nascondino, il pampano, i quattro cantoni.

Dopo aver letto tutte le risposte siamo riusciti a scrivere due elenchi: uno dei giochi e uno dei giocattoli che si usavano un tempo.
I giocattoli erano molti: biglie di vetro, trottole, la corda da saltare, i pentolini, il carretto, l'altalena, le biciclette e i tricicli e tanti altri. Tutti insieme giocavano al pampano, a nascondino, alla lippa, a moscacieca, al gioco del fazzoletto.

Una persona ha raccontato che da bambino usava gli scarabei come aquiloni, legando uno spago alla zampa degli insetti che volavano, fino a quando la zampa non si liberava.
Si giocava anche ad indovinare le auto che stavano per arrivare, riconoscendole dal rumore, prima di vederle; a indiani e cow-boy, al gioco dell'oca, che se non lo si possedeva si poteva disegnare col gesso sulla strada, al gioco dell'anello, alle signore, al "giro d'Italia", fatto con le biglie.
Ci si divertiva molto a fare gli scherzi, ad esempio si prendeva un portafoglio vuoto, ci si attaccava un filo e poi lo si metteva in mezzo alla strada e quando le persone si fermavano per raccoglierlo si tirava il filo, e loro erano fregati!

Non bisogna dimenticare che spesso diventava occasione di gioco anche del materiale recuperato, come i piatti rotti usati come pentolini, i fiori per fare le coroncine, foglie, rami e paglia utilizzati per costruire pupazzi, pezzi di legno.
Ci è stato detto che alcuni di questi giochi oggi non "vivono" più , o per lo meno non si conoscono più molto bene e noi ci giochiamo molto raramente, come ad esempio giocare a palla con le arance nelle feste di Natale, oppure con le bambole ripiene" di foglie o di stracci, o ancora giocare alla lippa e al pampano, a far correre un cerchio di legno dandogli la direzione con un bastone .
Al contrario i bambini di oggi giocano con il computer o con la play station e passano molto meno tempo all'aria aperta.

I nostri nonni, quando uscivano con gli amici, si recavano nelle piazzette, nei giardini o nei prati, nei cortili e nelle aie, molto spesso in mezzo alla strada , a volte nelle baracche e nelle cascine, vicino ai ruderi o in mezzo al fieno, vicino ai fiumi, dove la maggior parte di essi imparava a nuotare.
Talvolta, e soprattutto i bambini di città, giocavano sui pianerottoli, nelle stanze vuote, nelle cantine, in riva al mare, ai giardini pubblici e nei giardini delle scuole. Trascorrevano in questi luoghi tutto il pomeriggio, finchè i loro genitori non li chiamavano per cenare. Durante il periodo estivo uscivano anche la sera dopo cena; i più grandi, però, aiutavano anche i loro genitori nel lavoro. Di solito maschi e femmine giocavano insieme; ci è stato anche detto che, giocando, la maggior parte delle volte stavano insieme bambini di età diverse, l'importante era divertirsi, e rarissime volte si dividevano a seconda delle età, soprattutto quando i gruppi erano molto numerosi.

GLOSSARIO
Bambole. Le più semplici erano di pezza, imbottite di stracci, cotone o addirittura foglie secche; le più elaborate erano costruite con celluloide o porcellana, vestite di pizzi e merletti.
Pampano. Gioco che consisteva nel disegnare a terra dei quadrati numerati, nei quali i bambini dovevano saltare a turno.
Quattro cantoni. Si giocava in una piazzetta: per ogni angolo c'era un bambino che, al via, doveva cambiare angolo, mentre quello al centro cercava di catturarlo.
Trottola. Molto conosciuta con il nome di zarzua, era in legno: attorno ad essa si attorcigliava un filo per lanciarla e farla girare. Carretto. Consisteva in tavole di legno collegate a ruote non molto grandi, per sfrecciare giù dalle discese.
Lippa. Si usavano due bastoni: uno con le estremità a cono lo si metteva a terra, con l'altro ci si batteva sopra per farlo saltare e, quando era in aria, lo si colpiva per farlo andare più lontano possibile.
Moscacieca. Un bambino veniva bendato e doveva cercare di prendere gli altri bambini e riconoscerli al tatto.
Giro d'Italia. Si faceva un percorso con il gesso, si prendevano le grette (tappi di metallo) o le biglie e si faceva a gara a chi completava per primo il tracciato.