| Il Collegio dei Docenti del 126° Circolo
Didattico Statale, Direzione Didattica Iqbal Masih, riunito
il 15/03/2004,
- preso atto di quanto contenuto nel Decreto attuativo
n..59 del 19/02/04 della L. Delega n. 53/03;
- considerato quanto indicato nella C.M. n. 29/04;
- considerati gli spazi di autonomia che il DPR 275/99
garantisce alle scuole
- premesso che linformatica e la lingua inglese
sono già da anni nellofferta formativa del 126°Circolo
DELIBERA quanto segue
1) Relativamente alla funzione tutoriale:
- ritiene superfluo individuare i criteri sulla
base dei quali la D.S. possa assegnare la funzione di tutorato allinterno
del Collegio, in quanto i compiti descritti nel Decreto per lassolvimento
di tale funzione corrispondono a quelli previsti nel profilo professionale
docente, indicati dal CCNL 22/05, artt. 24 e seguenti, che sono già
vincolanti per ciascun insegnante;
- ribadisce il valore pedagogico
ed educativo della corresponsabilità e della contitolarità
di tutti i docenti del team;
- impegna ciascun docente,
assegnato ad una o più classi, a continuare ad assolvere anche
i compiti afferenti alla funzione tutoriale nei confronti di tutti gli
alunni della classe o delle classi medesime;
- respinge ipotesi organizzative
che, nei fatti, si concretizzano nella separazione tra apprendimenti
teorici e attività di laboratorio .
2) Relativamente alle attività facoltative e
opzionali e alla definizione dei Piani di Studio Personalizzati:
- esprime giudizio negativo nel merito della
facoltà concessa alle famiglie di scegliere per i propri figli
parte del percorso scolastico formalizzato, la cui definizione e realizzazione,
nel quadro degli obiettivi indicati dalle Carte Programmatiche Nazionali,
compete alla professionalità dei docenti e allautonomia
delle scuole;
- ribadisce che lintervento scolastico,
a partire dalle diversità di cui ciascun bambino è portatore,
è mirato al superamento delle disuguaglianze socioculturali;
pertanto, non condivide interventi che ratifichino e amplifichino le
differenze, disegnando destini formativi precocemente separati, attraverso
scelte opzionali, personalizzazione di percorsi anziché individualizzazione,
separazione tra attività di classe e attività di laboratori,
ricorso a figure uniche di riferimento;
- assume il compito di segnalare
alle famiglie le attività che già arricchiscono ed integrano
il Piano dellOfferta Formativa della scuola, dalle stesse già
accolto allatto della iscrizione dei propri figli;
- richiede, a tal fine,
allamministrazione adeguate dotazioni di organico tali da garantire
lordinamento del Tempo Pieno e le attuali quote di contemporaneità,
nonché le risorse finanziarie sufficienti ad assicurare la continuità
del Piano dellOfferta Formativa nel suo complesso.
3) In merito al contenuto degli allegati A, B, D (riguardanti
le Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati ed il Profilo
educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del I Ciclo):
- prende atto del carattere
di transitorietà degli stessi e dellinsufficiente dibattito
culturale che ha preceduto la loro pubblicazione;
- si impegna ad approfondirne
i contenuti, unitamente ai diversi documenti elaborati in precedenza
e posti allattenzione delle scuole, quali il curricolo verticale
della Commissione De Mauro e il Documento sui saperi essenziali;
- mantiene, per i suddetti
motivi, come riferimento per la propria azione didattica ed educativa,
i vigenti Programmi del 1985 (per la scuola primaria) e gli Orientamenti
del 1991 (per la scuola dellinfanzia).
4) In merito alle modificazioni previste per lordinamento
della Scuola dellInfanzia:
- giudica negativamente leccesso di flessibilità
oraria proposta alla scelta delle famiglie, sancita dal Decreto, la
quale flessibilità, unitamente alla dichiarata non-prescrittività
degli esiti formativi della Scuola dellInfanzia, tende a connotare
un modello con caratteristiche di mera custodia del bambino;
- riconferma lefficacia
del modello pedagogico-organizzativo su 40 ore settimanali (ormai pressocché
generalizzato nella scuola dellinfanzia dello Stato, essendo gli
altri modelli orari eccezionali e/o residuali) che vede la piena contitolarità
e corresponsabilità dei docenti e garantisce le quote di contemporaneità
essenziali allo svolgimento delle attività previste;
- si impegna ad orientare la scelta delle famiglie
verso il suddetto modello organizzativo;
- rifiuta di svolgere qualsiasi
sperimentazione dellanticipo nella Scuola dellInfanzia,
anticipo di cui non si vedrebbe lesigenza, se su tutto il territorio
nazionale fosse generalizzata e sufficiente lofferta dei nidi
(peraltro lassenza delle condizioni previste dal medesimo decreto
rende impossibile lattuazione di qualsivoglia sperimentazione).
Approvato allunanimità senza alcuna
astensione dai 79 docenti presenti
Roma, 15/3/04
|