Le erbe nella cucina mediterranea

alloro
ff
L'alloro




L'alloro, o lauro, è nativo del Meditrarreneo ed è un piccolo albero sempreverde -nonostante possa raggiungere anche i 20 m d'altezza!- che spesso viene usato come pianta ornamentale per recintare giardini e terreni. Il termine Laurus comprende numerose specie, ma quella più conosciuta e più "apprezzata" è il nobilis.

Descrizione
E' una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Lauracee. Il fusto è eretto, la corteccia verde. Le foglie, ovate, sono verde scuro, coriacee, lucide nella parte superiore e opache in quella inferiore. I fiori sono piccoli, giallo-verde, riunite ad ombrella. L'alloro è una pianta rustica, cresce bene in tutti i terreni e può essere coltivato in qualsiasi tipo di orto.

 

Un po' di storia
Noto fin dall'antichità, i Greci consacrarono ad apollo. L'aroma sottile e penetrante richiamava le capacità profetiche di questo dio e delle sue sacerdotesse. D'alloro erano le corone che cingevano il capo degli imperatori e dei consoli Romani, ma anche dei poeti e dei letterati. Apicio lo usa nella ricetta del maiale con alloro, del quale usava sia le bacche che le foglie. Con le sue bacche faceva il "vino laurino" e l'"olio laurino" sopravvissuto poi per parechio tempo.

Informazioni
L'alloro è nato in Asia, ma dopo è stato trasportato in Europa. L'alloro in Europa veniva usato come una incoronazione agli eroi. E' usato in cucina, per profumare intingoli e aromatizzare la selvaggina.L'alloro è un'erba aromatica che serve a insaporire le ricette tipiche della cucina mediterranea.
Curiosità
Con l'alloro dobbiamo stare attenti ad non confonderci con altri tipi di erbe che sono velenose. L'alloro è un antisettico e è uno stimolatore, e con un infuso delle sue foglie ci fa digerire meglio. Il nome dell'alloro in latino è Laurus Nobilis.

Uso in cucina
L'alloro è usato in tutto il mondo per insaporire stufati, brodi, marinate e minestre, utilizzato in piatti di carne e di pesce, nonché per insaporire alcuni salumi ma anche bevande e dolci: eccellente, ad esempio, nei budini di riso.

Una ricetta: Fegato all'aroma di orbacco

Orbacco o alloro che dir si voglia, ma nel manoscritto trovato tra le pagine di un Melzi del 1914 si chiamava così, e al curatore par giusto lasciargli anche questo nome.Mettete a fuoco la piastra, pavimentata di foglie d'alloro. Mentre si infuoca, versatevi sul palmo di una mano poche gocce di olio e massaggiate le fettine rivoltandole tra le due mani. L'alloro appassirà e tenderà a bruciacchiare: è il momento di stendervi sopra il fegato e arrostirlo rapidamente sui due lati. Salate e pepate nel togliere dal fuoco. L'alloro, ovviamente, va lasciato sulla piastra.